Giovedì 9 Maggio, ore 20.45, Nembro: una serata dedicata al tema “Arte e paesaggio urbano. Interventi artistici in spazi pubblici”

Tutti ci diciamo affascinati dall’arte, tuttavia quand’essa – in particolare quella contemporanea – viene resa fruibile alla collettività attraverso interventi artistici o architettonici in spazi pubblici le polemiche spesso non mancano, per ragioni non solo economiche ma pure estetiche e tematiche. Eppure proprio quando resa pubblica e liberamente fruibile da chiunque l’arte risponde a uno dei suoi scopi fondamentali, quello di offrire la propria visione estetica della realtà che ci circonda a tutti, senza limitazione alcuna…
Su tale argomento così affascinante e a volte controverso la Biblioteca Centro Cultura di Nembro, alle porte di Bergamo, organizza per giovedì 9 Maggio, alle ore 20.45, presso la Galleria Rovere della biblioteca stessa un incontro dal titolo Locandina_Nembro_09Mag2013-blogArte e paesaggio urbano. Interventi artistici in spazi pubblici. Sull’argomento interverranno Francesco Lussana, artista e creatore dell’opera Struttura OMCN – Interruttore ITALGEN installata a Villa di Serio, Silvia Gervasoni, storica dell’arte e curatrice, Anna Zanga, educatrice museale della GAMeC, Gian Luigi Della Valentina, assessore all’urbanistica di Villa di Serio, e lo scrivente in qualità di esploratore del sentore pubblico sull’argomento, ovvero di ciò che ne pensa la gente comune. Sarà un’ottima occasione per mettere in luce la questione e comprenderne quanto più possibile la portata, anche in riferimento ad alcuni esempi concreti presenti in zona: la stessa Biblioteca di Nembro, ad esempio, notevole opera di architettura contemporanea, oppure la suddetta installazione di Lussana alla quale è stata dedicata la bella serata dello scorso Febbraio a Villa di Serio, sulla cui scia è nato questo ulteriore incontro di Nembro.
Una serata assolutamente affascinante, insomma, e un appuntamento da non perdere!
Cliccate sull’immagine della locandina dell’evento per visualizzarla in un formato più grande, oppure cliccate QUI per visitare il sito web della Biblioteca di Nembro presso la quale la serata avrà luogo.

Vorrei sapere cosa ne pensate dell’arte contemporanea diffusa in contesti urbani…

Vorrei chiedere – a voi che leggete o leggerete questo post, che siate interessati all’arte oppure no – un piccolo aiuto, ovvero le vostre preziose opinioni, considerazioni e idee in merito a un argomento sul quale mi ritroverò prossimamente a disquisire presso la Biblioteca di Nembro (Bergamo), che ha messo in calendario una serata dal titolo Arte e paesaggio urbano. Interventi artistici in spazi pubblici, con la partecipazione – oltre che dello scrivente, appunto, dell’artista Francesco Lussana e della storica dell’arte Silvia Gervasoni.
La serata, come avete già intuito, è dedicata all’arte contemporanea diffusa in contesti urbani e dunque pubblici: un argomento che sovente genera parecchie discussioni, stante la spesso non semplice fruizione – visiva e tematica – delle opere di arte contemporanea, quando esposte alla visione di tutti per scelta pubblica – ovvero di un’amministrazione che in tal modo decide di impiegare soldi pubblici: uno dei più lampanti esempi di quanto sopra è certamente la scultura L.O.V.E. di Maurizio Cattelan in Piazza degli Affari a Milano, il famoso “dito medio” di fronte alla Borsa, insomma… – ma certo anche nelle vie/piazze dei vostri paesi e città ove vivete potreste avere a che fare con installazioni artistiche contemporanee, dunque per ciò capire perfettamente il senso dell’argomento suddetto.
Le tre domande per le quali chiedo il vostro parere sono le seguenti:

1) Cosa ne pensi dell’arte contemporanea – scultura, installazione ma anche opera di design e di architettura – diffusa nel contesto urbano? Ovvero, non del solito e classico “monumento” (statua, busto, ecc.) di matrice sostanzialmente commemorativa, ma di quelle opere d’arte che normalmente ci si aspetterebbe di vedere in un museo o in una galleria, più che nella piazza o nel parco di una città… Ti piace, oppure no? E, in un caso o nell’altro, potresti motivare in breve la tua opinione?

2) A tuo parere un lavoro di arte contemporanea in ambito urbano deve soddisfare di più un’esigenza estetica oppure tematica? Cioè, per essere chiari: essendo quasi sempre finanziati con soldi pubblici e dunque chiamando in causa i cittadini stessi quali “indiretti” committenti, ritieni che tali lavori debbano soprattutto abbellire la città oppure principalmente far riflettere i passanti che se li trovano di fronte, dunque trasmettendo un determinato messaggio di interesse comune?

3) Due esempi recenti ed emblematici di interventi artistici in ambiti urbani presenti in zona – di matrice visiva l’uno e architettonica l’altro – sono l’installazione Struttura OMCN – Interruttore ITALGEN di Francesco Lussana a Villa di Serio, e proprio la Biblioteca di Nembro dello Studio Archea (nelle immagini qui sotto), entrambe opere nate in base a concetti tipici dell’arte contemporanea, le quali hanno ricevuto numerosi consensi ma pure qualche critica. Cosa ne pensi di queste due opere?

lussana_image_2
Biblioteca_Nembro

In merito alla domanda nr.3, entrambe le opere scelte quali esempi di arte contemporanea in contesti urbani (una è installata a pochi km. da Nembro, l’altra è la biblioteca nella quale si svolgerà la serata) hanno suscitato pareri discordanti, dal plauso incondizionato al rifiuto pressoché netto, dunque risultano entrambi interessanti non solo perché vicine al luogo di svolgimento della serata ma anche perché ben rappresentanti i due grandi contesti di intervento artistico in ambiti urbani, l’arte contemporanea e l’architettura d’avanguardia.
Ecco, rispondetemi come e dove volete: commentando questo post, alla mail luca@lucarota.it oppure utilizzando gli altri contatti. Le vostre risposte mi aiuteranno a generare una piccola statistica ragionata della considerazione diffusa dell’arte nel paesaggio urbano, sia dal punto di vista meramente artistico, ovvero estetico, e sia tematico cioè politico, dato che, come già osservato, si tratta di arte creata grazie a soldi pubblici, ergo che della sua presenza siamo in qualche modo non solo fruitori ma pure parte in causa.
Vi ringrazio di cuore fin d’ora per l’aiuto e le risposte che potrete e vorrete comunicarmi! – e beh, certo, mi sdebiterò in qualche modo, prima o poi!

Quando non è bello solo cosa si legge, ma anche dove si legge…

E’ la biblioteca di bordo di qualche grossa astronave interstellare! – vi verrà forse da dire, osservando l’immagine qui sopra… E invece è la nuova biblioteca di Vennesla, una piccola cittadina del sud della Norvegia, circa la quale il celebre huffingtonpost.com, in questo articolo, non esita a chiedersi se non sia la più bella biblioteca del mondo.
Che lo sia o non lo sia, con il suo ultramoderno e minimalista design tipicamente scandinavo ad alta efficienza energetica, di sicuro non è che una tra le tante belle biblioteche che si possono trovare in Norvegia e in Scandinavia in generale: probabilmente la zona del pianeta nella quale la gente legge di più.
E non è certo un caso, questo. Non è certo casuale che le biblioteche al servizio di una società dove si legga molto siano più belle, ovvero che in un posto dove le biblioteche siano più belle la gente legga di più. E dunque che l’amministrazione pubblica investa molto in queste strutture e nella cultura in generale, sia per stimolare la diffusione di essa, sia perché tale diffusione stimola a sua volta le amministrazioni a investire proprio lì, in quelle cose, piuttosto che in altre magari meno utili socialmente, per non dire più futili (sì, ammetto di stare a guardarmi qui intorno…).
E non è certo casuale, a compendio di ciò, che quella parte di mondo dove la gente legge parecchio e dove lo può fare in luoghi tanto belli e pubblicamente curati, vi siano le società certamente più avanzate del mondo stesso. Le più emancipate, le più libere, le più floride, quelle in testa a tutte le classifiche relative al benessere e alla qualità di vita.
Qui, invece, non solo le biblioteche quasi sempre non hanno fondi per potersi rinnovare, abbellire, ingrandire, ma è già tanto se hanno la possibilità economica di acquistare almeno qualche volume per integrare il proprio patrimonio librario. Risultato: due terzi della popolazione, qui, non legge nemmeno un libro. Forse non è un caso, dunque, se poi ci si guarda intorno, e si vede quanto ci tocca vedere…

Cliccate sull’immagine per leggere l’articolo su huffingtonpost.com, oltre che altri contributi, e per vedere l’intera gallery fotografica sulla biblioteca di Vennesla.

“Il Pastificio Cerere: una riflessione tra recupero e progetto”. Roma, 16/02 > 02/03/2012

(…) Un progetto articolato in una mostra e un convegno, in linea con la vocazione didattica e di formazione che ne caratterizzano l’attività culturale ed espositiva. (…) Negli spazi espositivi dell’ex fabbrica situata nel quartiere San Lorenzo è ospitata, fino al 2 marzo, una selezione di progetti realizzati dagli studenti della Facoltà di Architettura, che riguardano esercizi di recupero edilizio e territoriale dell’ex Pastificio ma anche riflessioni sul paesaggio urbano, con uno sguardo focalizzato sull’estetica, sulla sociologia e sulle sottili relazioni ambientali, artistiche e antropologiche che in maniera ineluttabile definiscono il panorama complesso dell’architettura contemporanea.

Fondazione Pastificio Cerere, in collaborazione con l’Università di Roma la “Sapienza”, presenta Il Pastificio Cerere: una riflessione tra recupero e progetto, convegno e mostra dei progetti realizzati dagli studenti della Facoltà di Architettura, a cura di Andrea Bordi.
Giovedì 16 Febbraio ore 16.30 apertura del convegno, ore 18.30 inaugurazione della mostra, aperta al pubblico fino al 2 marzo 2012.
Cliccate sull’immagine per conoscere ogni ulteriore dettaglio sull’evento.