L’attività dell’artista lo rende meno socialmente condizionato e più umano. È in tal caso che si dispone alla rivoluzione. La società si oppone all’anarchia; l’artista sostiene l’umanità contro la società; la società quindi lo minaccia come fosse un anarchico. Questa logica della società è difettosa, ma la sua intimazione di un nemico non lo è. Tuttavia, il conflitto sociale con la società è un ostacolo accidentale nel percorso dell’artista.
(Mark Rothko, citato da Robert Motherwell in Beyond the Estetics, su “Design 47” n. 8, aprile 1946, pagg.36-37)

Ovvero: l’artista deve essere un rivoluzionario, fautore d’una “rivoluzione” a favore dell’umanità contro certe distorte e imprigionanti convenzioni sociali, a costo di essere poi tacciato (spesso in modo del tutto arbitrario) di antisocialità e anarchismo – due elementi che quelle convenzioni vedono come fumo negli occhi. Ma è normale che sia così e per certi versi è “logico”: in fondo, la società non vi si opporrebbe – non ne avrebbe l’esigenza – se fosse già libera, emancipata, solidale… in una parola: umana. Come dovrebbe essere – proprio in quanto società di esseri umani – e come invece lo è sempre meno.)
I veri artisti sono rivoluzionari, intuiscono il bisogno di cambiamento, o i cambiamenti ancora da verificarsi in modo compiuto
D’altro canto, come diceva Gauguin, l’arte o è plagio o è rivoluzione…
😉
Esatto, Paola. In fondo è lo scopo principale dell’arte contemporanea, quello da te rimarcato: prendere a schiaffi la realtà per farle aprire gli occhi e spingerla in avanti, verso il futuro, a volte rudemente (come accade oggi), a volte con più tatto (come accadeva in passato) ma sempre per quello scopo. In fondo anche Caravaggio o Rembrandt, che oggi vediamo come esempi di estetica e grazia artistica assolute, furono dei rivoluzionari per i loro tempi.
🙂
e Canova? prima di lui c’era il barocco, il rococò. Bella conversazione 🙂
Esatto! Ma sai bene che di esempi ce ne sarebbe a milioni, almeno uno per ogni artista che nella storia ha saputo spingere un poco più in là lo sguardo dell’arte. 😉
Non penso che qualcuno (possa arrogarsi il dritto di stabilire quali siano le convenzioni sociali “distorte e imprigionanti” ergendosi ad “intellettuale guida delle masse”..Non sono le libere e magari popolarissime convenzioni le nemiche della società, ma la violenza, abilmente mimetizzata di volta in volta come legge, solidarietà, necessario progresso e bla bla bla.