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Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e poi scrive. O viceversa.

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PROSSIMI INCONTRI PUBBLICI:

Mercoledì 04/02 a Chiavenna:

Mercoledì 04 febbraio sarò a Chiavenna per parlare di “Olimpiadi sostenibili: una promessa infranta” insieme a Angelo Costanzo e Albino Gusmeroli, in un incontro curato del Centro Culturale “Oltre i Muri” durante il quale ci porremo molte domande, sui Giochi di Milano Cortina, cercando di dare qualche ottimo strumento di valutazione e riflessione per trovare le migliori risposte possibili – in un territorio, la Valchiavenna, che d’altro canto è stato tagliato fuori da qualsiasi “legacy olimpica” nonostante le sue notevoli potenzialità. Per fortuna, forse, visto come sono andate le cose in Valtellina: ma la questione, i problemi, i dubbi, i timori, le domande restano. Sarà una bella e importante serata, insomma. Per saperne di più, cliccate qui.

MONTAG/NEWS: Notizie interessanti e utili dalle terre alte


IL SUCCESSONE DELLE OLIMPIADI

Milano Cortina un successone? Mica tanto! A partire dall’inizio, dalla cerimonia inaugurale che è lontana dal sold out: ci sono ancora 10mila biglietti invenduti, gli sconti a under 26 e volontari, uniti ai biglietti gratis per i politici, non sono riusciti a riempire lo stadio. E così la Fondazione Milano Cortina ha lanciato una nuova promozione, il “prendi due e paghi uno”, nemmeno fossimo al supermercato. Ciò a confermare un fatto ormai evidente: lo scarso entusiasmo verso queste Olimpiadi, così male organizzate e rese invise a molti nonostante quanto affermato dalla propaganda istituzionale. Un ennesimo aspetto del disastro olimpico, insomma.


«A CORTINA CI VUOLE L’AEROPORTOOOOOOOO!!!»

Non è una notizia recentissima, questa (viene da “GuidaViaggi” del 28 novembre scorso), ma lo sconcerto che ne deriva resta costante nel tempo: la pittoresca Ministra del Turismo in carica continua a pensare che a Cortina d’Ampezzo serva l’aeroporto. «Non cambio idea. Senza aeroporto non faremo il salto di qualità» sostiene. Vista la realtà attuale di Cortina e la sua esasperata turistificazione, viene spontaneo chiedersi di che “qualità” e di quale “salto” stia parlando e, ancor più, come ne parlerebbe alla comunità ampezzana per imporle questa sua “idea”. Come se la pista di bob, la cabinovia Apollonio-Socrepes e tutto il resto di più o meno “olimpico” non fossero già troppo. Oppure hanno ragione quelli che dicono che a Cortina ormai vale tutto?


SENZA SCI LA MONTAGNA MUORE? NO!

Mentre i reggenti dell’industria dello sci, e la politica ad essi sodale, continuano a sostenere che solo i comprensori sciistici possano salvare le montane italiane, aumentano di continuo le località che invece dimostrano il contrario. Su “Montagna.tv” Ettore Pettinaroli racconta l’esperienza di Valsavarenche, che quattro anni fa dismise la propria seggiovia rinunciando consapevolmente al turismo sciistico per valorizzare tutto il resto: cascate di ghiaccio, sci di fondo, skialp e itinerari con le ciaspole nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. E da allora i visitatori continuano a aumentare, mantenendo vivo il territorio e la sua economia.


CI SIAMO ROTTI IL C… DEGLI APRÈS-SKI?

“Tuorlo”, originalissimo magazine che tratta temi legati al cibo, l’arte, la cultura, il lifestyle e l’attualità, dedica sulla propria pagina Instagram una bella riflessione sul “fenomeno” degli après-ski, chiedendo a chi legge: «Ci siamo davvero stufati degli après-ski? Una volta la montagna chiudeva la giornata con un momento di relax e un drink in baita. Oggi questo fenomeno è diventato il vero obiettivo, e le piste fanno solo da sfondo. Non è per forza un male, ma la montagna resta fragile. Rumore, eccessi, neve artificiale… quanto regge tutto questo nel tempo? Possiamo divertirci senza perdere il senso del contesto?»


UN NUOVO (E ULTERIORE) DDL PER LE AREE INTERNE E MONTANE

Lo scorso 28 gennaio il CNEL ha approvato un nuovo Disegno di legge contenente “Disposizioni per la rigenerazione e il ripopolamento delle aree interne e montane, il rafforzamento dei servizi di cittadinanza e la promozione dello sviluppo locale sostenibile” al fine di «rendere i territori interni luoghi attrattivi per vivere, lavorare e investire, in un contesto di piena coesione territoriale e di sostenibilità ambientale.» Per come viene presentato nel comunicato stampa, è un ottimo testo, ricco di indicazioni importanti. Ma era tale anche la recente “Legge sulla montagna” che invece si sta rivelando piena di aspetti controversi, e lo era pure la Strategia Nazionale per le Aree Interne, che fonti autorevoli ritengono fallace e inefficace. Dunque? Cui prodest?

I MIEI ULTIMI LIBRI:

OLTRE IL GIURAMENTO. RACCONTI PER VISITARE PONTIDA

OLTRE IL GIURAMENTO. Racconti per visitare Pontida è il nuovo prestigioso volume della collana “Oltre”, dedicato al comune bergamasco della Val San Martino e al suo peculiare territorio: 568 pagine, 6 presentazioni, 13 saggi tematici, 6 contributi di appendice, il tutto corredato da documenti e immagini fotografiche inedite oltre che interamente tradotto in inglese. Contiene un mio saggio dal significativo titolo Psicogeografie pontidesi. Esplorando l’identità culturale del territorio di Pontida nella relazione interiore tra i Pontidesi e il suo Genius Loci.
Per saperne di più sul volume e su come acquistarlo, leggete qui.


MONTAGNE

Da marzo 2024 è finalmente disponibile in libreria Montagne, edito da Topipittori, con le fenomenali illustrazioni di Regina Gimenez e il testo del quale ho curato la revisione scientifica e l’edizione italiana.
Cosa sono le montagne? Come si formano? Perché hanno diverse forme e colori? Cosa sono le placche tettoniche? E, ancora, qual è la montagna più alta del mondo? Come si misurano le altitudini? A queste e altre domande lettori grandi e piccoli troveranno risposta in questo bellissimo libro-atlante ricco di contenuti e curiosità sull’ambiente montano e i fenomeni naturali della Terra.
Per saperne di più, cliccate qui.


IL MIRACOLO DELLE DIGHE

Da maggio 2023 è nelle librerie Il miracolo delle dighe. Breve storia di una emblematica relazione tra uomini e montagne, pubblicato da Fusta Editore. Lungo le sue pagine vi racconto un viaggio – poco tecnico, molto emozionale, sovente autobiografico e, me lo auguro, comunque affascinante – attraverso le Alpi osservandone il paesaggio da un punto di vista particolare e inaspettatamente “prodigioso”: quello offerto da alcune delle più grandi e importanti dighe alpine.
Per saperne di più, cliccate lì sopra sull’immagine della copertina.

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  • Il vero problema di molta turistificazione dei territori montani
  • 14 miliardi di Euro spesi bene (un altro post “populista”)

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Tag: Museomontagna

Bonatti, Torino, dal 22 giugno

Dal mio punto di vista, denotarvi perché si debba visitare un’esposizione dedicata a Walter Bonatti è un po’ come spiegarvi perché bisogna tenere gli occhi aperti se non si vuole andare a sbattere contro un qualsiasi ostacolo. Semmai posso solo aggiungere ovvero ribadire, una volta ancora, ciò che il celebre alpinista americano Steve House aveva scritto sul copriruota del furgone col quale girava il mondo per scalare montagne: Bonatti is God. Ecco, detto tutto.

D’altro canto, sull’esposizione di imminente apertura (il 22 giugno) al Museo Nazionale della Montagna di Torino, curata dall’amico Roberto Mantovani e da Angelo Ponta, trovate e troverete ampie presentazioni un po’ ovunque, sul web – in primis nel sito del Museo, ovviamente.

Voglio tuttavia porre l’accento sulla bellezza e sulla significatività del titolo che è stato dato alla mostra: Stati di grazia, una definizione che nell’universo bonattiano (e grazie ad esso) assume un’accezione del tutto particolare. Come rimarcato nella presentazione della mostra, con quel titolo ci si riferisce alla diversa visione del mondo che Bonatti seppe formulare nel corso non solo delle sue grandi avventure, verticali e orizzontali, ma pure della sua intera esistenza:

Il suo approccio, basato su una singolare miscela di solitudine ed empatia, slancio e introspezione, curiosità e prudenza, gli permise di entrare in dimensioni particolari e di sperimentare situazioni fisiche e psicologiche eccezionali, compresa quella che definiva “stato di grazia”: una condizione sospesa in cui l’impossibile cessa di essere tale, una sorta di comunione ipnotica tra l’uomo e l’ambiente, una fusione tra mondo esterno e mondo interiore. È la meraviglia di fronte alle forze della natura e la scoperta sorprendente di aver toccato e di poter superare i propri limiti.

[Immagine tratta da museomontagna.org.]
Nelle imprese di Walter Bonatti l’obiettivo tecnico – cioè alpinistico, esplorativo, performativo, sportivo – non è mai stato quello univocamente primario ma è sempre risultato correlato alla dimensione umana stra-ordinaria, al micro/macrocosmo personale che Bonatti generava con la sua attività in ambiente attorno a sé e in relazione con l’essenza naturale nella quale si muoveva. Ogni vetta raggiunta dal grande alpinista, ogni luogo remoto visitato dal parimenti grande esploratore in realtà hanno sempre rappresentato, innanzi tutto, mete interiori e mai assolute, mai definitive. Nel processo di fusione tra paesaggio esteriore e paesaggio interiore, che chi come me si occupa di tali temi conosce benissimo e del quale riconosce la “fondamentalità” nella relazione virtuosa tra l’uomo e la Terra – processo citato anche nel brano della presentazione della mostra che vi propongo lì sopra – mi viene da pensare a Bonatti come a uno dei massimi esempi e modelli, ovvero a un individuo che come pochissimi altri ha saputo fondere il proprio io singolare umano con l’io “plurale” del pianeta, in una sorta di personale e potente interpretazione dell’Es freudiano contestuale sia alla sua attività alpinista, esplorativa (con gli annessi comunicativi) che al proprio carattere, al proprio spirito.
Tutto questo con un plus che, anche in tal caso, Walter Bonatti ha saputo conseguire in modo più unico che raro: diventare egli stesso un “propagatore” di stati di grazia, che chiunque conosca e apprezzi il personaggio sono certo che avrà percepito nel contatto – fisico o virtuale, materiale o immateriale – con il mondo-Bonatti. Tanti altri alpinisti – o figure simili – rappresentano modelli, maestri, ispirazioni, eccetera; Bonatti è di più, è una dimensione a sé, una geografia umana peculiare, un uomo che ha saputo fare del suo reale un ideale di e per tutti.

Quindi, appunto, serve proprio che ora, io, qui, vi consigli di visitare l’esposizione al Museo della Montagna di Torino? Ecco, appunto.

Bonatti is God, ribadisco!

Scritto il 15 giugno 2021Categorie Buoni consigli,Magazzino,Montagne,OpinioniTag Alpi,alpinismo,alpinist,Alps,Angelo Ponta,archivio,ascensioni,biglietti,biografia,CAI,catalogo,climb,climbing,Club Alpino Italiano,curriculum,epoca,esplorazione,esposizione,exhibition,fondo,foto,fotografie,Grigne,Himalaya,images,immagini,imprese,info,informazioni,K2,libri,Montagne,Monte Bianco,Monte dei Cappuccini,mostra,mountains,Museo della Montagna,Museo Nazionale della Montagna,Museomontagna,museums,orari,Patagonia,photos,pictures,reportage,Roberto Mantovani,scalate,Stati di grazia,tickets,Torino,Turin,vendita,vie,visit,visita,Walter Bonatti,Wikipedia1 commento su Bonatti, Torino, dal 22 giugno
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