Due passi fuori e un equilibrio vitale

[Foto di blanca_rovira da Pixabay ]
Il seguente testo è del caro e prezioso amico Davide Sapienza, scrittore mirabile che cito spesso, qui sul blog. È un articolo che ha pubblicato sul suo sito in data 17 marzo e che si intitola La responsabilità e l’equilibrio – di seguito ve ne riporto una parte, cliccate invece qui per leggerlo nella sua interezza. Lo trovo estremamente obiettivo e saggio in relazione a un tema fondamentale che di questi tempi viene e verrà parecchio discusso, quello sulla libertà.
Ne discuterò anch’io, nei prossimi giorni qui sul blog. Ma, ora, leggete Davide Sapienza, che ringrazio di cuore per avermi concesso di pubblicare le sue considerazioni.

[…] Il nostro benessere dipende anche da un equilibrio il cui perno è il rapporto con il nostro spazio vitale. Questa relazione intima permette di processare al meglio il nutrimento che proviene dal cibo che mangiamo e dalle informazioni che riceviamo. Un equilibrio che fornisce “ossigeno pulito” all’organismo e che serve per stare bene in tempi difficili, rinforzando il sistema immunitario aggredito dal forte stress che stiamo subendo. Relazione utile per testare anche il nostro senso di responsabilità. In realtà, non esiste il “divieto di passeggiata”, è stato scritto e anche detto da fonti ufficiali: uscire sotto il cielo permette di mantenere un equilibrio e di non sentire il territorio lontano e distaccato. Serve a evitare l’assalto dei fantasmi della mente. Esiste però il divieto di essere irresponsabili. Essere umani non significa abdicare al più elementare diritto naturale di evoluzione spirituale e culturale, propellente ecologico per esercitare il senso di responsabilità. In questo tempo difficile, dopo il quale nulla sarà uguale a prima, aiutarci a svilupparlo significa prepararci a ciò che verrà dopo. Lasciateci fare due passi, saremo cittadini migliori e più responsabili. Grazie.

4 pensieri su “Due passi fuori e un equilibrio vitale”

  1. Fare una camminata all’aria aperta può solo fare bene tutt’al più se si parte soli e si torna nello stesso modo ma è chiaro che i controlli diventano difficoltosi e onde evitare le solite interpretazioni che favoriscono i forti è
    decisamente meglio stare in casa. Il giretto intorno al condomino facendo lo slalom tra le cagate dei cani lo lascio fare ai pazzi, a chi deve telefonare all’amante, a chi fuma e a chi soffre di flatulenza.

    1. Infatti, come afferma Davide Sapienza e io ribadisco, è una questione di responsabilità, che è manifestazione del senso civico personale, e viceversa. Vietare tale manifestazione fondamentale per decreto finisce per soffocarne ogni valore e importanza, non tanto in questi momenti emergenziali quanto da qui in avanti. Poi, per carità, so bene che l’italiano medio è riottoso e furbesco per genetica, ma situazioni del genere a mio parere peggiorano questo stato civico e non lo migliorano affatto, risolvono la questione temporaneamente e la amplificano poi. A meno di rendere quei decreti permanenti, come in ogni “buona” dittatura. Se è questo che realmente vuole la gente…

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