Douglas Adams, “La Vita, l’Universo e tutto quanto”

Douglas Adams – lo affermo e sostengo convintamente, appena ne ho l’occasione – è uno dei più grandi scrittori umoristici che la letteratura terrestre possa vantare; e se l’aggettivo “umoristico” potrebbe di primo acchito ricondurre le sue opere ad una dimensione letteraria meno di pregio – diciamo così – rispetto ad altri generi, devo subito “completare” la affermazione appena sopra sostenuta rimarcando come l’umorismo di Adams – folle, surreale, montypythoniano – non è solo genialmente fulminante, ma anche e soprattutto tremendamente intelligente e, appena dietro l’inevitabile risata, profondamente arguto e sorprendentemente influenzante . Dopo la Guida Galattica per Autostoppisti, l’opera che forse più di ogni altra, nel filone umoristico contemporaneo, può essere posta sul piedistallo del “capolavoro”, mi sono ripromesso di centellinare la lettura degli altri “capitoli” della serie che dal primo citato volume ha preso il nome proprio per non sprecare troppo velocemente un tale sublime piacere letterario…

Leggete la recensione completa di La vita, l’Universo e tutto quanto cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!

“Cercasi la mia ragazza disperatamente”, l’ultimo romanzo di Luca Rota (Senso Inverso Edizioni), libro e/o ebook.

Serve aggiungere altro?!?
(Beh, forse sì… Nel caso, cliccate sull’immagine e troverete tutto quanto d’altro si debba e possa aggiungere!)

Gene Gnocchi, “L’invenzione del balcone”

Devo ammettere da subito che nutro una particolare predilezione per Gene Gnocchi, la cui comicità, sovente giocata sull’ironia dell’assurdo e del non-senso, è a mio parere non del tutto capita dal pubblico che, in ogni caso, gli tributa un buon successo già da parecchi anni, almeno in TV. D’altro canto, la comicità di Gnocchi è sotto certi aspetti più nordico-anglosassone che mediterranea: gioca più sulla situazione divertente che sulla battuta e sulla freddura d’impatto ironico immediato, che tuttavia non manca e che, appunto, è quella che il grande pubblico soprattutto coglie, mentre più difficilmente magari recepisce certe arguzie a volte pure assai colte che Gene Gnocchi cela nelle proprie assurdità, come anche nella stralunata vis comica che da sempre contraddistingue le sue presenze televisive.
Ottimo esempio dell’umorismo assurdo e non sense del comico emiliano – anzi, di Fidenza, visto quanto egli ci tenga a rimarcare di continuo la propria cittadinanza – è L’invenzione del balcone, ultima fatica letteraria edita da Bompiani, che in verità “assurda” lo è un po’ in tutto.
Lo è fin dal prologo (sempre steso dall’autore), lo è nella storia di Camillo Valbusa, che di mestiere fa’ il venditore di siero antivipera e che è il protagonista di una strampalata vicenda, sostanzialmente (e funzionalmente) senza capo ne coda, che si dipana in forma di diario quale efficace escamotage per offrire, giorno dopo giorno, tanti sketch comici assolutamente tipici del Gnocchi-style…

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L’apparenza inganna…

(P.S. (Pre Scriptum!): il seguente è un racconto inedito che farà parte di una raccolta mooooolto particolare, di prossima pubblicazione editoriale. Seguite il blog e/o il sito e ne saprete di più, a breve…)

Il Boss picchiettava nervosamente le dita della mano sul grande tavolo di legno grezzo, nascondendo occhi certamente torvi dietro i soliti occhiali neri. Quando la porta si spalancò e il sicario vi comparì, le dita si contrassero in modo che ricordassero degli artigli pronti a ghermire. Parlò seccamente.
“E’ ora di dare a quelli una lezione che non possano mai più scordare! Non devono ficcare più il naso nei nostri affari… E’ un lavoro sporco, ed è per questo che ho fatto venire te. Ti hanno già detto cosa fare: fallo, e torna qui. Troverai la tua ricompensa!”.
Senza dir nulla, e soltanto piegando le labbra in un ghigno di estrema baldanza, il killer uscì dal buio magazzino sul molo del porto. Niente di più semplice – ripeté tra sé: ammazzare una ragazzina di quindici o sedici anni, la figlia del capo dei rivali… Lavoro sporco perchè la vittima era una “semplice, candida scolaretta”? Beh, in quelle cose non ci doveva essere posto per i sentimenti e le suggestioni, nel bene e nel male; aveva ragione il Boss, egli per questi “lavori” era una garanzia…
La mattina successiva si appostò poco fuori il cancello della villa del capo dei rivali; questi ne era appena uscito, nella propria lussuosa auto nera: meglio così, il campo era ancora più sgombro… Di lì a breve il cancello elettrico si aprì nuovamente: ora doveva essere la figlia, che usciva per recarsi a scuola… Sbloccò la sicura della pistola impugnandola, pronto ad agire.
E fu proprio lei, ad apparire, la figlia del capo avversario… Il killer trasalì: la “bambina” doveva avere sì sedici anni, ma quale differenza con la media della sua età!… Alta, i capelli lunghi biondi, la pelle diafana, un fisico da donna adulta, armoniosa, formosa – e che donna, con tanto di minigonna scoprente gambe perfette e… Insomma, roba da non poter restare insensibili, tanto che il killer quasi istintivamente uscì dall’auto entro cui si era appostato, per osservare meglio quella gran bellezza, tanto giovane quanto già così attraente… Inevitabilmente lei lo notò; lo guardò un istante con espressione prima perplessa e quindi in un certo senso conscia, poi sorridendo gli venne incontro di qualche passo. Il sicario reagì come ogni uomo di fronte ad una bella donna, con impettito compiacimento; la ragazza, giunta a qualche metro da lui, fulmineamente estrasse un piccolo revolver dalla borsa a tracolla e lo freddò, un solo preciso colpo in mezzo agli occhi. Poi tranquilla si rincamminò, notando lo scuolabus spuntare sul viale.

“Cercasi la mia ragazza disperatamente”: un libro che vi farà viaggiare nello spazio-tempo!

Ecco com’era la scena originale! Esattamente così! Ma poi la produzione del film, per mere e bieche ragioni commerciali, impose a Kubrick di girare tutto quanto con quell’insulso monolito, accidenti!
Beh, comunque, a parte ciò… Cercasi la mia ragazza disperatamente: un libro al di là del tempo e dello spazio! E per di più lo potete leggere anche senza indossare tute spaziali!
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Buona lettura – e buon allunaggio, nel caso!