Montagne di arte

Johann Wilhelm Jankowski, Blick auf den Pilatus mit Tomlishorn und Esel, (“Veduta del Monte Pilatus con Tomlishorn e Esel”) olio su tela, 1866.

(Clic)

Montagne di arte

Johann Michael Sattler, Wetterhorn, Mettenberg und Eiger mit den beiden dazwischenliegenden Grindelwaldgletschern (“Wetterhorn, Mettenberg e Eiger con in mezzo i due ghiacciai di Grindelwald”), olio su tela, prima del 1847. (Clic.)

Un’altra cosa bella (tra altre fastidiose) di questo tempo così instabile

Questo prolungato periodo di tempo variabile, con pioggia e Sole che si alternano di frequente, oltre alla bellezza dell’acqua abbondante in ogni ruscello o torrente come da tanto non accadeva, regala anche delle visioni del cielo di rara bellezza: quell’alternanza meteorologica rimescola di continuo correnti aeree, brezze, nubi d’ogni taglia, mescolandone pure i colori così che ne escano – soprattutto nel momento di speciale sospensione tra la calata del Sole e il primo vero imbrunire – cromatismi continuamente nuovi, sfumature che coprono l’intera gamma dei colori primari e soprattutto del blu, dal celeste più tenue fino all’indaco più ferino, quello che di solito annuncia l’ennesimo imminente temporale. È come ammirare dal basso una galleria di opere impressionistiche in continua dissolvenza, o che mutino continuamente nell’arco di qualche manciata di secondi variando le combinazioni di colore, le campiture, le miscelature e le nuance,  mutando di conseguenza anche la percezione del paesaggio al di sotto, la cui luminosità reagisce armonicamente alle dissolvenze celesti completando così l’opera d’arte meteorologica naturale.

Poi, magari, ricomincia a piovere e tocca affrettarsi nel tornare a casa per evitare un’altra gran lavata ma, nel caso, nella mente e nell’animo quella luce sensazionale brillerà a lungo sfumando nella sua delicata bellezza qualsiasi eventuale irritazione – per la pioggia o per qualsiasi altra cosa accaduta nella giornata ormai alla fine.

P.S.: la foto è mia, fatta con un vecchio cellulare, dunque non rende affatto l’idea di ciò che vi ho appena raccontato. Ma forse lo capirete comunque bene.

La TV utile

tv_lcd_tiziovirgoletteHo acquistato uno di quei meravigliosi televisori al plasma ultrapiatti – bellissimo, prodigioso, ha uno spessore di due centimetri o forse neanche, una meraviglia della scienza; lo schermo, liscio più che fosse fatto d’acciaio, è più nero del nero, penso proprio per la sua composizione, per ciò di cui è fatto: un nero così profondo e puro credo non lo si possa trovare così facilmente da nessun altra parte… E ho spuntato anche un ottimo prezzo, per via di una promozione in corso… L’unica cosa è che ho dovuto discutere a lungo, quasi litigare, col commesso, che assolutamente non mi voleva vendere il televisore senza il telecomando… Ma scusi – gli dicevo – glielo pago a prezzo pieno, mica le chiedo uno sconto! Anzi – addirittura sono arrivato a proporgli – se vuole, vista la sua intransigenza, glielo pago anche qualcosa di più, se ciò serve a convincerla… Quello scuoteva la testa, ha chiamato il responsabile del negozio così che fossero in due a scuotere la testa, ma alla fine hanno ceduto, levando dalla confezione del televisore il telecomando (che, peraltro, può essere loro utile come ricambio per un altro guasto…) e facendomi pure un piccolo sconto sul prezzo – di loro iniziativa, sia chiaro… Così, mi sono portato a casa quel meraviglioso oggetto nero che più nero non si può: proprio così lo volevo, così nero, grande e piatto… Ho tirato fuori la mia vecchia valigetta delle tempere e ci ho dipinto sopra una delle più belle fotografie dello spazio profondo che abbia mai visto, ritrovata su di un libro di astronomia: innumerevoli stelle sullo sfondo nerissimo che solo lo spazio ha, e che solo nello schermo ultrapiatto di quel televisore acquistato mi è sembrato di rintracciare… E in più mi pareva che essere io a dipingere quel cielo stellato così bello – e non, magari più semplicemente, riprodurre quella fotografia e ricavarci un ingrandimento, un poster… – me lo rendesse ancora più vicino, più “mio” in qualche modo, nella sua sublime bellezza… Sono molto orgoglioso, ora, a rimirarmelo lì appeso in soggiorno… – poi così piatto, lo schermo, che non mi ingombra nemmeno, assomigliando proprio ad una finestra che dia direttamente sulle profondità cosmiche…”

Cop_LMRQP_taglio2Questo è un brano tratto da LA MIA RAGAZZA QUASI PERFETTA (Senso Inverso Edizioni, Ravenna, 2010, ISBN 978-88-96838-03-7, Pag.120, € 12,00, illustrazione di copertina di Vittorio Montipò), il primo romanzo con protagonista il folle personaggio di Tizio Tratanti – un nome (e cognome), un programma, come intuirete bene!
Cliccate sulla copertina del libro qui accanto per avere ogni altra utile informazione sul romanzo (dove acquistarlo, come, articoli, recensioni, segnalazioni e quant’altro…), e non dimenticate anche il secondo romanzo di quella che, alla fine, sarà una trilogia, ovvero
Cercasi la mia ragazza disperatamente!
Buone letture!