La COP25 è fallita? Bene!

(Photo credit: https://pixabay.com/it/users/geralt-9301/.)

In effetti io sono pure “contento” che la “COP25”, la Conferenza sul clima di Madrid, sia terminata con un miserrimo fallimento.

Sì, perché altrimenti molte persone, in primis quelli a cui veramente interessa la questione planetaria del cambiamento climatico, avrebbero potuto credere che pure i potenti della Terra ne avessero compreso la portata e capita l’urgente necessità di agire, politicamente innanzi tutto, per cercare di mitigarne gli effetti.

“Meno male” che invece quei potenti, salvo rari casi, hanno nuovamente confermato il loro sostanziale menefreghismo al riguardo, funzionale alla salvaguardia del proprio potere e delle relazioni con soggetti di vario genere dalle assai bieche attività, sulle quali si basa la stabilità del loro scranno alla faccia del clima, dell’ambiente e di chiunque ne subisca il degrado.

Una questione fondamentale come quella dei cambiamenti climatici può essere seriamente affrontata solo dalle società civili, entro le quali, pur tra le infinite difficoltà culturali di questa nostra epoca, può ancora essere coltivata quella consapevolezza civica – che è anche politica nel senso più alto del termine, ovviamente – necessaria al cambiamento e alla resilienza: il movimento Fridays for Future lo dimostra bene, ad esempio. Una cosa del genere non può certo avvenire nella “(non) politica” dei potenti, a qualsiasi livello impegnata unicamente alla propria preservazione, a perseguire interessi di parte e infimi tornaconti, organizzata su meccanismi meramente parassitari e dunque troppo avulsa dalla storia presente e futura così come dalla realtà quotidiana.

Tutto ciò sperando che al contempo si generi e si sviluppi pure una consapevolezza, nelle società civili, contro quei potentati politici che governano il mondo. Assolutamente necessaria, se vogliamo che il mondo e la civiltà umana possano avere un futuro, senza essere spazzati via dalla Natura. Che “sa” benissimo che con un aumento della temperatura di 3° o più il pianeta si adatterà e sopravvivrà, la misera razza umana invece avrà grossissimi problemi al riguardo, e recriminare su quanto non è stato fatto in passato per evitare il disastro non servirà a nulla, come sempre.

 

4 pensieri su “La COP25 è fallita? Bene!”

  1. Se Cina ed India adeguassero i loro livelli di emissione di CO2 e di inquinamento a quelli già in uso in Occidente, non dovremmo ridurre i nostri i maniera così drastica, tanto più che le nostre future e previste riduzioni inciderebbero in modo insignificante.

    1. Bravissima Loredana, analisi perfetta. E’ vero che chiunque dovrebbe fare la propria parte a prescindere da quella altrui, ma è altrettanto vero che se su una nave piena di buchi, a fronte di chi cerca di tapparne il più possibile, ce ne sono altri che ne fanno di nuovi, comunque il risultato finale non cambia di molto. Si sposta un po’ nel tempo, forse, ma è il reiterare di un’agonia dall’esito funesto più che certo. :/

    1. Senza dubbio. E’ proprio questo, credo, il nocciolo della questione, il fatto che troppi continuino nel loro piccolo a predicar bene e razzolar male, a pensare svogliatamente che “ma tanto che posso fare, io?”, a non capire che le grandi rivoluzioni sono la somma di tanti piccoli gesti, ben più della somma delle molte inutili parole dei potenti ai quali ci si affida per sentirsi scaricati di ogni colpa e responsabilità.

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