INTERVALLO – Albena (Bulgaria), Beach Library

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Lo sostengo da sempre che, quando si va in vacanza, non si deve mettere in vacanza pure la mente… anzi! Perché non sfruttare il relax dalle solite incombenze quotidiane per affrontare letture di un certo livello, e non quei superflui libroidi di “moda” e di valore letterario inferiore alle istruzioni su come aprire e chiudere l’ombrellone?
Ad Albena, una delle più note località balneari della Bulgaria, evidentemente la pensano come lo scrivente, ed hanno allestito la più grande biblioteca da spiaggia d’Europa, completamente gratuita e accessibile a tutti: 140 scaffali per oltre 2.500 titoli a disposizione dei vacanzieri (ma si conta con il bookcrossing di arrivare a breve a 4.000 e oltre), “Il cui obiettivo è quello di promuovere la lettura ed intrattenere i turisti, aiutandoli a trovare il libro della loro vita” come afferma l’ideatrice del progetto, Victoria Biserova.
Beh, applausi a scena aperta per un progetto che non è solo culturale, ma pure di grande civiltà.
Cliccate sull’immagine per saperne di più (da www.libreriamo.it).

P.S.: grazie a Deejay Nightjay per la segnalazione!

Patrick McGrath, “Grottesco”

cop_grottesco_McGrathLeggo sul dizionario: “Grottésco agg. e s. m. [der. di grottesca] (pl. m. -chi). – Stranamente e bizzarramente deforme, riferito in origine alle pitture parietali dette grottesche, e poi in genere a tutto ciò che, per essere goffo, paradossale, innaturale, muove il riso pur senza rallegrare: figura g.; aspetto g.; una situazione g.; un tipo, un personaggio g.” E di seguito: “In letteratura, è uno degli aspetti del comico, che nasce da uno squilibrio, da una sproporzione voluta fra gli elementi rappresentativi (per es., la morte di Morgante nel poema del Pulci), o dal contrasto fra la drammaticità, la grandiosità della rappresentazione obiettiva di un personaggio e lo spirito parodistico o satirico nel quale lo scrittore lo immerge o con cui risolve inaspettatamente una situazione non comica (come, per es., in taluni episodî del Don Chisciotte, o dei poemi cavallereschi italiani).
Poi leggo cosa afferma al proposito Hugo Coal: “E odo alle mie spalle soltanto un mormorio di voci basse, smorzate, magari un frusciare di seta, un respiro rattenuto, o anche uno sbuffo di gioia, la scena che mi raffiguro è una scena di depravazione erotica: sesso in poltrona nel cuore del pomeriggio. E’ questo che intendo quando parlo di grottesco: fantasticherie, bizzarrie, assurdità incongrue. Sì, perché quando una volta Cleo è entrata nel salotto e con un grido d’indignazione mi ha rigirato la carrozzella, ho scoperto che i due, Harriet e Fledge, stavano… giocando a scacchi!” (pag.79). Hugo Coal è il protagonista di Grottesco, romanzo di Patrick McGrath (Adelphi, traduzione di Claudia Valeria Letizia, 1° ed. Marzo 2003; orig. The Grotesque, 1989) dal titolo quanto mai programmatico e significativo; Cleo è la figlia prediletta, Harriet la moglie, Fledge il maggiordomo…

Leggete la recensione completa di Grottesco cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!

Visitate “Luca Rota Images”: un blog per continuare a raccontare storie ma attraverso immagini, non (solo) parole


Se e quando avrete un attimo di tempo, vi invito a visitare lucarotaimages.wordpress, il blog “fotografico” a mia cura nel quale continuo a fare ciò che solitamente faccio, ovvero inventare e raccontare storie, non usando però le parole ma le immagini. Scatti fotografici, appunto, che mi auguro sappiano raccontare cose interessanti e, soprattutto, che lo facciano in modo quanto più particolare e non ordinario possibile.
Giusto per cercare di farvi capire ciò che intendo…:

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Sia chiaro fin da subito: io non sono un fotografo, e non miro nemmeno ad essere paragonato, in un modo o nell’altro, a chi faccia fotografia di mestiere, semplicemente perché non credo di poterlo meritare. Io scrivo libri, invento e racconto storie, e cerco di farlo in un modo che sia il più possibile interessante e gradevole, magari provando pure a rendere riconoscibile ciò che scrivo, singolare, originale – anche se oggi, temo, l’originalità è ormai purissima utopia.
Allo stesso modo scatto fotografie: genero immagini per raccontare qualcosa, qualcosa che vada al di là del mero scatto, della sua poca o tanta bellezza, qualcosa che possa fare di quella immagine un racconto, l’espressione di un’idea, di un concetto o di una opinione, che la renda viva e narrante al di là della mera tecnica (uso una macchina digitale nemmeno di gran marca!) e di chi l’ha scattata, di me che ci metto l’input iniziale, l’intuizione, l’introduzione a quanto vorrei raccontare che però è poi l’immagine stessa a raccontare. Altre volte è l’immagine a suggerirmi cosa raccontare, è l’istante fissato a contenere “parole” che si fanno sentire nell’animo e che generano gli elementi di una storia che chiede di essere raccontata o quanto meno colta, prima di scivolar via sullo scorrere del tempo.
Per certi versi, è come deve accadere per le opere letterarie: è il libro a rendere noto il suo autore, non viceversa, perché, una volta scritto e pubblicato, è il libro che racconta la storia al lettore, non è più l’autore che certo, ne è il fautore, ma il cui compito alla fine è stato quello di fissare quella storia sulle pagine del libro sotto forma di linguaggio scritto e quindi andare oltre, per raccontare altro. L’opera letteraria deve vivere di vita propria, e solo in questo modo potrà continuare a narrare la propria storia con la stessa intensità del primo istante – e ciò rende di nuovo assai contigue, a mio modo di vedere, letteratura e fotografia: “Le fotografie possono raggiungere l’eternità attraverso il momento”, affermò Henri Cartier-Bresson. Ecco, esattamente così: le immagini possono raccontare storie a lungo, come i buoni libri e come tutta l’arte di valore, e con un’intensità che nessuna voce umana saprà mai raggiungere.
Se poi saprò effettivamente mettere in pratica tutto quanto sopra, con ciò che scrivo o con le immagini che produco, sarete voi a deciderlo.
Io ci provo.

Cliccate sull’immagine della testata per visitare lucarotaimages.wordpress. Mi auguro possiate trovare il blog interessante e le immagini pubblicate apprezzabili: nel caso, potrete lasciare il vostro consenso commentandole o cliccandovi il pulsante Like, e sappiatemi fin d’ora grato e onorato dell’attenzione e della considerazione che vi vorrete dedicare.