[Foto di Martina Mainetti da Unsplash.]Qualche giorno fa a Milano sono stati presentati i risultati e le prossime tappe del progetto Interreg “Spluga Bianco”, che dal marzo 2025 ha eletto la località di Montespluga, in alta Valchiavenna, come sede di «Un nuovo modello di turismo incentrato su sostenibilità , sicurezza e cooperazione. Si parla di sci alpinismo e freeride in un contesto dove sono assenti gli impianti di risalita. […] Il progetto intende integrare l’offerta invernale tradizionale con un ecosistema di esperienze outdoor: scialpinismo, splitboard, ciaspolate e attività guidate. L’obiettivo è quello di intercettare nuovi flussi di visitatori proponendo una fruizione lenta e consapevole dell’ambiente montano». Un progetto ovviamente importante e rimarchevole in un luogo, Montespluga, che è tra i più belli e affascinanti di tutte le Alpi, sia dal punto di vista paesaggistico e ambientale che da quello culturale – luogo che conosco come le mie tasche e del quale ho scritto qui.
Ecco. Peccato che la zona da decenni sia infestata dalle motoslitte.
[Motoslitte a Montespluga. Immagine tratta da http://www.teamadventuremadesimo.it.]Già la presenza di un tracciato escursionistico per i mezzi cingolati che da Madesimo sale a Montespluga non si accorda affatto con gli intenti di «sostenibilità » e di «una fruizione lenta e consapevole dell’ambiente montano» che il progetto “Spluga Bianco” vuole conseguire. Ma pur ammettendo tale tracciato in quanto autorizzato, il problema autentico è la regolare infrazione della sua percorribilità e delle disposizioni che la regolano da parte di innumerevoli motoslittisti che, in barba a ogni divieto e a qualsiasi norma di sicurezza e responsabilità , scorrazzano in campo aperto generando rumore costante, inquinamento, deterioramento del manto nevoso e pericoli oggettivi tanto per gli altri frequentatori del luogo quanto per essi stessi, come hanno tragicamente dimostrato i fatti dello scorso inverno presso il Lago Nero, sopra Montespluga – ultimo episodio di altri simili accaduti in passato.
[Un’escursione del progetto “Homeland”. Immagine tratta da https://homeland-explore.it.]Quindi, Montespluga può realmente rappresentare una meta per il turismo montano lento, consapevole e sostenibile, come ha tutte le possibilitĂ di essere, solo se elimina alla radice quel problema. Altrimenti tutte le suggestive parole espresse circa il progetto “Spluga Bianco”, nonostante le belle e lodevoli iniziative messe in atto, resteranno vane speranze iscritte sulla neve al Sole, che rapidamente fonde e svanisce senza lasciare traccia.