L’unico “razzismo” necessario

Le idee, le parole, le azioni dei razzisti rappresentano sempre di più la migliore giustificazione per l’unico “razzismo” veramente necessario e inderogabile: quello contro loro stessi.
Inderogabile tanto quanto intransigente: una delle azioni più autenticamente democratiche che si possano mettere in pratica, almeno finché la giustizia faccia – dacché deve fare – il suo corso a sua volta nel modo più intransigente e duro, per non rischiare di poter essere considerata complice di quel male.

Io sono George Floyd

[Immagine tratta dal web.]
Il mondo nel quale dei “tutori” dell’ordine, della vita delle persone e della pubblica incolumità possono uccidere una persona in un modo tanto brutale e senza alcuna reale motivazione – ovunque ciò accada e a danno di chiunque – è un mondo destinato a rovina certa.
A meno che non si elimini rapidamente ciò che cagiona tale rovina.

A riot is the language of the unheard.
(La rivolta è il linguaggio degli inascoltati.)

(Martin Luther King, discorso alla Michigan’s Grose Point North High School, 14 marzo 1968.)