Khashoggi chi?

Comunque, suvvia, è inutile* spendere troppe parole. La sola verità riguardo l’assassinio dello scrittore saudita Jamal Khashoggi, che nemmeno abbisogna di indagini tant’è palese, è tutta nell’immagine (elaborata, sia chiaro) sopra riprodotta – cliccateci sopra per leggerne meglio la sostanza (è in inglese, ma si capisce perfettamente); ogni altra cosa svanirà rapidamente nel solito funzionale oblio. Con buona pace di tutti quelli – giornalisti, scrittori e intellettuali – che hanno fatto la stessa fine per similari verità, della libertà di espressione e di stampa, della civiltà, della cultura, della democrazia e dei diritti umani, dell’Occidente e dei suoi “fedeli alleati”, del nostro mondo “meravigliosamente” ipocrita e di noi tutti facce di luna piena così gradite ai poteri mannari che ci governano. Già.

Capite ora perché i libri sono odiati e temuti? Perché rivelano i pori sulla faccia della vita. La gente comoda vuole soltanto facce di luna piena, di cera, facce senza pori, senza peli, inespressive.

(Ray Bradbury, Fahrenheit 451, Mondadori, 1a ed. 1966.)

*: sono sarcastico, ovviamente.

Ray Bradbury, “Cronache Marziane”

Lo so, è facile – dirà qualcuno – scrivere di un’opera che molti considerano un capolavoro, uno dei grandi classici della letteratura mondiale moderna… E’ vero, come è vero che scrivere di un libro di così grande e contemporaneo valore rappresenta un esercizio assolutamente virtuoso: è auspicabile che la memoria pubblica su di esso non scemi mai, e scriverne non può che far bene ad essa, ed a mantenere ben illuminato quel suo valore così importante…
Cronache Marziane dunque, ovvero una delle poche opere di fantascienza ad aver superato ampiamente il limite del proprio genere, per spandere la propria importanza letteraria ben oltre, raggiungendo addirittura ambiti sociologici ed anche filosofici – al pari, ad esempio, de L’Uomo che cadde sulla Terra di Walter Tevis. Ma mi viene da chiedere: è “fantascienza”, questa? La cronaca a significativi episodi ed in ordine cronologico della conquista umana di Marte narrata nel libro lo è certamente, dal punto di vista prettamente concreto: ad oggi l’uomo sul pianeta rosso non vi è ancora giunto… Tuttavia la lettura e il senso dell’opera di Ray Bradbury mostra subito, e in maniera assai evidente, come Marte non sia invero un nuovo pianeta ma semmai un’altra versione dello stesso pianeta dal quale i conquistatori arrivano…

Leggete la recensione completa di Cronache Marziane cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!

P.S.: questa recensione risale a qualche anno fa, ma la triste circostanza della morte di Ray Bradbury la rende, ora, un personale, piccolo omaggio al grande scrittore americano e al suo eccelso valore letterario. R.I.P.