Bauhaus (canino)

In questo mese di aprile 2019 ricorrono i 100 anni dalla nascita del Bauhaus, una delle più importanti scuole di architettura, design, arti visive e applicate del Novecento (e non solo).
Bene, ecco un messaggio recapitato di recente in quel “meraviglioso” paese (virtuale) delle meraviglie (accidentali) che è la mia casella di posta elettronica:

Beh… “bau-haus”.
Chapeau! – non c’è che dire!
Già un nome così, per un albergo per cani, è un’autentica genialata, ancor più considerando il centenario suddetto. Se poi saltasse fuori che la sede dell’albergo canino è stata progettata da Walter Gropius, da Ludwig Mies van der Rohe o da qualche loro discepolo contemporaneo, caspita, ci sarebbe da dargli un premio di prestigio internazionale! Se lo meriterebbero tutto.

Se per di più cambiassero il loro furgone raffigurato nell’immagine con il modello qui sotto

…trainato da un’auto di rappresentanza come questa…

…per quanto mi riguarda entrerebbero direttamente nel mito più imperituro! Già.

P.S.: cliccate sulle immagini per saperne di più di ciascuna.

 

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Sui libri nelle case degli italiani (Giuseppe Culicchia dixit)

LIBRI: complemento d’arredo. In soggiorno stanno molto bene gli Adelphi con quelle tinte pastello e gli Einaudi, che col bianco si sposano con tutto. I Sellerio invece con quel blu sono perfetti per la camera da letto.

(Giuseppe Culicchia, Mi sono perso in un luogo comune. Dizionario della nostra stupidità, Einaudi 2016, pag.128, voce “Libri”.)

maxresdefaultBeh, sempre che ve ne siano, di quei libri, nelle case degli italiani. In ogni caso anche tra i miei libri – quelli di mia produzione, intendo – vi sono copertine d’ogni sorta cromatica: nere, bianche, colorate… scrivetemi pure, per eventuali consulenze d’arredo!

(Cliccate qui per leggere la personale “recensione” di Mi sono perso in un luogo comune.)