Alla fine “Letti” fu pubblicato. Fu un evento memorabile, quel giorno d’autunno del 1929. Fu la più grande emozione della mia vita: un uomo dalla scarsa educazione e una stenografa alta e bionda andavano a unirsi a immortali del calibro di Shakespeare, Tolstoj e Longfellow. Riuscivo bene a immaginarmi la vita nell’aldilà, oltre il cancello di madreperla, a discutere con loro di argomenti quali le stenografe alte e bionde.
(Groucho Marx, Letti, Lindau, 2017, pag.14.)
Julius Henry Marx, detto “Groucho”: uno dei più grandi geni comici di sempre. E se è vero – come è profondamente vero – che ridere è una cosa fondamentale nella vita di un individuo, e se è altrettanto vero – come è assolutamente vero – che noi ridiamo come certi grandi comici e umoristi del Novecento ci hanno “insegnato” a ridere, allora è obiettivamente vero che la nostra civiltà deve molto più a personaggi come Groucho Marx che a tanti altri (presunti) eroi, condottieri, mecenati, filantropi e simil compagnia. Ecco.