Eddie Van Halen

Pratica. Ero solito sedermi sul bordo del letto con una confezione da sei di Schlitz Malt. Mio fratello usciva alle 19 per frequentare parties e farsi ragazze e quando tornava, alle 3 del mattino, io ero ancora seduto nello stesso posto, a suonare la chitarra. L’ho fatto per anni, lo faccio ancora.

(Eddie Van Halen in un’intervista su “Guitar World” dell’aprile 1996, rispondendo alla domanda su come fece a passare dal primo accordo suonato sulla sua chitarra all’assolo di “Eruption”, uno dei massimi virtuosismi chitarristici della storia della musica. E quando un maestro del genere se ne va, non è una perdita solo per il rock o il metal ma per tutta l’arte e la cultura musicale. So, jump in heaven, Master Eddie!)

L’insicurezza degli artisti

Credo che gli artisti tendano a parlare troppo del proprio lavoro dimostrando, così facendo, insicurezza nei confronti della propria opera, come se non parlasse abbastanza per loro già questa.

(Tom Verlaine intervistato da Davide Sapienza in Attraverso le Terre del Suono, Edizioni Underground?, 2019, pagg.142-143.)

Questa affermazione di Tom Verlaine – raccolta dal leggendario geopoeta rock Sapienza – me ne fa venire in mente un’altra, simile nella sostanza, di scrittore Patrik Ouředník – ne parlai tempo fa qui – il quale sostiene che i libri dovrebbero essere pubblicati senza il nome dell’autore sulla copertina ma con solo una sigla, come fosse una “targa”, così che l’editore e solo lui possa conoscere chi ne sia l’autore e corrispondergli i soldi in banca nonché, soprattutto, perché i libri possano vivere di vita propria e non di quella riflessa dalla notorietà più o meno (ma quasi sempre più) mediatica dei loro autori. I quali spesso si dimenticano che quelli “famosi” e conseguentemente celebrati devono essere i libri che hanno scritto, non loro, perché se invece così accade – e accade quasi sempre, nell’editoria mainstream contemporanea – c’è qualcosa che non va affatto bene. In primis in loro stessi e nella loro effettiva “solidità” autorale letteraria, ecco.