La montagna è un mondo speciale che offre e richiede solidarietà a chiunque la voglia vivere e frequentare, anche solo per le condizioni ambientali che offre oppure perché, per goderla al meglio, occorre manifestare sensibilità, cura, attenzione, curiosità, capacità di meravigliarsi, impegno, a volte fatica o spirito di sacrificio… ma per ricevere poi in cambio doni di valore intellettuale, umanistico, emozionale, spirituale inestimabili, che le montagne come pochi altri ambiti ci possono elargire.
In forza di questo sentimento collettivo che certamente chiunque frequenti le terre alte con autentica passione e consapevolezza conosce bene, la solidarietà può assumere forme e manifestazioni diverse, mantenendo invariabilmente preziosa la propria sostanza concreta. Mi viene da proporvi questo invitandovi calorosamente a partecipare, sabato prossimo 11 gennaio, alla nuova edizione di “Luci di Solidarietà”, la fiaccolata lungo uno spettacolare tratto della DOL dei Tre Signori – la Dorsale Orobica Lecchese – sospeso tra terra e cielo in una notte che spero magnificamente serena così che si possa coglierne tutta la grandiosità, in ricordo dell’alpinista bergamasco Mario Merelli e a sostegno del Kalika Family Hospital, struttura ospedaliera sorta in Nepal ad uso della popolazioni locali proprio grazie all’impegno di Merelli, scomparso nel gennaio 2012 durante un’ascensione sulle Alpi Orobie.

Trovate tutte le info nella locandina lì sopra. Dunque, partecipate se potete: confidando nella meteo favorevole (come dovrebbe essere), ne tornerete parecchio entusiasti e profondamente arricchiti.






Se “Natale” dev’essere, almeno che lo sia nel senso più alto (e forse unico) possibile: fate pure regali a destra e a manca, spendete ciò che volete ma, per quanto vi è possibile, donate qualcosa a chi è meno fortunato, a chi soffre, a chi una sorte avversa sta imponendo disagi e sofferenze. Un dono materiale o immateriale, un po’ del vostro tempo e della vostra considerazione, la solidarietà tra esseri umani – alla fine, ricchi o poveri, fortunati o meno, quello siamo e quello restiamo, tutti quanti indistintamente – quella semplice tanto quanto fondamentale vicinanza che può far sentire ogni individuo, anche il più solitario, parte di una vera, solidale, rispettosa, evoluta civiltà. Peraltro, inutile dirlo, di occasioni per donare ovvero di situazioni di difficoltà ce ne sono fin troppe in questo nostro mondo: un mondo che spesso crediamo tanto bello, avanzato e ricco di tante cose ma non dell’elemento più importante di tutti, di umanità.