La buona azione

[Photo credit: Deedee86 da Pixabay]
Il tizio che guidava l’auto davanti alla mia, poco fa, giunge all’incrocio, getta in terra dal finestrino il mozzicone della sigaretta che stava fumando, poi si sposta a destra per svoltare senza mettere la freccia. Io, che dovevo svoltare a sinistra, mi affianco, abbasso il finestrino e a piena voce gli dico che «la prossima volta il mozzicone glielo spengo in fronte!».

La mia buona azione quotidiana, già.
Dandogli pure del “lei”, per evitare di cadere in maleducazioni per me inaccettabili.

Non so se abbia capito, in certe teste vuote le parole rimbalzano in mille eco e diventano incomprensibili, per i proprietari di quelle teste. Forse hanno ragione quelli che sostengono che contano ben più i fatti, delle parole. Ecco.

Un post, presto!

Oh, caspita!

Mi sono appena reso conto di non aver programmato alcun post per oggi!

Sarà la vecchiaia incipiente, saranno queste feste obnubilanti o i troppi panettoni ingeriti e i cui canditi hanno ormai preso il posto dei neuroni, ma me ne sono proprio dimenticato. Che sbadato.

Uhm… ok, niente panico.
Forse qualcuno non c’ha nemmeno fatto caso.
Be’, ora ci rifletto sopra.
Mmm…
E scriverò qualcosa.
Sì.
Un post interessante, ovvio, una bella citazione, un testo inedito, qualche riflessione o considerazione significativa, niente di messo lì tanto per scrivere qualcosa, di sicuro.
Ehm…
Ci penso, sì.

Appena l’avrò scritto lo pubblicherò, ecco.
Meno male che me ne sono accorto, eh!

Massì, auguri!

Natale (s.m.). Giorno speciale, consacrato allo scambio di doni, all’ingordigia, all’ubriachezza, al sentimentalismo più melenso, alla noia generale e a domestiche virtù.

(Ambrose BierceDizionario del diavolo, scelta e introduzione di Guido Almansi, traduzione di Daniela Fink, TEA, 1988, pag.123.)

[Photo credit: https://www.thrillist.com/culture/make-christmas-drunk-again%5D
Auguri a tutti!

Sì, perché in fin dei conti sono avverso alla festa in sé, non certo a chi festeggia e, soprattutto, a chi ne approfitti per rilassarsi almeno per qualche giorno lontano – spiritualmente più che materialmente – dalle ordinarie follie quotidiane. Che sembrano generate apposta per giustificare “festività” altrimenti del tutto insulse, nella forma e nella sostanza, ecco.