Il podcast della puntata #7 di RADIO THULE 2012/2013

Ecco qui, come tradizione del giorno successivo a quello della diretta, il file in podcast della puntata #7 di RADIO THULE 2012/2013 di lunedì 14 Gennaio 2013! Prima puntata del nuovo anno intitolata “Benvenuti ad Altèra, nell’Oltremondo!“, il quale nuovo anno comincia alla grande (come sempre, quando si discorre di libri e letteratura!) con non uno ma ben due prestigiosi ospiti: Marta Leandra Mandelli e Elvio Ravasio (per lui un gradito ritorno, dopo l’ospitata della scorsa stagione) – ovvero con i loro rispettivi, recenti nuovi romanzi, Oltremondo. L’orizzonte delle dimensioni e Altèra, sui quali si chiacchiererà e non solo… Sarà una affascinante immersione nei mondi fantasy (ma intendete tale termine nel modo più ampio e pieno possibile!) di questi due ottimi autori e nel loro personale lavoro di creazione delle storie narrate e di scrittura, con un occhio attento anche al panorama letterario d’intorno e persino con una selezione musicale ad hoc! Una puntata da non perdere, insomma! (E cliccando sui titoli dei due romanzi, potrete visitare i relativi siti e saperne fin d’ora di più!)

Cliccate sulla radio qui sopra per ascoltare e scaricare il file, oppure visitate la pagina del blog dedicata al programma con tutto l’archivio delle puntate di questa e delle stagioni precedenti.

Prossimo appuntamento con RADIO THULE: lunedì 28 Gennaio 2013! Save the date e, per ora, buon ascolto!

Visitate “Luca Rota Images”: un blog per continuare a raccontare storie ma attraverso immagini, non (solo) parole


Se e quando avrete un attimo di tempo, vi invito a visitare lucarotaimages.wordpress, il blog “fotografico” a mia cura nel quale continuo a fare ciò che solitamente faccio, ovvero inventare e raccontare storie, non usando però le parole ma le immagini. Scatti fotografici, appunto, che mi auguro sappiano raccontare cose interessanti e, soprattutto, che lo facciano in modo quanto più particolare e non ordinario possibile.
Giusto per cercare di farvi capire ciò che intendo…:

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Sia chiaro fin da subito: io non sono un fotografo, e non miro nemmeno ad essere paragonato, in un modo o nell’altro, a chi faccia fotografia di mestiere, semplicemente perché non credo di poterlo meritare. Io scrivo libri, invento e racconto storie, e cerco di farlo in un modo che sia il più possibile interessante e gradevole, magari provando pure a rendere riconoscibile ciò che scrivo, singolare, originale – anche se oggi, temo, l’originalità è ormai purissima utopia.
Allo stesso modo scatto fotografie: genero immagini per raccontare qualcosa, qualcosa che vada al di là del mero scatto, della sua poca o tanta bellezza, qualcosa che possa fare di quella immagine un racconto, l’espressione di un’idea, di un concetto o di una opinione, che la renda viva e narrante al di là della mera tecnica (uso una macchina digitale nemmeno di gran marca!) e di chi l’ha scattata, di me che ci metto l’input iniziale, l’intuizione, l’introduzione a quanto vorrei raccontare che però è poi l’immagine stessa a raccontare. Altre volte è l’immagine a suggerirmi cosa raccontare, è l’istante fissato a contenere “parole” che si fanno sentire nell’animo e che generano gli elementi di una storia che chiede di essere raccontata o quanto meno colta, prima di scivolar via sullo scorrere del tempo.
Per certi versi, è come deve accadere per le opere letterarie: è il libro a rendere noto il suo autore, non viceversa, perché, una volta scritto e pubblicato, è il libro che racconta la storia al lettore, non è più l’autore che certo, ne è il fautore, ma il cui compito alla fine è stato quello di fissare quella storia sulle pagine del libro sotto forma di linguaggio scritto e quindi andare oltre, per raccontare altro. L’opera letteraria deve vivere di vita propria, e solo in questo modo potrà continuare a narrare la propria storia con la stessa intensità del primo istante – e ciò rende di nuovo assai contigue, a mio modo di vedere, letteratura e fotografia: “Le fotografie possono raggiungere l’eternità attraverso il momento”, affermò Henri Cartier-Bresson. Ecco, esattamente così: le immagini possono raccontare storie a lungo, come i buoni libri e come tutta l’arte di valore, e con un’intensità che nessuna voce umana saprà mai raggiungere.
Se poi saprò effettivamente mettere in pratica tutto quanto sopra, con ciò che scrivo o con le immagini che produco, sarete voi a deciderlo.
Io ci provo.

Cliccate sull’immagine della testata per visitare lucarotaimages.wordpress. Mi auguro possiate trovare il blog interessante e le immagini pubblicate apprezzabili: nel caso, potrete lasciare il vostro consenso commentandole o cliccandovi il pulsante Like, e sappiatemi fin d’ora grato e onorato dell’attenzione e della considerazione che vi vorrete dedicare.

Lunedì 14/01, ore 21.00: torna RADIO THULE #7-12/13, live in FM e streaming su RCI Radio!

Lunedì 14/01 prossimo, ore 21.00, live su RCI Radio 91.8/92.1 FM e in streaming:
RADIO THULE, anno IX, puntata #7:
“Benvenuti ad Altèra, nell’Oltremondo“
Ovvero: primo appuntamento del nuovo anno il quale comincia alla grande con non uno ma ben due prestigiosi ospiti: Marta Leandra Mandelli e Elvio Ravasio (per lui un gradito ritorno, dopo l’ospitata della scorsa stagione) – ovvero con i loro rispettivi, recenti nuovi romanzi sui quali si chiacchiererà, Oltremondo. L’orizzonte delle dimensioni e Altèra, ma non solo… Sarà una affascinante immersione nei mondi fantasy (ma intendete tale termine nel modo più ampio e pieno possibile!) di questi due ottimi autori e nel loro personale lavoro di creazione delle storie narrate e di scrittura, con un occhio attento anche al panorama letterario d’intorno. Una puntata da non perdere, insomma! (E cliccando sui titoli dei due romanzi, potrete visitare i relativi siti e saperne fin d’ora di più!)

Per ascoltare RADIO THULE in streaming dal tuo pc clicca QUI, oppure QUI per lo streaming in HD o ancora QUI per lo streaming in UltraHD! E dal giorno successivo, qua sul blog, il podcast della puntata! Quindi, in un modo o nell’altro: save the date e stay tuned!

Gianni Brera, “Il corpo della ragassa”

(P.S./Pre Scriptum: leggete QUI una necessaria nota personale su Gianni Brera e su questa recensione.)

Il_corpo_della_ragassa_copBen pochi non conoscono Gianni Brera come il più grande giornalista sportivo italiano della storia; non molti sanno che egli fu anche scrittore di romanzi e racconti, con una produzione ovviamente non cospicua, dacché ricavata nei ritagli di tempo del lavoro giornalistico sportivo. Eppure, Brera fu uno scrittore prestato al giornalismo, e non viceversa – per la smodata passione che nutrì per il calcio fin da ragazzo, e perché con lo scrivere sui giornali poteva campare negli anni duri del dopoguerra; fu scrittore, appunto, e Il Corpo della Ragassa ce lo rivela grande: semplice nello stile eppure nobile, raffinato ed anche forte nella costruzione narrativa, colmo di senso e sensualità, divertente e malinconico all’occorrenza ma nel modo più aulico possibile…

Leggete la recensione completa di Il corpo della ragassa cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!

In onore di Gianni Brera scrittore, tra i più grandi del Novecento

gianni_brera_imageDa pochi giorni sono passati vent’anni esatti dalla morte di Gianni Brera – lasciò questo mondo il 19 Dicembre 1992, vittima incolpevole di un terribile incidente stradale. E’ pressoché inutile rimarcare come Brera sia oggi considerato il più grande giornalista sportivo (e non solo) italiano, autentico maestro per tutti i più giovani colleghi da mezzo secolo a questa parte e comunque insuperato, dacché probabilmente insuperabile. Senza assolutamente voler fare una marchetta a La Repubblica, è d’uopo citare che il quotidiano milanese celebra e commemora in questo anniversario il grande maestro (di giornalismo, sportivo e non) Parola_di_Brera-copGianni Brera con un bel volume che ne raccoglie innumerevoli scritti – cliccate sulla copertina qui accanto per conoscere ogni dettaglio sul volume – e d’altronde lo fa a buon diritto, vista la lunga militanza di Brera nella sua redazione.
Tuttavia qui ora, con questo post, vorrei ancor più (ri)mettere in luce quanto Gianni Brera fu anche grande, grandissimo scrittore eppure poco celebre e celebrato in tale veste, inopinatamente offuscata dalla sua fama giornalistica. Firmò tre soli romanzi di narrativa (più il racconto Brambilla e la squaw, uscito da poco per Frassinelli, che leggerò a breve) e pochi altri scritti che non fossero di carattere sportivo, ma pur con tale esigua produzione – e forse proprio per via di essa, per aver saputo palesarsi tanto grande in così (relativamente) poche pagine edite – può e deve essere considerato, a mio modesto parere, uno dei maggiori scrittori italiani del Novecento.
In verità scoprii la produzione puramente letteraria di Gianni Brera solo qualche anno fa, peraltro piuttosto casualmente e constatando poi che praticamente nessuno o quasi (almeno allora) era a conoscenza del fatto che il più grande giornalista sportivo italiano è stato anche, appunto, uno dei più grandi scrittori italiani del secolo scorso. Mi ricordo, quand’ero ragazzino, una trasmissione su TeleLombardia del lunedì sera, nella quale Brera riceveva telefonate in diretta di tifosi con le cui risposte commentava la precedente domenica calcistica… E’ inutile rimarcare l’insuperabile signorilità del suo discorrere e la distanza (anni luce!) dalla volgarità di tutti i beceri programmi contemporanei di simile argomento, ma la cosa che trovavo più affascinante della sua presenza in quella trasmissione, per me che mai sono stato un gran patito di calcio, era l’argutezza delle sue parole, la finezza e la sagacità dei suoi pensieri, nonché la capacità di trarre pur da argomenti del tutto futili un qualcosa di supremamente ammaliante. Bastava ad esempio che il tifoso la cui telefonata passava in diretta per porre la propria domanda o fare la propria considerazione nominasse il luogo da cui chiamasse e Brera, da quel grandissimo conoscitore della storia – lombarda in primis ma non solo – che era, imbastisse un micro-trattatello storico, geografico, etnologico o antropologico con il quale, grazie a poche, deliziose e pregnanti parole, sapeva tratteggiare una sorta di quadro di quel luogo, della sua gente, delle usanze, delle storie e delle leggende… Era un po’ come viaggiare, una telefonata dopo l’altra, per tutta la Lombardia – territorio principalmente coperto dal segnale di quell’emittente – dacché il calcio diveniva il pretesto per Brera di discorrere su mille altre cose: in sostanza ciò che egli fece in innumerevoli scritti di sapore antropologico se non, a tratti, quasi filosofico, apparsi su tante testate e poi raccolti in alcune opere che potete oggi più di allora facilmente rintracciare nelle librerie sul web, ovvero ciò che ha poi saputo riporre nei romanzi ed elevare ad opere di stile, bellezza e suggestione sublimi.
Ecco, la ricerca e l’acquisto de Il Corpo della Ragassa, il primo romanzo che lessi, fu già allora una sorta di omaggio nostalgico per quel personaggio che seppe così attrarmi, con le sue storie, tutti i lunedì sera; come ulteriore e attuale omaggio, in occasione dell’appena trascorso anniversario, voglio ora riproporvi in alcuni post dei giorni prossimi (il primo domani) le “recensioni” che al tempo (era il 2006/2007, per intenderci) scrissi dei romanzi breriani – oltre all’appena citato Il Corpo…, quindi, anche di La ballata del pugile suonato e di Il mio vescovo e le animalesse, come anche di Storie dei Lombardi, altra opera (narrativa “a suo modo”, dacché in verità non è un romanzo) fondamentale per la comprensione e l’apprezzamento del piccolo/grande mondo letterario di Brera: primo, perché come detto sono tre (ovvero quattro) autentici gioielli di uno scrittore di rara, se non unica, preziosità, e secondo perché forse (mi illudo che, per pura passione breriana) anch’io nel mio piccolo piiiiiiiccolo – visto che di Brera e dei suoi romanzi ne parlai anche in Radio Thule – ho “contribuito” e vorrei ancora continuare a contribuire alla (ri)scoperta di un grandissimo, per certi versi insuperabile, personaggio della cultura italiana.