Oggi è la Giornata Mondiale del Libro

1005x400Come dite?
Che era ieri?
Oh, niente affatto. Cioè, sì, era anche ieri, ma lo è oggi, e domani, e dopodomani, e l’intera prossima settimana e tutti i giorni di tutte le altre settimane dell’intero anno, Natale e Capodanno inclusi.
Perché non è che solo il 23 aprile ci si deve ricordare che leggere è bello, ma ogni singolo giorno dell’anno bisogna sapere che leggere è fondamentale. Anzi, il massimo sarebbe trasformare il 23 aprile nella Giornata Mondiale in cui non si leggono libri. Già, così che si leggano per gli altri 364 giorni dell’anno – 365 nei bisestili – e per almeno un giorno all’anno si possa pure bighellonare, in una sorta di Carnevale-bis nel quale ci si mascheri da sfigati che non leggono. Un po’ come nel Carnevale ordinario ci si maschera da uomini, da donne, da zombie o da vampiri e da ogni altra cosa che non si è. Per un giorno solo, e per capire come vivere mascherati può magari sembrare divertente per qualche ora, ma non è affatto bello esserlo sempre. Anzi, rapidamente diventa qualcosa di irritante, oltre che di spersonalizzante. In tal caso, non resta che tornare a leggere un buon libro, perché…

“I libri ci danno un diletto che va in profondità, discorrono con noi, ci consigliano e si legano a noi con una sorta di familiarità attiva e penetrante.”

(Fernando Pessoa)

Ma cosa acquistiamo veramente quando compriamo un e-book?

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La recente parificazione di legge dell’IVA tra libri cartacei e e-book ha rimesso in luce – seppur indirettamente, per così dire – la differenza di genere che inevitabilmente esiste tra l’una e l’altra foggia libraria. No, non intendo banalmente che l’una sia fatta di carta l’altra sia in forma digitale; in verità c’è di più, ed è un aspetto che viene pressoché ignorato, sul merito. Ah, faccio subito presente che non esprimo giudizi sulla questione, di alcun genere. La presento per come sostanzialmente è, stop.
Dunque: cosa acquistate veramente quando comprate un e-book sul web? Un libro? No, certo. Un’opera editoriale in formato digitale? Sì, ma in verità no. Comprate – compriamo un servizio o, per meglio dire, un diritto d’uso limitato. Come riporta Dario Bonacina – esperto di tematiche relative al mondo digitale – sul suo blog, “”acquistare un e-book” significa in realtà ottenere una licenza per leggerlo. Non si acquista un libro, ma un diritto, tra l’altro anche piuttosto limitato: l’utente non ha infatti alcun diritto di proprietà sull’e-book, bensì il diritto ad utilizzarlo a vita, senza però poterlo cedere o prestare. E, a dire il vero, anche quel “a vita” è improprio, perché non corrisponde alla vita dell’utente, ma alla vita dell’account.
Niente di segreto, peraltro: è tutto indicato, ad esempio, su Amazon, nelle Condizioni d’uso Amazon Kindle Store:
“Con il download del Contenuto Kindle e con il pagamento dei relativi corrispettivi (comprese le tasse applicabili), il Fornitore di Contenuti ti concede il diritto non esclusivo di vedere, usare e visualizzare tale Contenuto Kindle per un illimitato numero di volte, esclusivamente sul dispositivo Kindle o sull’Applicazione di Lettura, oppure con le diverse modalità previste per il tipo di Servizio, unicamente sul numero di dispositivi Kindle o di Dispositivi Supportati specificati nel Kindle Store ed esclusivamente per tuo uso personale e non commerciale. Il Contenuto Kindle ti viene concesso in licenza d’uso e non è venduto dal Fornitore di Contenuti.”
La cosa è pressoché identica anche per gli altri rivenditori, sia chiaro.
Dunque, comunque andrà a finire la questione IVA – e al di là del fatto che non è certamente un’aliquota fiscale differente a sancire la natura di un media letterario – la stessa rappresenta in ogni caso la prova di una discriminazione più che formale tra ebook e libro cartaceo che per l’utente comporta, oltre ad un eventuale esborso superiore, anche l’impossibilità di esercitare quei diritti che derivano dal possesso di un libro cartaceo (proprietà, possibilità di cessione, prestito, successione, eccetera). Semplicemente perché, con l’acquisto di un ebook, non si acquista un libro. Si compra altro, ma non un libro.
Ribadisco: su tali evidenze non voglio trarre alcun giudizio. Semplicemente credo sia qualcosa che, da consumatori/fruitori di libri digitali, è opportuno conoscere, lasciando il tutto alla vostra considerazione e riflessione.

P.S.: articolo pubblicato anche su CULTORA, qui.