INTERVALLO – Chicago (USA), Joe and Rika Mansueto Library

Sicuramente qualsiasi appassionato di libri e lettura si sarà posto, almeno una volta, la domanda su come saranno le librerie e/o le biblioteche del futuro.
Beh, la Joe and Rika Mansueto Library dell’Università di Chicago può già oggi rappresentare una suggestiva risposta. Dotata di ben 3,5 milioni di volumi, il che la rende una delle più grandi biblioteche universitarie del mondo, in verità nelle ampie sale sotto la sua cupola di vetro di libri non se ne vede nemmeno uno. Sono tutti sottoterra, ove è stato allestito un gigantesco magazzino dotato di un sistema di recupero dei libri completamente automatico, l’ASRS – Automated Storage and Retrieval System, che permette di trovare il libro cercato attraverso una semplice ricerca in internet: tale richiesta manderà un input a un braccio robotizzato, che andrà a pescare nel magazzino sotterraneo la scatola che contiene il volume, la consegnerà al bibliotecario che registrerà il prestito e il libro verrà quindi consegnato allo studente.

mansueto-library-photo
Dunque una biblioteca tra le più confortevoli ed efficienti oggi esistenti, ma all’apparenza priva di libri – dei loro dorsi, degli scaffali su cui accatastarli e ricercarli, della loro materialità, del loro profumo. Certamente il proprio compito di prezioso scrigno di cultura lo compie nel miglior modo possibile, ergo decidete voi se una tale rivoluzionaria biblioteca vi piaccia o meno…

Cliccate sull’immagine per saperne di più, mentre QUI potete vedere un video su come funziona il sistema di recupero libri della biblioteca.

Reminder… Vorrei sapere cosa ne pensate dell’arte contemporanea diffusa in contesti urbani…

Vi ripropongo questo post pubblicato qui nel blog qualche giorno fa, alle cui domande già alcuni amici hanno risposto con osservazioni parecchio interessanti. Se avete qualche secondo a disposizione e potete/volete farlo anche voi, sappiate che mi darete una gran bella mano in merito a un futuro incontro sul tema trattato dalle domande stesse e, dunque, ve ne sarò mooooooolto grato e riconoscente!

In buona sostanza vorrei chiedervi – che siate interessati all’arte oppure no: ogni parere, specializzato o meno, è assolutamente importante! – un piccolo aiuto, ovvero le vostre preziose opinioni, considerazioni e idee in merito a un argomento sul quale mi ritroverò prossimamente a disquisire presso la Biblioteca di Nembro (Bergamo), che ha messo in calendario una serata dal titolo Arte e paesaggio urbano. Interventi artistici in spazi pubblici, con la partecipazione – oltre che dello scrivente, appunto, dell’artista Francesco Lussana e della storica dell’arte Silvia Gervasoni.
La serata, come avete già intuito, è dedicata all’arte contemporanea diffusa in contesti urbani e dunque pubblici: un argomento che sovente genera parecchie discussioni, stante la spesso non semplice fruizione – visiva e tematica – delle opere di arte contemporanea, quando esposte alla visione di tutti per scelta pubblica – ovvero di un’amministrazione che in tal modo decide di impiegare soldi pubblici: uno dei più lampanti esempi di quanto sopra è certamente la scultura L.O.V.E. di Maurizio Cattelan in Piazza degli Affari a Milano, il famoso “dito medio” di fronte alla Borsa, insomma… – ma certo anche nelle vie/piazze dei vostri paesi e città ove vivete potreste avere a che fare con installazioni artistiche contemporanee, dunque per ciò capire perfettamente il senso dell’argomento suddetto.
Le tre domande per le quali chiedo il vostro parere sono le seguenti:

1) Cosa ne pensi dell’arte contemporanea – scultura, installazione ma anche opera di design e di architettura – diffusa nel contesto urbano? Ovvero, non del solito e classico “monumento” (statua, busto, ecc.) di matrice sostanzialmente commemorativa, ma di quelle opere d’arte che normalmente ci si aspetterebbe di vedere in un museo o in una galleria, più che nella piazza o nel parco di una città… Ti piace, oppure no? E, in un caso o nell’altro, potresti motivare in breve la tua opinione?

2) A tuo parere un lavoro di arte contemporanea in ambito urbano deve soddisfare di più un’esigenza estetica oppure tematica? Cioè, per essere chiari: essendo quasi sempre finanziati con soldi pubblici e dunque chiamando in causa i cittadini stessi quali “indiretti” committenti, ritieni che tali lavori debbano soprattutto abbellire la città oppure principalmente far riflettere i passanti che se li trovano di fronte, dunque trasmettendo un determinato messaggio di interesse comune?

3) Due esempi recenti ed emblematici di interventi artistici in ambiti urbani presenti in zona – di matrice visiva l’uno e architettonica l’altro – sono l’installazione Struttura OMCN – Interruttore ITALGEN di Francesco Lussana a Villa di Serio, e proprio la Biblioteca di Nembro dello Studio Archea (nelle immagini qui sotto), entrambe opere nate in base a concetti tipici dell’arte contemporanea, le quali hanno ricevuto numerosi consensi ma pure qualche critica. Cosa ne pensi di queste due opere?

lussana_image_2
Biblioteca_Nembro

In merito alla domanda nr.3, entrambe le opere scelte quali esempi di arte contemporanea in contesti urbani (una è installata a pochi km. da Nembro, l’altra è la biblioteca nella quale si svolgerà la serata) hanno suscitato pareri discordanti, dal plauso incondizionato al rifiuto pressoché netto, dunque risultano entrambi interessanti non solo perché vicine al luogo di svolgimento della serata ma anche perché ben rappresentanti i due grandi contesti di intervento artistico in ambiti urbani, l’arte contemporanea e l’architettura d’avanguardia.
Ecco, rispondetemi come e dove volete: commentando questo post, alla mail luca@lucarota.it oppure utilizzando gli altri contatti. Le vostre risposte mi aiuteranno a generare una piccola statistica ragionata della considerazione diffusa dell’arte nel paesaggio urbano, sia dal punto di vista meramente artistico, ovvero estetico, e sia tematico cioè politico, dato che, come già osservato, si tratta di arte creata grazie a soldi pubblici, ergo che della sua presenza siamo in qualche modo non solo fruitori ma pure parte in causa.
Vi ringrazio di cuore fin d’ora per l’aiuto e le risposte che potrete e vorrete comunicarmi! – e beh, certo, mi sdebiterò in qualche modo, prima o poi!

P.S.: nell’immagine in testa all’articolo, un altro esempio di intervento artistico in ambito urbano: Canneto di luce, installazione d’arte urbana interattiva di Marcello Arosio, Monza.