London, a (different) story – pt.1

london_whiteness_blog
The London Series: #1, Whiteness, dal blog LucaRotaImages.

Una grande città, Londra, narrata attraverso visioni inconsuete, per raccontarne la realtà e l’essenza in un modo diverso dal solito.
Qui, ora, e il racconto completo, poi, su LucaRotaImages.

E molto presto qualcosa di completamente diverso! I Monty Python stanno tornando!

Proprio così: manca poco al ritorno del gruppo comico che ha reinventato il modo di ridere dell’epoca contemporanea, gli insuperabili Monty Python! Un ritorno che andrà in scena con dodici spettacoli a Londra i cui biglietti sono inesorabilmente spariti nel giro di pochi minuti (quelli della prima serata in 43,5 secondi: un record assoluto!)
Ok, bene, bello! – direte voi, aggiungendo appena dopo: ma cosa c’entrano i Monty Python con un blog che tratta di letteratura?

Python_vintage
Beh, c’entrano totalmente. I Monty Python sono stati per la comicità in senso generale – anche per quella letteraria, alla quale sono legati a multiplo filo – ciò che i Beatles sono stati per il pop: un’autentica rivoluzione. Dissacranti e senza rispetto, geniali e insieme ferocissimi, hanno attaccato le idiosincrasie britanniche e rivoltato come un calzino il linguaggio e la sintassi della risata via tubo catodico in modo assolutamente magistrale. Se oggi l’umorismo lo si fa in un certo modo, anche in ambito letterario – e parlo di autentico umorismo, non di cabaret, sia chiaro: i libri dei vari comici di Zelig, tanto per fare un nome, sono altra cosa! Rispettabile, ma altra! – è soprattutto grazie a loro. Chiunque voglia creare qualcosa di comunicativo e voglia in esso metterci un quid di umorismo, in quantità più o meno importante, inevitabilmente (ancorché magari indirettamente o inconsapevolmente) farà riferimento a Pythons.
Ergo, se per chi come me, in qualità di autore di romanzi umoristici e cultore del genere, i Monty Python sono qualcosa come Thor per i Vichinghi in battaglia, ineluttabilmente per chiunque che su questo pianeta ha e avrà di che ridere per qualcosa di umoristico, su carta, in video, sul grande schermo o altrove, deve e dovrà qualcosa (se non tutto) ai Pythons.

E comunque un qualcosa di letterario su di loro ve lo voglio segnalare – o ricordare: la bella autobiografia pubblicata qualche tempo fa da Sagoma Editore. John CleeseTerry GilliamEric IdleMichael PalinTerry Jones e l’indimenticato Graham Chapman raccontano da protagonisti la genesi di un mito: i desideri e le aspirazioni della loro infanzia, gli anni di formazione nelle più prestigiose università monty-python-bigdel mondo, i retroscena del debutto televisivo e della nascita di film che hanno fatto ridere il mondo ma anche incavolare parecchia gente. Il tutto arricchito da numerose foto d’archivio, illustrazioni inedite e succulenti aneddoti raccontati direttamente da chi ha letteralmente stravolto la comicità cinematografica e televisiva mondiali.
Cliccate sulla copertina a lato per saperne di più oppure QUI, e prepariamoci, che già si dice che vista la febbrile attesa per gli spettacoli di Londra e il successo della prevendita dei biglietti, i Pythons starebbero pure pensando a tornare in tournee in giro per il pianeta… e allora sì, se così veramente fosse, il mondo non sarebbe più quello di prima, ma qualcosa di completamente diverso!

Senza ideali che vita sciatta è?

A 18 anni si hanno un sacco di ideali in mente, di grandi progetti, di missioni da compiere, e tantissimo entusiasmo. Anch’io, a 18 anni, volevo fare qualcosa di importante, di grande, qualcosa di cui andare fiero per sempre, e qualcosa che forse mai nessuno prima aveva fatto. Così, decisi di andare fino a Londra a piedi. A piedi, sì. Milletrecento chilometri e più. Una roba epica, veramente da andarne orgogliosi per sempre.
Presi il mio zaino da montagna, vi misi dentro quanto ritenessi necessario, presi i (pochi) soldi che avevo a disposizione. Stabilii di partire prima dell’alba, con i miei genitori ancora dormienti, in modo da evitare che mi potessero bloccare e/o far desistere dal mio intento. Li avrei avvisati dopo un po’, magari quando già fossi in Svizzera o in Francia. Si sarebbero incazzati, ovviamente, ma ero certo che poi anch’essi sarebbero andati fieri di me, della mia determinazione, della mia forza di volontà.
Alle quattro di mattina, con ancora un gran buio all’esterno, sgattaiolai così fuori dalla porta di casa, nel massimo silenzio. Zaino in spalla scesi le scale, senza accendere la luce per non svegliare nemmeno i vicini. Per questo, giunto all’ultimo scalino prima del cortile – non sono mai riuscito a ricordare quanti fossero, gli scalini dell’ultima rampa! Dieci, non nove, porca puttana! – scivolai, caddi a terra malamente e mi distorsi una caviglia.
Nessun problema. Gli ideali vanno realizzati, eccheccavolo. Così, quello stesso pomeriggio, appena rientrato dal pronto soccorso con la gamba fasciata, mi mangiai di filato 26 confezioni di Crostatine del Mulino Bianco alla confettura di albicocca – la mia merendina preferita, ai tempi – pari a 208 singole Crostatine (34.736 kilocalorie, per l’esattezza). In meno di tre ore. Meno di tre ore, eh! Roba da andarne fierissimi, a dir poco!
Perché gli ideali bisogna realizzarli, appunto, altrimenti che vita sciatta è?

(L.)