Un libro, una città, un “viaggio letterario”, un buon regalo natalizio. Tutto a 5 Euro.

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Ecco. Poi non dite che non è vero che a Natale sono tutti più buoni!
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“Lucerna, il cuore della Svizzera”, Historica Edizioni, collana “Cahier di Viaggio”. In tutte le librerie e sul web.

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E costa solo 5 Euro, eh!
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“Lucerna, il cuore della Svizzera”, Historica Edizioni, collana “Cahier di Viaggio”

Libri_Lucerna_ombraLuca Rota
Lucerna, il cuore della Svizzera
Historica Edizioni 2013
Collana Cahier di Viaggio
ISBN 978-88-96656-85-3
Pag.52, € 5,00

Il mio nuovo libro, disponibile presso tutte le librerie (anche su ordinazione, nel caso non sia presente) e negli stores on line, e costa solo – e ribadisco, solo5 Euro.
Cliccate sull’immagine per saperne di più, e per avere qualsiasi ulteriore informazione sul libro potete contattare me (anche lasciando un commento a questo articolo), oppure direttamente l’editore.

Edvard Munch nella grande mostra di Zurigo a 150 anni dalla nascita – e nelle impressioni di Francesca Mazzucato

Quest’anno ricorre il centocinquantesimo anniversario dalla nascita di Edvard Munch, il celebre pittore norvegese de L’Urlo, probabilmente uno degli artisti fondamentali del Novecento e per il Novecento, ovvero non solo in tema di arte ma anche, da un punto di vista sociologico. In qualche modo il compendio della drammaticità, le angosce, le ansie che i suoi quadri rappresentano così bene, pur se ispirate dalla sfortunata serie di eventi negativi vissuti nell’ambito familiare, è diventato la raffigurazione della sofferenza e dell’inquietudine che ha caratterizzato l’intero secolo scorso, con le sue guerre, le catastrofi umanitarie, le follie del progresso sovente distorto, le ingiustizie e le iniquità d’ogni genere che, nonostante il benessere diffuso, ancora ci portiamo dietro nel secolo in corso e, forse, stiamo pure peggiorando. Ho avuto la fortuna di ammirare le opere di Munch direttamente nella sua terra, a Oslo, ma in queste settimane alla Kunsthaus di Zurigo, meta più facilmente accessibile almeno dal Nord Italia, è in corso una grande mostra che celebra nel citato anniversario il grande artista norvegese: una buona occasione per entrare in contatto con il personaggio, la sua vita, per conoscerne a fondo l’arte e il pensiero così importanti anche per la nostra epoca.
Dal momento che non l’ho ancora visitata (ma spero di poterlo fare presto), vi voglio proporre sul merito un articolo tratto da ScrivendoVolo di Francesca Mazzucato – grande scrittrice italiana, direttrice della collana dei Cahier di Viaggio di Historica Edizioni e peraltro autrice di un bellissimo libro su Zurigo, edito nella suddetta collana – che ha visitato la mostra e ne ha parlato da par suo.

Si è inaugurata lo scorso 4 ottobre una mostra straordinaria alla Kunsthaus di Zurigo dedicata a Edvard Munch (1863-1944). La mostra durerà fino a gennaio 2014 ma ho avuto l’occasione di visitarla in anteprima ed è stata un’esperienza molto forte, durata parte della mattina e del primo Edvard_Munch_photopomeriggio di venerdì 4 ottobre. Fatico ancora a lasciare andare le visioni e le emozioni dolorose che ho provato visitando due volte i saloni dell’esposizione. I visitatori erano meno di quelli che mi aspettavo, ma ritengo sia un caso: massì, la mostra sicuramente ne attirerà moltissimi nei prossimi mesi e io consiglio vivamente una visita, se se ne ha l’occasione, per conoscere meglio un artista che ha molto da dire anche al nostro tempo fragile e ripiegato su se stesso, anche se la drammaticità dei temi e dello stile di Munch avvolge appena entrati e non abbandona e si possono vedere quadri e litografie che ritraggono l’uomo e la sua condizione di solitudine senza speranza, non concedendo tregua o consolazione.Amore e passione, solitudine e lutto: la sua intera opera ruota intorno alle esperienze fondamentali dell’esistenza umana e della vita dell’uomo moderno.La Kunsthaus di Zurigo possiede la più grande collezione di quadri di Munch che si trovi al di fuori della Norvegia, la patria dell’artista. E questo è accaduto per varie concomitanze di fattori, molto interessanti, e anche per l’opera di tessitura di contatti compiuta dal primo direttore dell’importante museo zurighese, Wartmann, che fu amico di Munch e che organizzò la sua prima mostra (ormai leggendaria) nel 1922.
Perché Munch a Zurigo adesso e presto anche a Genova?
Perché si celebra il 150 esimo anniversario della sua nascita, certo, ma i sentimenti estremi e le fragilità esposte e rappresentate dal grande artista sono vicinissime ai sentimenti dell’uomo contemporaneo, è una mostra che, nella sua inquieta capacità di rappresentare sentimenti estremi, riesce ad essere di grande attualità, quindi, a parte le opere più conosciute, conoscere meglio le sue litografie, i suoi approcci al colore, è importante per cogliere appieno il valore di un apripista delle correnti espressioniste e simboliche che influenzarono la pittura europea all’inizio del XX secolo e che è capace ancora oggi di comunicare emozioni fortissime. Ve lo assicuro.
Entrando, mi soffermo su alcuni scambi di lettere fra Munch e Wartmann, vedo il catalogo di una mostra del 1932: ”Edvard Munch. Paul Gauguin” ma è la locandina e il catalogo della personale del ’22 di Munch da solo a colpire moltissimo :il catalogo è stato riprodotto e si può sfogliare.
“AUSSTELLUNG EDVARD MUNCH IM ZURCHER KUNSTHAUS. 18 JUNI BIS 2 AUGUST 1922”
Sembra quasi che ci sia una moviola, che il tempo possa scorrere all’indietro. Lo guardo, immagino l’epoca, la grandiosità dell’evento, il coraggio di una simile proposta, già allora difficile, nei temi, nei modi, scandalosa nelle proposte, nella scelta delle modelle. Sfoglio quello e il catalogo di questa mostra tenendoli vicini. La luce è perfetta per ammirare al meglio ogni opera.
Zurigo, quindi, è una città capace di offrire proposte speciali, la vitalità culturale della città svizzera non è a tutti evidente e conosciuta. Forse, per primi ai suoi stessi abitanti.
Munch e il dolore, Munch e i primi approcci al colore, Munch e la scelta dei temi, Munch e l’amore impossibile.
Il rapporto con la Kunsthaus dell’artista è nato si è andato poi consolidando con il tempo, quindi, vedere queste opere e vederle proprio a Zurigo, è un modo anche per onorare la grande opera del curatore e primo direttore Wartmann. Figure spesso non ricordate ma che hanno grande importanza nello sviluppo dei musei più importanti perché fu lui a tenere le fila di questa relazione, a scrivere all’artista, a volerlo.
Ma veniamo alla mostra, si soffre. Soffoca, avvolge, c’è dolore ovunque, io lo provo, lo sento, mi arriva. Un disegno di Munch del 1911 si intitola “Melancholie”e potrebbe essere il motivo conduttore di quello che si vede, in magnifiche sale splendidamente allestite. La tristezza e il tormento delle tematiche dell’artista arrivano a chi guarda, senza scampo. C’è anche la passione (Leidenschaft) ma è una passione che non riuscirà ad esistere, non ha vita e non ha sbocchi. Infatti, uno dei motivi ricorrenti dell’opera di Munch è la difficoltà, il dolore, l’inevitabile perdita, l’infelicità delle relazioni fra uomini e donne , tema sempre presente che arriva dalle litografie, dai quadri visti singolarmente e che arriva anche da uno sguardo di insieme, osservando tutto come se fosse un film, lasciandosi invadere da figure di amanti separati, soli, disperati,o da serie di litografie come quelle intitolate “Der Kuss”, il bacio. Una meravigliosa serie tragica, perché quel bacio non ha e non concede speranza, propone una fusione provvisoria, destinata all’inevitabile separazione che seguirà.
Si potranno ammirare in esclusiva a Zurigo e nella loro completezza soprattutto i risultati dell’opera grafica dell’artista, 150 capolavori in grande formato su carta, anche a colori, fra i quali sono compresi i suoi celebri soggetti come “L’urlo”, “L’ansia” o “Le ragazze sul ponte”.
Munch ha prodotto anche un grandissimo numero di ritratti di scrittori e artisti, alcuni dei quali erano suoi amici molto cari. Fra i tanti Strindberg, Mallarmé, Hamsun e Ibsen. Sono esposti tutti alla mostra e di August Strindberg è presente una magnifica litografia del 1896 in tre varianti.
Non dico niente su “The Scream” e la sua storia. La notorietà del soggetto merita che si colga l’occasione per vederlo dal vivo. Insieme al resto, in questo insieme di temi e rappresentazioni simboliche dolenti, dove amore, perdita, insoddisfazione, dolore esistenziale si mischiano e avvolgono chi guarda, “The Scream” si racconta molto più di come sia stato raccontato dal tempo e dalla notorietà del soggetto nel corso dei decenni.
Il giro è difficile, devo fare delle soste, riprendere fiato. Raramente una mostra riesce ad essere così completa e, nello stesso tempo così claustrofobica, potente, dirompente dal punto di vista emotivo e culturale.
La mostra è accompagnata da un ampio e bellissimo catalogo elaborato da Gerd Woll, già curatrice capo del Museo Munch di Oslo, e, nel periodo in cui resterà aperta al pubblico sarà accompagnata da alcuni eventi (concerti, incontri): è previsto inoltre un ampio programma di pedagogia museale con visite guidate gratuite in varie lingue.
Francesca Mazzucato

“Lucerna, il cuore della Svizzera”, il mio nuovo libro edito da Historica nella prestigiosa collana dei “Cahier di Viaggio”

E’ finalmente disponibile in tutte le librerie e negli stores on line Lucerna, il cuore della Svizzera, il mio nuovo libro pubblicato da Historica Edizioni nella collana Cahier di Viaggio, diretta da Francesca Mazzucato (ISBN 978-88-96656-85-3, € 5,00).

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Lucerna è la città della luce elvetica, situata quasi esattamente al centro del territorio della Svizzera: un luogo sorprendente e affascinante come pochi altri, circondato da un paesaggio naturale talmente bello da sembrare quasi miracoloso. E’ una città piccola eppure grande, grandissima, profondamente “svizzera” in un senso sovente classico ma al contempo internazionale, cosmopolita, dall’anima antica e tuttavia dallo spirito contemporaneo, da sempre sede di commerci e di affari essendo posta sulla direttrice del Gottardo che unisce fin dall’antichità il bacino del Mediterraneo con il Nord Europa. E’ il perfetto compendio, in forma urbana, di tutto quanto è la Svizzera, e infatti doveva essere lei, Lucerna, la capitale della Confederazione, mentre venne poi scelta Berna per mere esigenze amministrative e contro il sentore popolare. Tuttavia, appunto, l’essenza della Svizzera è qui più che altrove, è qui la sua natura nazionale, la silloge delle sue migliori caratteristiche, la prova di come la sua gente abbia saputo fare, con quanto naturalmente a disposizione, qualcosa di incredibilmente buono e fruttuoso. Berna è elegantissima, Zurigo è scintillante, Ginevra diplomatica, Basilea fremente. Tutte le città elvetiche hanno proprie peculiarità pregnanti e toccanti, capaci di ammaliare e appassionare tanti viaggiatori, ma nessuna come Lucerna ha quel non so che di sommo e inimitabile, in grado di sedurre tutti i viaggiatori. Ogni città può essere un diamante che rilascia nel cuore la sua preziosa luminosità, tuttavia Lucerna in quel cuore lascerà e donerà anche un pezzo del diamante che è. Il quale diverrà gioiello pregiato, e il cuore di ogni visitatore della città suo perenne forziere.

(Video courtesy by viamundis.com)

A Lucerna – anzi, in Lucerna, vi accompagno sulle pagine di questo mio libro – peraltro avente un formato assolutamente “da viaggio”, comodo da riporre nella tasca della giacca oppure in valigia senza che rubi troppo peso e spazio. E’ una città che tanti conoscono di nome ma non di fatto, cioè nei fatti concreti che la rendono ciò che è: ve la farò visitare in un modo certamente diverso dal solito, attraverso un racconto “urbano” che è al contempo guida, saggio, romanzo, diario, confessione, rivelazione… e forse anche di più, seguendo rotte cittadine che il turista ordinario e il visitatore classico non seguono, tracciate sui selciati, sui marciapiedi, sui muri, sui colmi dei tetti ma anche nel cielo, sull’acqua, sulle linee dell’orizzonte oltre che, forse soprattutto, nel cuore e nell’animo.
Cahier di viaggio_logoIl tutto come da tradizione della collana dei Cahier di Viaggio di Historica: nella lingua francese, il termine “cahier” indica un quaderno di appunti sul quale annotare qualcosa che pare interessante ricordare e riprendere più avanti. Un diario di viaggio su cui fissare dei punti di riferimento per “orientarsi” non solo in senso geografico: luoghi, città, itinerari o percorsi che poi sono più che altro delle scenografie, causa, pretesto e vere protagoniste dei Cahier di Viaggio. In essi vi è il punto di vista di chi guarda, e il modo di narrarli, questi altrove-scenografia. Narrazioni innamorate, visionarie, insolite. Appunti letterari e folgoranti. Istantanee di città mutanti, eventi e storie che aiutano a comprendere e a viaggiare con occhio più attento e consapevole, ma senza rispettare cliché, anzi. In una maniera poco ortodossa. Non c’è un’ortodossia da guida classica come motivo ispiratore: c’è l’eresia del viaggiatore-scrittore che interpreta, che si diverte, si stupisce per dettagli misteriosi, che lui solo riesce a vedere, che dipinge a grandi tocchi o a minuscole pennellate.
Questi sono i Cahier di Viaggio, e questo vorrebbe (e spera di) essere il mio Lucerna, il cuore della Svizzera. Un libro, un quaderno di appunti appassionato, un compagno di viaggio narrante che, proprio come la città sua protagonista, mi auguro potrà allettarvi e conquistarvi.

Lucerna, il cuore della Svizzera è disponibile presso tutte le librerie (anche su ordinazione, nel caso non sia presente) e negli stores on line, peraltro ad un prezzo assolutamente popolare: solo 5 Euro. Per avere qualsiasi ulteriore informazione sul libro potete contattare me (anche lasciando un commento a questo articolo), oppure direttamente l’editore.
QUI, invece, potete leggere un estratto dal testo.
Pronti dunque a partire per scoprire Lucerna? Se sarà così, buona lettura!

Luca Rota
Lucerna, il cuore della Svizzera
Historica Edizioni 2013
Collana Cahier di Viaggio
ISBN 978-88-96656-85-3
Pag.52, € 5,00