L’eternità nera e imperscrutabile d’intorno… (Knut Hamsun dixit)

“E intorno a me covava sempre la stessa oscurità, quella stessa eternità nera e imperscrutabile, contro la quale si inalberavano i miei pensieri incapaci di afferrarla. Con che cosa potevo paragonarla? Feci sforzi disperati per trovare una parola abbastanza grande per definire quel buio, una parola così crudelmente nera da annerire la mia bocca quando l’avessi pronunciata.”

(Knut Hamsun, Fame, traduzione di Ervino Pocar, ed.Adelphi Edizioni, 2002)

Knut-hamsunHamsun è un altro di quei personaggi fondamentali, con le sue opere, per cercare di capire meglio la realtà contemporanea ovvero i suoi risvolti spesso più celati e tribolati. Ottima prova di ciò è la citazione lì sopra, tratta da un’opera – Fame, appunto – edita nel 1890 ma, converrete, che pare formulata da qualcuno il quale nel mondo contemporaneo, e in particolare proprio di questi tempi, si stia guardando intorno. Una forza evocativa intatta, purtroppo.

Solo i bambini possono comprendere verità e bellezza (Albert Einstein dixit)

Lo studio e la ricerca della verità e della bellezza rappresentano una sfera di attività in cui è permesso di rimanere bambini per tutta la vita.

(Albert Einstein, messaggio manoscritto, firmato e inviato ad Adriana Enriques, ottobre 1921.)

albert-einstein-trolls-665x385Einstein, da quel genio assoluto che fu, capì perfettamente e seppe perfettamente mettere in pratica l’evidenza che se si è capaci di mantenere viva e attiva la curiosità che solo i bambini hanno, allora molte cose del mondo altrimenti sfuggenti, ignorate o nascoste potranno venire alla luce, ed essere scoperte, studiate, comprese. Che si tratti di scienza, filosofia (la verità, appunto), o arte e tutto quanto ad essa riferibile (la bellezza).
Perché non si finisce mai di imparare a questo mondo, nel quale c’è d’altro canto sempre qualcosa di scoprire di vero e di bello. Peccato che l’uomo, da adulto, spesso non se ne renda più conto come quando è bambino.

Scrivere un libro per dire che i libri sono obsoleti (Andy Warhol dixit)

Il modo per essere controculturale e avere un successo commerciale di massa è dire e fare cose radicali in una forma conservatrice. Come ha fatto McLuhan: scrivere un libro per dire che i libri sono obsoleti.

(Andy Warhol, La cosa più bella di Firenze è McDonald’s: aforismi mai scritti, a cura di Matteo B. Bianchi, Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri, Viterbo, 2006.)

warholavedonCome Warhol profetizzò, comprese e definì molte peculiarità della nostra era post-moderna, seppe pure intuire e determinare la loro “controparte” – senza mai perdere la consueta e sagace ironia. Ottimo esempio di ciò è questa affermazione con cui “bersaglia” Marshall McLuhan, grande teorizzatore degli effetti della comunicazione mediatica sulla società di massa e sui singoli individui – in fondo un “collega” di Warhol, in ciò – giocando a evidenziare con una rapida, precisa e sferzante stilettata che pure il suo innovativo pensiero non sfuggiva ad una incoerenza di fondo che oggi qualcuno potrebbe definire (con definizione ormai spesso slegata dalle sue accezioni originarie) radical chic

La lettura rende un uomo completo… (Francis Bacon dixit)

La lettura rende un uomo completo, la conversazione lo rende agile di spirito e la scrittura lo rende esatto.

Francis Bacon, Essays, or Counsels Civil and Moral, 1625. It. Saggi civili e morali)

FrancescoBacone-e1432503085691Inutile dire che Bacon, o Francesco Bacone, è da annoverare tra i padri del pensiero moderno e quindi contemporaneo – già se ne accorsero in epoca illuminista, quando Diderot, lavorando all’Encyclopédie, non mancò di notare che “Se siamo riusciti nel nostro intento, ne siamo debitori al Cancelliere Bacone.” – dunque non deve stupire la sua considerazione nei confronti della lettura e della scrittura.
D’altro canto, se spesso il pensiero diffuso ci pare oggi povero, parecchio sbieco e assai opinabile, è fors’anche perché si legge troppo poco, si conversa vanamente e (di conseguenza) si scrivono grandi futilità. Già.

Scrivere bene, tutto qui. (Iosif Brodskij dixit)

A.M.B.: “Qual è secondo lei il compito dell’artista?”
I.B.: “Il ruolo dell’artista, il suo compito, be’, se parliamo di poesia, di letteratura, è scrivere bene, tutto qui.”

(Anne-Marie Brumm, La musa in esilio, conversazione con il poeta russo Iosif Brodskij, in Iosif Brodskij, Conversazioni, a cura di Cynthia L. Haven, traduzione di Matteo Campagnoli, Milano, Adelphi 2015, p. 46. Tratto dal sito di Paolo Nori, qui.)

brodskijScrivere bene, se si vuole essere (veri) scrittori. E basta.
Non serve aggiungere altro alle parole di Brodskij, converrete.