Il bello e il brutto (tempo)

[Foto di Free-Photos da Pixabay.]
Il bello di quando piove, e il cielo è ingombro di nubi grigie e il terreno zuppo e fangoso, è sapere che prima o poi torneranno il Sole e il cielo azzurro.

Il bello di quando c’è il Sole, e magari fa molto caldo, è sapere che prima o poi tornerà la pioggia e la sua frescura la si godrà ancora di più.

Il bello del tempo meteorologico, a prescindere, è che a volte c’è il Sole, a volte piove e, in verità, non è mai “brutto” se non per chi non sa far altro che lamentarsene. Ma lamentarsi e lasciarsi condizionare, della meteo e delle sue vitali mutevolezze, è un po’ come lagnarsi del fatto che, dovendo respirare, a volte si annusano esalazioni poco gradevoli.

Va bene, allora non respirate. Ovvero, non uscite di casa. Ecco.

 

Di mattine estive da restarci contenti

[Foto di Manfred Antranias Zimmer da Pixabay]
Quando nel pieno dell’estate, tra giornate torride, di afe grevi e opprimenti che t’avvolgono come sudari bollenti, d’improvviso compaiono mattine col cielo ingolfato di nubi grigie e lampeggianti, scrosci piovosi spesso vivaci e brezze altrettanto allegre e soprattutto prodigiosamente fresche, da “crollo delle temperature”, come si dice in questi casi, al punto che ad uscire di casa e sentire sulla pelle un’aria così diversa e così vitale rispetto a quella sfibrata dalla calura dei giorni precedenti si resta quasi sgomenti… mattinate come quella di oggi qui, insomma, dopo i 35° e passa di ieri, be’, voglio dire, a trovarcisi dentro, in condizioni così inopinatamente poco spossanti e invece così tanto rigeneranti, si prova una contentezza così leggera e in fondo futile eppure così tanto intensa che nel momento in cui la si prova è difficile da eguagliare, a mio parere. Ci si sente così tanto bene, ecco.

Anche perché poi passa, tutto questo refrigerio, siamo quasi a fine luglio e l’afa estenuante tornerà ancora per un po’, inesorabilmente. Quindi, oggi, è un po’ come gustarsi almeno per una volta una fresca e favolosa mousse ai frutti di bosco in mezzo a tante ordinarie e bollenti minestrine, quasi. Già.

 

Un po’ ombroso

Ok, lo ammetto. A volte può essere – a volte, eh! – che sia un po’ ombroso.

Capita. Pensieri, imprevisti, accidenti, disdette. Be’, può essere, sì.

Ma non pensavo così tanto al punto da essere mandato via da una spiaggia qui vicino, sul lago, perché impedivo la tintarella ai bagnanti lì presenti! Alla faccia dell’ombrosità!

Ecco perché è meglio, in quei momenti, che me ne vada a zonzo per i boschi, come già faccio abitualmente. Mi si rigenera ben più l’animo e l’ombra, lì, è cosa del tutto naturale e normale. Già.