INTERVALLO – West Chester (Pennsylvania – USA), Baldwin’s Book Barn

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Volete una libreria che trasudi fascino da ogni singola pietra (e non solo) dell’edificio che la ospita? Beh, fatevi un viaggetto in Pennsylvania, a West Chester, e potrete visitare il Baldwin’s Book Barn, vera e propria istituzioni per qualsiasi amante dei libri e della lettura di questa parte di USA. Ospitata in un granaio del 1822 immerso in un paesaggio idilliaco, distribuita sui cinque piani dell’interno e impreziosita da un’infinità di oggetti e angoli a dir poco suggestivi – muri in pietra, stufe a legna, mappe e stampe d’epoca sulle pareti, vecchie mensole e scaffali in legno e persino un angolo cottura – la libreria custodisce oltre 300.000 tra libri nuovi, usati e rari ed è senza dubbio di quelle tra le cui stanze si potrebbero tranquillamente passare giorni interi, per quanto l’atmosfera che vi regna risulti per chiunque – non solo per i lettori forti, dunque – assolutamente intrigante.

Cliccate sulle immagini in testa al post per visitare il sito web della libreria (in inglese).

Un bellissimo sito dedicato a (e un libro di) Ramsey: da conoscere!

OK, ok, lo ammetto!
Mi sto – con tutto il rispetto – facendo beffe di voi… Ma è per un “nobile” motivo, eh! Dacché leggendo il titolo del post avrete probabilmente pensato a Ramsay ovvero Gordon, il celebre cuoco inglese che imperversa un po’ ovunque in TV… Il qual cognome è poi scritto con la a, RamsAy – è questo, alla fine, lo scherzo che vi ho tirato.
Invece, dileggi a parte, quello scambio di lettera stupidotto, unito alla lettura di un post nell’ottimo blog della Biblioteca di Filosofia dell’Università degli Studi di Milano, sempre ricco di contenuti interessanti, mi hanno fatto venire in mente Frank Ramsey (con la e, appunto), uno di quei personaggi di tempo fa sostanzialmente sconosciuto ai più eppure talmente geniale da essere a suo modo fondamentale per certe nozioni tecnico-scientifiche oggi in uso, nonostante una vita brevissima: morì a soli 26 anni per i postumi di una operazione addominale dovuta ai suoi cronici problemi al fegato. Fece tuttavia in tempo a lasciarci alcune deduzioni teoriche assolutamente ingegnose, appunto, alcune delle quali riassunte nella teoria che in suo onore venne denominata di Ramsey, importante nel campo della logica dei grafi e della combinatoria: la sua lettura vi risulterà probabilmente enigmatica e oscura, ma sappiate che, ad esempio, quando con altre persone vi sedete attorno a un tavolo, in qualche modo la state mettendo in pratica!
Vi è un solo libro edito in Italia, a quanto mi risulta, che parla di Frank Ramsey e descrive il suo cop_Ramseypensiero filosofico e matematico, I fondamenti della matematica e altri scritti di logica, pubblicato da Feltrinelli quasi 50 anni fa e la cui copertina vi mostro qui accanto. Probabilmente oggi lo potete rintracciare sul web solo in qualche sito di vendita di testi usati, ma in ogni caso, al di là di questo, mi premeva qui solo incuriosirvi sul fatto che il famoso chef britannico aveva un suo quasi omonimo altrettanto geniale (considerando che tale sia pure lo chef, come tanti dicono, nell’arte culinaria), assolutamente meno famoso, ma senza dubbio – lo chef suddetto non me ne voglia! – più importante per la comprensione diffusa del mondo che ci circonda e di certe sue eventualità.