Vedere le “Città invisibili” di Calvino

Anastasia

C’è un architetto di Lima, in Perù, Karina Puente, che sta portando avanti un progetto artistico-letterario piuttosto ambizioso, soprattutto in senso “visionario”: realizzare delle illustrazioni per ciascuna delle 55 città descritte da Italo Calvino nel suo capolavoro Le Città invisibili.

Maurilia

Dice Puente (traggo le sue parole da qui): “Ogni disegno scaturisce da un processo concettuale e alcune richiedono più tempo di altre. […] Non sono semplici disegni, utilizzo diversi tipi di carta e disegno su ciascuno di essi prima di ritagliarli col taglierino. Ogni illustrazione è composta da diversi strati di carta ritagliati e incollati.

Zirma

C’è la suggestione di illustrazioni certamente intriganti per nella loro apparente semplicità (ma può essere realmente semplice ciò che si prefigga di rendere “visibile” un romanzo così fuori dagli schemi?), insomma, e ancor più c’è la conferma di come Le Città invisibili sia uno dei libri più affascinanti, magnetici e ispiranti della letteratura moderno-contemporanea, una creazione letteraria e culturale fuori dallo spazio – come effettivamente lo sono, le 55 città descritte – tanto quanto dal tempo nonché, ancora oggi, da qualsiasi ordinarietà. Doti proprie di un autentico capolavoro, senza dubbio, che non smetterà di suggestionare innumerevoli future generazioni: perché in fondo, anche se Karina Puente ci offre una (sua) visione delle 55 città calviniane, la loro verità continua a sfuggire a chiunque.

Fedora

Cliccate sulle immagini per visitare il sito web del progetto di Karina Puente.

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3 pensieri riguardo “Vedere le “Città invisibili” di Calvino”

  1. Molto belle e interessanti le città della peruviana Karina Puente, ma io, nel mio piccolo, credo che la bellezza e la Potenza delle città di Calvino sia anche racchiusa nel fatto che ognuno le immagina secondo il suo proprio sentire. Ho detto una stupidaggine? 😮

    1. Stupidaggine? Giammai, anzi… hai detto una cosa giustissima, che esprime bene la potenza dell’opera di Calvino: tutti possono immaginare le proprie “versioni” delle città invisibili, ma nessuno può pensare di aver veramente e definitivamente catturato la loro immagine. Ecco perché il libro tutt’oggi affascina così tanto.
      Chapeau, Giovanna! 🙂

  2. Ti lascio anche qui il commento che ho lasciato su Fb, perché detto tra noi, amo più i blog che Fb 🙂

    Le città invisibili di Calvino fu il tema di uno dei corsi che seguivo all’università (architettura). Il compito era rappresentare una delle città a scelta, usando qualunque tecnica volessimo. Scelsi Ersilia e realizzai una cornice in legno all’interno della quale s’intersecavano fili su cui s’incontravano sagome di uomini e donne. Inutile dire che m’innamorai del libro. L’esame andò bene, ma quello che mi rimase fu il racconto di quelle città che, negli anni successivi, provai a cercare nei miei viaggi. La cosa incredibile è che ne trovai alcune, perché una delle grandezze del libro di Calvino, secondo me, è che con la fantasia e l’immaginazione riesce a raccontare molte realtà 🙂

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