La mia ragazza quasi perfetta

Un concentrato di ironia e sarcasmo…
(Christian Dozio, La Provincia)

Mille suggestioni esilaranti in La mia ragazza quasi perfetta (…).
Impiegheremo il tempo leggendolo e rileggendolo, e ce ne staremo ferme, immobili, con il fiato sospeso ad attendere il sequel…

(Alessia e Michela Orlando, NapoliMisteriosa)

Il libro è divertente, originale, pirotecnico, fantasioso, surreale.
Poi a voler scavare ci si accorge che la gigioneria nasconde riflessioni ben più serie su molti aspetti della vita…

(Carla Casazza, Critica Letteraria)

Il libro è davvero particolare. Un romanzo inusuale, una scrittura giovane e facile, a cui forse non siamo decisamente preparati…
(Love Books)

Sì, stanno proprio parlando di questo libro:

Cop_LMRQP_taglio2Sì, l’ho scritto io. E sì, certo che è come lo descrivono là sopra! Ma questo, beh, non lo posso mica dire io, dunque cliccateci sopra, e potrete saperne di più.
Anche su come acquistarlo, ovviamente.
Ho il mutuo da pagare, già.

Perché il pianeta Marte è rosso? (Un estratto da un certo libro)

Dall’articolo pubblicato sul quotidiano KKWXKKJYW del pianeta IRUUTRUYIY, edizione del giorno 389 dell’anno cosmico 48.221 ± ¼ (corrispondente, con una certa precisione, a qualche eone fa del tempo terrestre – n.d.a.) nel quale articolo si riporta di che brutta fine abbia fatto la fiorente e pacifica civiltà di un ameno pianeta del Sistema Solare. (Testo tradotto e adattato alla bell’e meglio, si noti: la lingua del pianeta IRUUTRUYIY è quasi peggio che il bergamasco delle montagne! – sempre n.d.a.):
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NOSTRANA VALOROSA FLOTTONA SPAPAGNA DISTRUTTAMENTE PIANETA INUTILE.
Nostri nostrani guerrieroni co’ flottona battagliante zeppa piena de bum bum s’approssimata a novo pianeta de stella-tipo-polenta, nomata in loco “Sole”, pe’ nova entusiasmantissima-wowwow conquistona. Dopo iperspazialico viaggione de tutto-relax, che nostrane astronavone cianno on board sauna et pure idromaxaggggio pei nostri nostrani valorosi guerrieroni, lo navigatore satelli-stellare bip-bippa et segnala arrivo at pianeta cat.122.GSS.001259. Non os tante putenza spaccatutto de nostrana flottona battagliante, et novissima superarma “Fanculizzatron” on board pronta a sparà, lo sublimassimo et saggissimo et magnamagnanimissimo ammiraglione Piermariedhieruzzz#88 accomandante la flottona decidetto de usar diplomazia-ia-ia-oo – ah che nobbbiltà, ah che bontà de cuor, ah che gentilalien! – indipercuidunque nostra nostrana delegazione discesagiù sul pianeta cat.122.GSS.001259 pe’ncontrare i-tanti abi-tanti, et nostrano capo-delegazione portato saluto ehillallà de fratellanza spazialona co’ dichiar’azione apposta studiata in linguaccia locale: “Io ho visto cose che voi umani non potreste immaginare…”. Ma inopinauditamente capo-delegazione de novo pianeta rispondetto: “Eh, grazie, bella scoperta, noi non siamo umani!”; pertantorsù nostro nostrano guerrierone s’addubbia: “No pianeta 122.GSS.001259, nomato Terra qui?”, et tipo de novo pianeta ribatte: “No, questo è Marte!”
“Marte?!? Ma VAFFANquasar d’una-PORCAPulsar, habemus sbaliato a impo-star lo navigatore satelli-stellare, digitoscritto 122.GSS.001258 al posto de 1259, ecchecCAZZaurak!” sbraitato lo sublimassimo accomandante della flottona, et co’ ira-stizza-furia-ggrrrrrr-‘rrtacci sua de paura pe’ sta ‘rogna, flottona bum-bumbardato pianeta inutile nomato Marte et spapagnato co’ “Fanculizzatron” a gogò, abitanti-tutti quanti adieu et fuoco e fiamme da per tutto, che ‘sto finferlo de pianeta inutile s’arrosserà così nei secoli dei secoli, amen! Et come tradizione: gestombrelloso tiè!
Cosicchécuindi nostri nostrani guerrieroni co’ flottona battagliante rientrati a IRUUTRUYIY per ripianificare nova expedizione de conquistamento planetario verso pianeta nomato Terra et pe’ rileggersi l’estruzioni de ‘sto zozzone de navigatore satelli-stellare, in vista de futuri, gloriosi et correttamente impostati conquistamenti iperspazialoni alè-o-o alè-o-o!”.

Ebbene sì, c’è anche questo in Cercasi la mia ragazza disperatamente, oltre a un sacco di altre cose tutte inesorabilmente e inestricabilmente intrecciate alla vita e alle avventure di Tizio Tratanti, Il folle protagonista de La mia ragazza quasi perfetta qui nella sua seconda e per ora ultima avventura letteraria! (Ma sappiate che si sta parlando di una trilogia!)
Cliccate sulla copertina qui sotto per saperne di più oppure cliccate QUI, e occhio: non solo la madre dei cretini è sempre incinta e partorisce senza sosta, ma ha pure viaggiato nello spazio!!!


CERCASI LA MIA RAGAZZA DISPERATAMENTE
Senso Inverso Edizioni, Ravenna, 2011
ISBN 9788896838532
Pag.132 – € 13,00
Illustrazione di copertina di Vittorio Montipò
Ebook:
ISBN 9788896838617 – € 7,00

Giovanni Civa, “La ragione va agli asini e secondo me cio’ ragione”

cop_laragionevaagliasiniNON.
Premetto: questa recensione è sostanzialmente basata sull’avverbio NON, e dunque NON sarà “normale” come le altre – sempre che questi miei scritti possano essere definiti “recensioni”, dacché ci tengo sempre a rimarcare che a mio modo di vedere NON lo sono, semmai sono impressioni di lettura intendendo con quel termine “impressioni” un qualcosa che alla fine viene più dall’istinto che dalla ragione, anche se poi questa inevitabilmente media e plasma il risultato finale.
E uso “ragione” NON a caso, visto che è parte integrante del titolo del libro di cui vi sto per dire, La ragione va agli asini e secondo me cio’ ragione, opera prima del parmigiano (o parmense, l’autore ha NON pochi dubbi in merito) Giovanni Civa (Senso Inverso Edizioni, 2013) la quale, lo capirete bene fin dalla lettura di quel titolo così particolare, NON è un libro “normale” – ergo, tale testo vi si adatta di conseguenza, come accennavo poco fa. E appena dopo il titolo, pure l’incipit ci si mette di suo per confermare questa impressione di non convenzionalità: “Questo è un libro talmente brutto che non ha una fine, cioè tu ci arrivi in fondo e ti chiedi “ah, e finito?” (…) E adesso che ci pensi, questo libro non aveva neanche un inizio, cioè la prima pagina, quella che leggi e ti fa dire “’spetta che un libro così me lo compro” non ce l’aveva, e ti chiedi “ma perché allora l’ho comprato?”…

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Leggete la recensione completa di La ragione va agli asini e secondo me cio’ ragione cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!

Per scrivere bene bisogna andare in giro con le proprie braghe (Giovanni Civa dixit)

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Ecco, dicevo, quando ho iniziato non sapevo come scrivere, per me scrivevo come Maurizio Milani, cioè magari come lui, poi un po’ come un altro e poi mica lo sapevo più come scrivevo. Mi sforzavo di scrivere bene per dirmi “vé che sono capace”. Invece poi ho trovato un maestro, il maestro unico come lo chiamo io, come si chiama lui, che mi ha insegnato che per scrivere mica ti devi sforzare, cioè faticoso è faticoso scrivere, ma per farlo bisogna cercare le proprie braghe. Che poi quando le trovi non pensi che stai scrivendo, come andare in giro con le tue braghe, appunto, vai in giro ma mica ci pensi che sei dentro a un paio di braghe, mi diceva, se sono le tue.

Giovanni Civa, La ragione va agli asini e secondo me cio’ ragione, pag.9 (Senso Inverso Edizioni)

(E QUI trovate la recensione (?!) del suddetto libro.)

Ismar Gennari, “Giallo e blu”

cop_giallo-e-bluDa sempre sono un convinto sostenitore della forma letteraria del racconto, per i motivi che ho più volte espresso anche qui nel blog (in questo articolo, ad esempio): è un format letterario che può essere ben più potente e intrigante di quanto possa lasciar supporre la sua brevità più o meno accentuata, anzi, proprio grazie ad essa lo scrittore ha l’obbligo e la responsabilità – oltre che dover avere la dote, ovviamente – di condensare senso, sostanza, valore letterario e messaggio così che anche solo da poche righe il lettore possa ricavare dal testo una compiutezza piena e intensa, oltre che gradevole alla lettura.
Della forma-racconto ci offre la personale interpretazione Ismar Gennari in Giallo e Blu (Senso Inverso Edizioni), opera di debutto dell’autore bresciano che di brani (uso questo termine non a caso, visto che Gennari è anche musicista) ne contiene sedici, tutti piuttosto brevi (raramente superano le 5/6 pagine) e in tal modo definiti per una peculiarità che fin dalla lettura dei primi racconti risulta evidente: ognuno è infatti sostanzialmente dedicato a un singolo personaggio protagonista, a una particolare condizione di vita, ad uno stato d’animo, a una vicenda umana a volte più solare e positiva, altre volte assai cupa e amara…

Leggete la recensione completa di Giallo e blu cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!