Quarto “capitolo” della più folle saga fantascientifica che la letteratura possa vantare (dopo la celeberrima Guida Galattica per Autostoppisti e i seguenti Ristorante al termine dell’Universo e La Vita, l’Universo e tutto quanto – guardate qui i post relativi sul blog) e per la quale lo scrivente ha eletto Douglas Adams al rango di maestro del più geniale, raffinato e irresistibile humor, Addio, e grazie per tutto il pesce (sempre Mondadori, con traduzione di Laura Serra) rappresenta in realtà una certa digressione al di fuori della incredibile rotta cosmica percorsa dalla serie, come una sorta di “parentesi” aperta dall’autore nel mezzo del bizzarro fluire degli eventi vissuti dai vari protagonisti della saga – la quale peraltro, come già rimarcato, ha la caratteristica di calmarsi lungo i capitoli successivi al primo, insuperabile come vulcanicità narrativa…
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CERCASI LA MIA RAGAZZA DISPERATAMENTE
Senso Inverso Edizioni, Ravenna, 2011
ISBN 9788896838532
Pag.132 – € 13,00
Illustrazione di copertina di Vittorio Montipò Ebook:
ISBN 9788896838617 – € 7,00
Tizio Tratanti è tornato!
Il folle protagonista di La mia ragazza quasi perfetta l’aveva fatto capire, d’altronde, sul finale di quel libro! Ed eccolo qui, appunto, assolutamente, bizzarramente, eccentricamente, filosoficamente ancora in azione!
Metti che la donna della tua vita sia fuggita chissà dove, lontana da te che l’hai lasciata a causa di uno di quei grossolani errori che capita di commettere almeno una volta nella vita. Metti di volerla ritrovare, costi quel che costi. Metti che te ne capitino di tutti i colori, in questo viaggio avventuroso alla sua ricerca. Ecco, questo libro racconta le peripezie di un ragazzo qualunque che ha un obiettivo e lo vuole assolutamente raggiungere. Farai la conoscenza di ricercatrici universitarie specializzate in numeri primi sexy, ti iscriverai a corsi ultra-rapidi di paracadutismo e ad altri di astrologia infallibile, incontrerai un gregge di capre espiatorie, busserai alla porta dell’Ossessa Badessa, priora del Convento di Santa Rellina, diventerai seguace del Gran Bidè, costruirai un Segnalatore di Eventi Causali, ti affiderai al Gran Mago Epitaffio, giungerai al privè del Servizio di assistenza al suicidio, regalerai al tuo cane un collare con lettore Mp3 annesso, ti capiterà di osservare il Coccobrillo (rettile amante dell’alcol), il Baffigianni (simile al Barbagianni ma meno irsuto) e la Gazza Guardia… Insomma, ti divertirai, mediterai, rifletterai.
Sempre in bilico tra surreale pragmatismo quotidiano e folle, sagace fantasia, tra humor irresistibile e mordace e meditazioni “filosofiche” da vita di tutti i giorni, Tizio Tratanti vi porterà con sé nelle sue incredibili avventure, divertenti tanto quanto pratiche, nuovamente alla ricerca delle cose veramente importanti della vita: a volte piccole, minuscole, quasi sempre ignorate o trascurate per seguirne altre più affascinanti, più sfavillanti ma in verità vuote, futili… CERCASI LA MIA RAGAZZA DISPERATAMENTE è un libro per chi voglia leggere qualcosa di veramente fuori dal comune, un libro come ben pochi se ne possono trovare in circolazione! Ed è un libro per chi sente l’esigenza di ridere in maniera intelligente, per chi vuole riflettere su quelle piccole ma importanti cose della vita, per chi crede – o vuole credere – che nella vita ci siano tante cose improbabili ma in fondo nessuna impossibile, e per chi non teme di leggere un libro tanto coinvolgente da risultare, alla fine, forse anche sconvolgente…
Eppoi è il naturale e attesissimo seguito, pur essendone del tutto indipendente, di La mia ragazza quasi perfetta, appunto! Insomma, in una sola parola: imperdibile!
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Oh, beh, certo! Ovvio. Non è assolutamente detto che un libro grande sia anche un grande libro, ne che se sia alto sia pure di alto valore letterario… Sapete, è un po’ come quella storia che per dipingere una parete grande non ci vuole un pennello grande, ma… Un gran bravo imbianchino! Cercasi la mia ragazza disperatamente non è esattamente grande, ne tanto meno alto – è un classico 15×21, per essere chiari… Però sicuramente cerca di far di tutto, con quanto offre nelle sue pagine, per guadagnarsi una grande e alta considerazione nei suoi lettori! Dunque è grande la mia speranza (e sarebbe pure alta, se in tali casi lo si usasse dire) che riesca in questo suo scopo con chi non l’abbia ancora letto! Perché un buon libro – e lo dico a prescindere che questo lo possa essere o meno, anche se, ribadisco, mi auguro nel vostro giudizio che lo sia, buono – offre certamente un panorama assai più vasto di quello che qualsiasi pur altissimo grattacielo potrà mai offrire, e senza che vi possa essere alcun orizzonte fisico a limitare la vista… Per di più questo vale anche per chi soffre di vertigini!
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Dunque, coi piedi per terra o meno: buona lettura!
Mi sono avvicinato con non poche aspettative a questo libretto di David Sedaris, come mi accade ogni volta che, da buon cultore della letteratura umoristica moderna e contemporanea, posso “scoprire” un nuovo autore, e anche per la fama della quale m’era giunta voce dello scrittore americano, ritenuto tra i migliori, più feroci e dissacranti umoristi delle sue parti. Holidays on ice (Piccola Biblioteca Oscar Mondadori, traduzione di Matteo Colombo), contrariamente a quanto raccontano molte cronache – e a quanto viene pure da pensare leggendo il risvolto di copertina – non racconta dell’esperienza vissuta da Sedaris come elfo di Babbo Natale in un grande magazzino, il cui esilarante resoconto radiofonico è stato il suo trampolino di lancio quale umorista. E’ invece un libricino (un’ottantina di pagine in tutto) composto da quattro racconti incentrati sul tema del Natale – o meglio, sulla decadenza e la corruzione della festa religiosa (o ritenuta tale) in caciara consumistica, nella quale l’americano medio (ma non solo lui e non solo laggiù, sia chiaro) sovente riesce a dare il peggio di sé. Il degrado del senso festivo natalizio diventa dunque per Sedaris l’arma tagliente per colpire e sferzare la società americana, tutte le irrazionalità e le idiozie messe in campo in quei momenti, le quali poi sono spesso il sintomo chiaro e inequivocabile d’un degrado non solo limitato al periodo natalizio, ma ben steso lungo l’intero anno e per tutta la vita quotidiana…
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Douglas Adams – lo affermo e sostengo convintamente, appena ne ho l’occasione – è uno dei più grandi scrittori umoristici che la letteratura terrestre possa vantare; e se l’aggettivo “umoristico” potrebbe di primo acchito ricondurre le sue opere ad una dimensione letteraria meno di pregio – diciamo così – rispetto ad altri generi, devo subito “completare” la affermazione appena sopra sostenuta rimarcando come l’umorismo di Adams – folle, surreale, montypythoniano – non è solo genialmente fulminante, ma anche e soprattutto tremendamente intelligente e, appena dietro l’inevitabile risata, profondamente arguto e sorprendentemente influenzante . Dopo la Guida Galattica per Autostoppisti, l’opera che forse più di ogni altra, nel filone umoristico contemporaneo, può essere posta sul piedistallo del “capolavoro”, mi sono ripromesso di centellinare la lettura degli altri “capitoli” della serie che dal primo citato volume ha preso il nome proprio per non sprecare troppo velocemente un tale sublime piacere letterario…
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