L’apparenza inganna…

(P.S. (Pre Scriptum!): il seguente è un racconto inedito che farà parte di una raccolta mooooolto particolare, di prossima pubblicazione editoriale. Seguite il blog e/o il sito e ne saprete di più, a breve…)

Il Boss picchiettava nervosamente le dita della mano sul grande tavolo di legno grezzo, nascondendo occhi certamente torvi dietro i soliti occhiali neri. Quando la porta si spalancò e il sicario vi comparì, le dita si contrassero in modo che ricordassero degli artigli pronti a ghermire. Parlò seccamente.
“E’ ora di dare a quelli una lezione che non possano mai più scordare! Non devono ficcare più il naso nei nostri affari… E’ un lavoro sporco, ed è per questo che ho fatto venire te. Ti hanno già detto cosa fare: fallo, e torna qui. Troverai la tua ricompensa!”.
Senza dir nulla, e soltanto piegando le labbra in un ghigno di estrema baldanza, il killer uscì dal buio magazzino sul molo del porto. Niente di più semplice – ripeté tra sé: ammazzare una ragazzina di quindici o sedici anni, la figlia del capo dei rivali… Lavoro sporco perchè la vittima era una “semplice, candida scolaretta”? Beh, in quelle cose non ci doveva essere posto per i sentimenti e le suggestioni, nel bene e nel male; aveva ragione il Boss, egli per questi “lavori” era una garanzia…
La mattina successiva si appostò poco fuori il cancello della villa del capo dei rivali; questi ne era appena uscito, nella propria lussuosa auto nera: meglio così, il campo era ancora più sgombro… Di lì a breve il cancello elettrico si aprì nuovamente: ora doveva essere la figlia, che usciva per recarsi a scuola… Sbloccò la sicura della pistola impugnandola, pronto ad agire.
E fu proprio lei, ad apparire, la figlia del capo avversario… Il killer trasalì: la “bambina” doveva avere sì sedici anni, ma quale differenza con la media della sua età!… Alta, i capelli lunghi biondi, la pelle diafana, un fisico da donna adulta, armoniosa, formosa – e che donna, con tanto di minigonna scoprente gambe perfette e… Insomma, roba da non poter restare insensibili, tanto che il killer quasi istintivamente uscì dall’auto entro cui si era appostato, per osservare meglio quella gran bellezza, tanto giovane quanto già così attraente… Inevitabilmente lei lo notò; lo guardò un istante con espressione prima perplessa e quindi in un certo senso conscia, poi sorridendo gli venne incontro di qualche passo. Il sicario reagì come ogni uomo di fronte ad una bella donna, con impettito compiacimento; la ragazza, giunta a qualche metro da lui, fulmineamente estrasse un piccolo revolver dalla borsa a tracolla e lo freddò, un solo preciso colpo in mezzo agli occhi. Poi tranquilla si rincamminò, notando lo scuolabus spuntare sul viale.

Marte su Marte

(P.S. (Pre Scriptum!): il seguente è un racconto inedito che farà parte di una raccolta mooooolto particolare, di prossima pubblicazione editoriale. Seguite il blog e/o il sito e ne saprete di più, a breve. Peraltro, cade pure a fagiolo, visto che oggi, 6 Agosto, con una difficile manovra di atterraggio perfettamente riuscita, il robot NASA Curiosity è atterrato su Marte: ennesimo piccolo passo verso la conquista umana del Pianeta Rosso.)

Un primato, quella missione, lo stava già ottenendo, e ancor prima di giungere al proprio clou: quello del silenzio più diffuso mai avuto nel mondo, nonché – se possibile – quello della comunanza d’attenzione, di concentrazione e di sguardi – ovunque, in ogni continente, qualsiasi ora fosse, in qualsiasi luogo – fissi davanti alle TV che rimandavano live le immagini da Marte – un piatto deserto rosso con dune rosate sullo sfondo e un cielo che pareva un tramonto terrestre a cui mancassero alcuni colori e ve ne fossero altri più marcati, e con l’argenteo, luccicante modulo di atterraggio già posato su quel suolo alieno come unico elemento divergente da quel cromatismo così uniforme. Si stava riproducendo lo stesso possente pathos di decenni addietro, all’epoca del primo uomo sulla Luna, ma se possibile ora assai più intenso, per mezzo del maggiore realismo tecnologico che quelle immagini televisive sapevano offrire; e se allora lo sfocato bianco e nero che giungeva dalla Luna rendeva evidente la distanza di quell’evento, ora pareva che Marte fosse appena dietro le case di ogni uomo davanti alla TV: ciò non faceva che incrementare l’acme delle emozioni nel quale l’intera umanità si stava riconoscendo, e dal quale riceveva un orgoglio veramente interplanetario, ovvero smisurato come mai prima era avvenuto. Tutti si sentirono idealmente al fianco di quegli eroi che stavano per compiere un’impresa nuovamente più grande di qualsiasi altra prima realizzata, sovrastante la realtà e i sogni di un intero pianeta; tutti palpitarono quando il portello del modulo spaziale baluginò nei teleschermi – segno che stava per essere aperto sì da consentire l’uscita del primo uomo su Marte! – tutti tripudiarono in spirito per quella nuova conquista dell’umanità, per quanto ancora una volta l’uomo aveva saputo fare, per quanto grande egli stava ancora una volta dimostrando di essere…
E tutti ovunque nel mondo allibirono quando le TV mostrarono capitombolare giù dalla scaletta del modulo spaziale due astronauti avvinghiati tra loro in una lotta visibilmente violenta seppur goffa e ridicola, per quelle grosse tute indosso, e cadere sul suolo marziano fortunatamente salvati dalla bassa gravità del pianeta… I loro insulti furono eloquenti: stavano azzuffandosi perché l’uno, di fronte alla gloria imminente, non aveva più accettato di essere il secondo uomo su Marte. La diretta venne sospesa e partì un rullo pubblicitario, ma molti se ne andarono dalle TV. “E così Marte non è che una Terra tinta di rosso!” chiosarono sdegnati alcuni di essi.

“Luca Rota Images”: un blog per continuare a raccontare storie ma attraverso immagini, non (solo) parole

Vi presento lucarotaimages.wordpress, il mio nuovo blog “fotografico” nel quale continuo a fare ciò che solitamente faccio, ovvero inventare e raccontare storie, non usando però le parole ma le immagini. Scatti fotografici, appunto.

Sia chiaro fin da subito: io non sono un fotografo, e non miro nemmeno ad essere paragonato, in un modo o nell’altro, a chi faccia fotografia di mestiere, semplicemente perché non credo di poterlo meritare. Io scrivo libri, invento e racconto storie, e cerco di farlo in un modo che sia il più possibile interessante e gradevole, magari provando pure a rendere riconoscibile ciò che scrivo, singolare, originale – anche se oggi, temo, l’originalità è ormai purissima utopia.
Allo stesso modo scatto fotografie: genero immagini per raccontare qualcosa, qualcosa che vada al di là del mero scatto, della sua poca o tanta bellezza, qualcosa che possa fare di quella immagine un racconto, l’espressione di un’idea, di un concetto o di una opinione, che la renda viva e narrante al di là della mera tecnica (uso una macchina digitale nemmeno di gran marca!) e di chi l’ha scattata, di me che ci metto l’input iniziale, l’intuizione, l’introduzione a quanto vorrei raccontare che però è poi l’immagine stessa a raccontare. Altre volte è l’immagine a suggerirmi cosa raccontare, è l’istante fissato a contenere “parole” che si fanno sentire nell’animo e che generano gli elementi di una storia che chiede di essere raccontata o quanto meno colta, prima di scivolar via sullo scorrere del tempo.
Per certi versi, è come deve accadere per le opere letterarie: è il libro a rendere noto il suo autore, non viceversa, perché, una volta scritto e pubblicato, è il libro che racconta la storia al lettore, non è più l’autore che certo, ne è il fautore, ma il cui compito alla fine è stato quello di fissare quella storia sulle pagine del libro sotto forma di linguaggio scritto e quindi andare oltre, per raccontare altro. L’opera letteraria deve vivere di vita propria, e solo in questo modo potrà continuare a narrare la propria storia con la stessa intensità del primo istante – e ciò rende di nuovo assai contigue, a mio modo di vedere, letteratura e fotografia: “Le fotografie possono raggiungere l’eternità attraverso il momento”, affermò Henri Cartier-Bresson. Ecco, esattamente così: le immagini possono raccontare storie a lungo, come i buoni libri e come tutta l’arte di valore, e con un’intensità che nessuna voce umana saprà mai raggiungere.
Se poi saprò effettivamente mettere in pratica tutto quanto sopra, con ciò che scrivo o con le immagini che produco, sarete voi a deciderlo.
Io ci provo.

Cliccate sull’immagine della testata per visitare lucarotaimages.wordpress. Mi auguro possiate trovare il blog interessante e le immagini pubblicate apprezzabili: nel caso, potrete lasciare il vostro consenso commentandole o cliccandovi il pulsante Like, e sappiatemi fin d’ora grato e onorato dell’attenzione e della considerazione che vi vorrete dedicare.

La recensione di “Cercasi la mia ragazza disperatamente” sul blog letterario Books Passion!

Una nuova e lusinghiera recensione di Cercasi la mia ragazza disperatamente è stata pubblicata dal raffinato blog letterario Books Passion, curato da Giuliana Popolizio che ringrazio di cuore per aver dedicato la propria attenzione e considerazione al mio romanzo. Ma ancor più la vorrei ringraziare per aver saputo cogliere una delle peculiarità principali con cui ho voluto (ho tentato di!) caratterizzare il romanzo, ovvero la ricerca di una originalità espressiva e linguistica, oltre che tematica, che lo possa rendere distinguibile nel marasma editoriale contemporaneo. Cià nel bene e nel male, certo, e non è detto che sia riuscito a mettere in pratica questo mio intento, ma di sicuro Cercasi… non è un libro di così comune lettura e uguale a tanti altri!

Cliccate sulla citazione della recensione o sul libro qui sotto per leggere l’articolo completo in Books Passion, oppure cliccate QUI per conoscere tutto quanto di utile su Cercasi la mia ragazza divertente che, ricordo, trovate sia in versione cartacea che in ebook.
Buona lettura!

“Cercasi la mia ragazza disperatamente”: un libro che vi farà viaggiare nello spazio-tempo!

Ecco com’era la scena originale! Esattamente così! Ma poi la produzione del film, per mere e bieche ragioni commerciali, impose a Kubrick di girare tutto quanto con quell’insulso monolito, accidenti!
Beh, comunque, a parte ciò… Cercasi la mia ragazza disperatamente: un libro al di là del tempo e dello spazio! E per di più lo potete leggere anche senza indossare tute spaziali!
Cliccate sull’immagine qui sopra per conoscerne ogni cosa utile, vedere il booktrailer, leggere la rassegna stampa con tutti gli articoli e le recensioni dedicate al libro, e per sapere come acquistarlo, in versione cartacea e/o in ebook!
Buona lettura – e buon allunaggio, nel caso!