René Barjavel, “La Notte dei Tempi”

cop_lanottedeitempiDa qualche anno a questa parte vi è una riscoperta, da parte di alcune case editrici, di certi classici della fantascienza “alta” (ovvero non quella tutta spazio-laser-alieni malefici e cose simili, certo non mediocre ma meno portata a raggiungere un vero e proprio senso letterario): è stato il caso di Minimum Fax e L’Uomo che cadde sulla Terra di Walter Tevis, o Marcos Y Marcos con Picnic sul ciglio della strada dei fratelli Strugatzki, ed anche Nord ci mette del suo con La Notte dei Tempi di René Barjavel, romanzo pubblicato in origine nel 1969 che ebbe in patria un notevole successo.
La Notte dei Tempi è per buona parte un’altra opera di quella che io definisco “fantascienza possibile”, ovvero una storia “fantastica” solo perché non ancora avvenuta, e che potrebbe avvenire benissimo domani mattina – anche se, a differenza delle altre due opere sopra citate, si spinge in talune parti più verso una science fiction classica…

Leggete la recensione completa di La Notte dei Tempi cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!

Tom Sharpe, “Eva, una bambola e il Professore”

cop_Eva_una-bambola_SharpeImmaginatevi uno dei super-aristocratici tea club inglesi, nei quali Lord e Sir consumano il sacro rito del tè delle cinque discorrendo di grandi temi – politica, filosofia, morale, cose di questo genere, insomma. Anzi, immaginate tale tea club adiacente a qualche nobile e prestigioso college, dunque frequentato da docenti coltissimi e un po’ austeri… Ecco: cercate sul web qualche immagine di Tom Sharpe, leggete la sua biografia (è mancato da poco, peraltro), e facilmente vi verrà di immaginarlo in un luogo del genere, discorrendo appunto con i titolati colleghi di cose importanti, profonde e sagge, non certo di ciance da bar di periferia.
Bene, ora leggete i suoi libri – ad esempio questo Eva, una bambola e il Professore (Tea, 1990, traduzione di Carlo Brera; orig. Wilt, 1976), riguardatevi le immagini di Sharpe, e probabilmente resterete esterrefatti. Perché questo romanzo, così come tanti altri scritti dall’autore britannico, è una vera e propria esplosione di umorismo fantasioso, folle, tremendamente acido tanto quanto libertino e sboccato (ma, sia chiaro, mai volgare, e ribadisco mai!), che parrebbe venire da un frequentatore avvinazzato del suddetto bar di periferia – e pure di quella piuttosto malfamata – piuttosto che da uno scrittore che nella sua vita è stato prima alunno e poi docente di alcuni dei più prestigiosi colleges di Cambridge e nel mezzo, ovvero negli anni ’60 dello scorso secolo, è stato espulso dal Sudafrica in quanto attivista anti-apartheid per poi dare sfogo, in età ormai matura, alla sua “natura da clown” – come egli stesso disse – e sfornare una serie di romanzi considerati tra i migliori del genere umoristico moderno-contemporaneo. Roba da sdoppiamento di personalità, quasi…

Leggete la recensione completa di Eva, una bambola e il Professore cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!

Alla Rassegna della MicroEditoria di Chiari, 9-10 Novembre 2013

Lucerna-Chiari
Cliccate sull’immagine per saperne di più oppure QUI per visitare il sito web della Rassegna.
Non mancate, eh!

8-9-10 Novembre prossimi: torna a Chiari la Rassegna della MicroEditoria Italiana – e ci sarò anch’io!

Sabato 9 e Domenica 10 Novembre sarò a Chiari, alla 11a edizione della Rassegna della MicroEditoria Italiana, da sempre uno dei migliori eventi italiani dedicati all’editoria indipendente, che quest’anno ha come tema una sacrosanta verità che tuttavia troppi, soprattutto nelle alte sfere del sistema che ci comanda, ancora ignorano (o fingono di ignorare): con la cultura si mangia!
Voglio innanzi tutto spendere due parole sulla Rassegna, una tre giorni di cultura (inizia infatti venerdì 8) a tutto tondo e un’immersione nel fascino liberty di Villa Mazzotti Biancinelli, a Chiari (Brescia), da sempre prestigiosa sede dell’evento. Anche l’edizione di quest’anno prenderà le mosse Locandina_Chiari_2013dalla produzione dei piccoli e medi editori italiani e, insieme ai grandi nomi della cultura nazionale, verranno promossi dibattiti e presentazioni di libri intervallati da appuntamenti artistici e musicali.
Negli anni la fiera è cresciuta diventando uno dei più noti appuntamenti nazionali dell’editoria italiana. Dal 2011 la Rassegna della Microeditoria di Chiari è infatti tra le tre fiere di settore dedicata alla piccola e media editoria più importanti insieme a Pisabook Festival (Pisa) e a Più libri più liberi (Roma) ed è la manifestazione più grande della Lombardia. La Microeditoria è divenuta così il punto di riferimento del Nord Italia per l’editoria indipendente e di qualità: una vetrina significativa per i piccoli e medi editori che durante la tre giorni hanno la possibilità di promuovere le proprie novità editoriali ad un pubblico sempre più eterogeneo per età e gusti culturali. Le migliaia di visitatori delle passate edizioni peraltro testimoniano il successo crescente di un evento che, di anno in anno, incuriosisce sempre di più il pubblico grazie alle proposte particolari, raffinate e di nicchia, che vengono offerte durante i tre giorni.
Per quanto riguarda la mia presenza, beh… sarò duale, dato che mi troverete in primis presso lo stand di Historica Edizioni con il mio nuovo libro Lucerna, il cuore della Svizzera, ma pure allo stand di Senso Inverso Edizioni con i due romanzi della trilogia di Tizio Tratanti, La mia ragazza quasi perfetta e Cercasi la mia ragazza disperatamente – con il terzo e ultimo capitolo di tale “saga” in uscita entro il 2014.
Se potete visitatela, la Rassegna, e se verrete passatemi a trovare: faremo due chiacchiere, vi presenterò i miei libri (che potrete acquistare con sconti specialissimi, riservati ai soli visitatori della Rassegna), vi offriremo un buon bicchiere di vino, se vi va, e in ogni caso conoscerete un evento veramente molto bello, nel quale i libri sono ancora al centro di tutto. E non è cosa da poco, di questi tempi!
Cliccate sull’immagine della locandina per leggerla e scaricarla in grande formato oppure QUI per visitare il sito web ufficiale dell’evento e conoscerne ogni dettaglio.
Dunque, ci si vede a Chiari! Non mancate!

Pelham Greenville Wodehouse, “Gas Esilarante”

cop_gas_esilarantePrendete una catena montuosa, la quale abbia ovviamente alcune vette maggiori di altre: dai versanti di esse nascono e scrosciano ruscelli d’acqua cristallina, che poi diventano torrenti, e fiumi, e alimentano laghi e mari di preziosa acqua dai quali chiunque può attingere, e nella cui acqua in qualche modo sono sempre presenti le gocce originarie scaturire dalle vette suddette… Ecco: nel grande “mare” del genere umoristico moderno e contemporaneo, letterario e non solo, c’è molta acqua proveniente da quella cristallina fonte che fu P.G.Wodehouse, veramente tra i padri dello humor universale ovvero di quello stile e di quel modo di inventare cose divertenti del quale gli anglosassoni sono – bisogna ammetterlo – indiscussi maestri e che, sostanzialmente, ha insegnato nel tempo all’intero pianeta come ridere e come far ridere. Ovvero: se si parte dai comici, dai cabarettisti e dagli umoristi contemporanei e si percorre la via della risata a ritroso nel tempo, passando per le pietre miliari – Monty Python, Douglas Adams, Marx Bros., Stanlio e Ollio, solo per citarne alcuni tra i più popolari – quasi inevitabilmente si giunge a Wodehouse, con pochi altri maestro riconosciuto, appunto, della risata in letteratura.
Gas Esilarante (Mondadori, 1a ed.1955, traduzione di Alberto Tedeschi: orig. Laughing Gas, 1936. Ora pubblicato in Italia da Guanda. L’edizione da me letta – acquistata su un banco di vendita di libri usati – è del 1971) in verità è un’opera che Wodehouse pubblicò quando la sua fama di scrittore umoristico era già consolidata, grazie alle fortunate serie di Jeeves, l’impeccabile e geniale maggiordomo, e del Castello di Blandings, dunque non tra quelle che originariamente e più direttamente influenzarono la letteratura di genere e non solo. Tuttavia è certamente uno dei titolo della vastissima produzione dello scrittore inglese tra i più noti, esempio ottimo dello stile impeccabile – anche linguisticamente – della creatività, della capacità narrativa e della classe che sempre gli vennero riconosciute anche dai colleghi, coevi e successivi…

Leggete la recensione completa di Gas esilarante cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!