Polonia? Per ora no, grazie.

A proposito di “Medio Evo“… Mi piacerebbe molto visitare la Polonia, un paese nel quale non sono mai stato con città bellissime, gente altrettanto bella, una Natura meravigliosa… anzi, mi sarebbe piaciuto, devo dire. Perché al momento, ovvero finché la Polonia sarà comandata da una classe politica tanto bigotta, ignorante, reazionaria e illiberale al punto da promulgare leggi antistoriche come quella di ieri sui campi di sterminio (vedi sopra, cliccando sull’immagine oppure, qui, l’opinione di Marcello Pezzetti, direttore del Museo della Shoah di Roma), ultima di una lunga serie che si è già palesemente contraddistinta per provvedimenti retrivi e in-civili (questo, ad esempio), be’, mi spiace molto ma io in Polonia non ci andrò.

Con buona pace dei suoi capi politici i quali sostengono, riguardo la nuova legge, che serva a difendere il “buon nome” della Polonia nel mondo, quando invece non solo non ottiene affatto ciò ma diviene strumento di inesorabile affondamento dell’immagine del paese nel fango.
Ma, in fondo, formalmente è “democrazia” anche questa. Oppure no?

Senza scienza, senza cultura, c’è solo oscurantismo (Carl Sagan dixit)

In una società impregnata di tecnologia come la nostra, ma sempre più assediata da nuovi profeti, impeti di irrazionalità e falsa ricerca del meraviglioso, allontanarsi dalla scienza o permettere che venga demonizzata, significa in realtà consegnarci ai veri demoni: l’irrazionalità, la superstizione, il pregiudizio, ed entrare in un’epoca di nuovo oscurantismo.

(Carl Sagan, Il mondo infestato dai demoni, Baldini & Castoldi, Milano, 1997)

Carl-SaganCarl Sagan è stato uno dei più grandi uomini di scienza – dunque di cultura – del Novecento. Quando uscì, Il mondo infestato dai demoni, era il 1996 (l’anno dopo in Italia), e forse vent’anni fa c’era ancora qualche speranza che il sonno della ragione non fosse così diffuso sul pianeta da generare mostri ovunque. Sia chiaro, può essere che tali speranze vi siano ancora oggi ed è obbligo di chiunque abbia a cuore l’evoluzione intellettuale della razza umana (o forse, dovrei dire, la salvezza della stessa) di coltivarle e diffonderle. Ma è innegabile che, visto lo stato del mondo contemporaneo, la loro ricerca stia diventando quasi più ardua di quella (molto cara a Sagan) di altre civiltà intelligenti nell’Universo. Sempre che tali civiltà abbiano la voglia e il coraggio di entrare in contatto con i sempre più involuti abitanti del terzo pianeta del Sistema Solare…