INTERVALLO – Albena (Bulgaria), Beach Library

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Lo sostengo da sempre che, quando si va in vacanza, non si deve mettere in vacanza pure la mente… anzi! Perché non sfruttare il relax dalle solite incombenze quotidiane per affrontare letture di un certo livello, e non quei superflui libroidi di “moda” e di valore letterario inferiore alle istruzioni su come aprire e chiudere l’ombrellone?
Ad Albena, una delle più note località balneari della Bulgaria, evidentemente la pensano come lo scrivente, ed hanno allestito la più grande biblioteca da spiaggia d’Europa, completamente gratuita e accessibile a tutti: 140 scaffali per oltre 2.500 titoli a disposizione dei vacanzieri (ma si conta con il bookcrossing di arrivare a breve a 4.000 e oltre), “Il cui obiettivo è quello di promuovere la lettura ed intrattenere i turisti, aiutandoli a trovare il libro della loro vita” come afferma l’ideatrice del progetto, Victoria Biserova.
Beh, applausi a scena aperta per un progetto che non è solo culturale, ma pure di grande civiltà.
Cliccate sull’immagine per saperne di più (da www.libreriamo.it).

P.S.: grazie a Deejay Nightjay per la segnalazione!

INTERVALLO – Sarajevo (Bosnia Erzegovina), Biblioteca Nazionale


Inevitabile dedicare un articolo di questa sezione denominata Intervallo alla Biblioteca Nazionale di Sarajevo e alla sua recente riapertura (è stata inaugurata lo scorso 9 Maggio 2014), un evento di altissimo valore simbolico per quanto la biblioteca ha subìto e, di conseguenza, ha rappresentato – suo malgrado – non solo nella storia della Guerra di Jugoslavia ma, lo si può ben dire, per l’intera vicenda culturale europea moderna.
Cliccate sull’immagine per saperne di più, oppure QUI per leggere un interessante articolo di approfondimento sulla storia della biblioteca, dal sito balcanicaucaso.org.

INTERVALLO – Aberdeen (Scozia), University of Aberdeen New Library

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Da sempre sostengo che, per certe tipologie di edifici pubblici (anche se poi la regola può essere ben estesa a tutti gli edifici) conta moltissimo il contenuto, senza dubbio, ma anche la forma (architettonica, ovvio) risulta estremamente importante per attrarre, prima, e far sentire a suo agio poi il visitatore.
La nuova Biblioteca dell’Università di Aberdeen, in Scozia, fornisce un’ottima prova al proposito: dal momento che l’edificio è stato aperto al pubblico, nel settembre 2011, le statistiche hanno mostrato un significativo incremento nell’uso della biblioteca, e più di 700.000 visitatori (in una città grande come un medio-piccolo capoluogo di provincia italiano!) sono entrati nell’affascinante edificio soltanto nel primo anno di attività.
In fondo anche così si promuove la cultura – perché pure la buona architettura è arte, ovvero elemento culturale: e quando a cultura si somma altra cultura, il risultato non può che essere oltre modo fruttuoso!
Cliccate sull’immagine per saperne di più (in inglese) oppure QUI per qualche notizia sulla biblioteca in italiano.

INTERVALLO – Aosta, CAFè Librairie

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Ad Aosta un bellissimo caffé-libreria, specializzato soprattutto (e inevitabilmente, mi verrebbe da dire, vista la vicinanza di grandi e celeberrime montagne alla città!) nei libri di montagna, con testi in lingua italiana e francese, che peraltro già dice molto di sé nel nome, in verità un quasi-acronimo: Culture Alpine et Francophonia…
Cliccate sull’immagine per visitare la pagina facebook del CAFè Librairie e saperne di più.

INTERVALLO – Aracataca (Colombia), o “Macondo”

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Macondo, sì, ovvero il villaggio immaginato da Gabriel García Márquez per ambientarvi il suo capolavoro, Cent’anni di solitudine. In onore del grande scrittore colombiano, scomparso lo scorso 17 Aprile, la cittadina nella quale nacque, Aracataca, ha assunto qualche anno fa il nome ufficioso di Macondo: effettivamente, stando alle indicazioni ricavabili dal romanzo, il villaggio si troverebbe qualche centinaio di chilometri a sud di Riohacha, nei dintorni della Sierra Nevada de Santa Marta, dunque proprio nella zona di Aracataca. In fondo, un segno forte della vicinanza di García Márquez alle sue terre natìe e dunque, ora, un luogo reale nel quale onorarne la memoria.
Cliccate sulle immagini (nel dipinto di Hernando Nossa qui sopra, la Macondo immaginaria; nella foto qui sotto, la Macondo-Aracataca reale) per saperne di più.

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