Chiude la Libreria del Viaggiatore di Roma

Come ebbi a scrivere già in altre simili occasioni, quando chiude una libreria si perde un pezzo di civiltà. Che è fatta in primis di cultura e di socialità, la civiltà, e dunque la perdita e il danno sono tripli.
Purtroppo, riferisce nei giorni scorsi “La Repubblica” (qui l’articolo relativo, il video invece è di Luca Salici), «Chiude la storia “Libreria del Viaggiatore“, fondata nel 1990 da Bruno Boschin a via del Pellegrino e rilevata da Luigi Politano ed Eleonora Pellegrini, già proprietari della casa editrice Round Robin. Il locale di culto per i lettori-viaggiatori romani e non, il 31 dicembre sarà costretta a lasciare la sua sede senza sapere, almeno per ora, cosa ne sarà del patrimonio custodito fra le sue mura, composto da ben dodicimila volumi di viaggio che devono trovare un nuovo alloggio o condannarsi a un deprecabile e deleterio* oblio.»
Un oblio del quale un paese già culturalmente allo sbando come l’Italia non ha per nulla bisogno e che ne danneggia ancor più la (residua) vitalità umanistica – al solito, nell’indifferenza di più, politici in primis.

(*: “deprecabile e deleterio” ce li ho aggiunti io, inevitabilmente.)

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