«Bombe d’acqua»? Ancora?!

Forza, cari amici giornalisti, ripetete tutti insieme:

LE BOMBE D’ACQUA NON ESISTONO.
LE BOMBE D’ACQUA NON ESISTONO.
LE BOMBE D’ACQUA NON ESISTONO.
LE BOMBE D’ACQUA NON ESISTONO.
LE BOMBE D’ACQUA NON ESISTONO.

E ora continuate così:

SI CHIAMANO NUBIFRAGI.
SI CHIAMANO NUBIFRAGI.
SI CHIAMANO NUBIFRAGI.
SI CHIAMANO NUBIFRAGI.
SI CHIAMANO NUBIFRAGI.

N-U-B-I-F-R-A-G-I.

N
U
B
I
F
R
A
G
I
.

Ecco. Continuare ancora a ripetere: farà un gran bene a voi, alle vostre cronache e a chi le legge.

Divertirsi andandosene in giro per le montagne con dei fuoristrada?

Valtellina e Valmalenco 4×4
Lombardia in Fuoristrada con permessi esclusivi
La Lombardia in Fuoristrada ………… una specie di tabu’ ….. e di miracolo !!
Lo sappiamo , fare fuoristrada in Italia e’ sempre piu’ difficile , soprattutto al nord ………. e soprattutto in Lombardia
Ma , grazie ad un rapporto costruito con Anni di collaborazione con le autorita’ locali , riusciamo a proporre anche quest’ Anno questo Tour Off Road in Terra Lombarda …….. sara’ l’ ultima volta ? …. chissa’ , forse…….  .
Diciamo che noi di Touring Off Road puntiamo molto sul rispetto della Natura e dei territori che tocchiamo con i nostri Tour e le autorita’ locali che ci conoscono da tanti Anni ormai hanno capito la nostra filosofia e continuano a darci fiducia.

Lo so, si resta indecisi se ridere o se piangere a leggere cose del genere – anche soprassedendo alla grammatica a dir poco claudicante. Personalmente, forse anche di più della palese assurdità di tale proposta, dell’ovvia insostenibilità ambientale (per «puntare molto sul rispetto della Natura» ci si va con dei fuoristrada, come no!), dell’inaccettabile supporto – sempre che sia vero, controllerò – delle autorità locali, la cosa che mi chiedo è: ma veramente, nel 2025, c’è ancora gente talmente misera di mente e di spirito da pensare di potersi sollazzare girando le montagne a bordo di un fuoristrada? Ma veramente si può manifestare allo stesso tempo inciviltà, insensibilità, superficialità, cinismo, cafonaggine verso i territori naturali e montani nello specifico in questo modo?

Ma stiamo scherzando?

È bene ribadire il concetto fondamentale al riguardo, di nuovo e fino all’ultimo: la montagna è di tutti. Sì, di tutti quelli che la sanno rispettare. Gli altri se ne stiano pure altrove, liberi di fare ciò che vogliono. Ma altrove.

P.S.: non inserisco qui alcun link ai soggetti che organizzano siffatto scempio, per evitare loro qualsiasi pur indiretta promozione. Tanto li potete trovare tranquillamente da voi, se lo volete.

Valmaleggo 2025 (altro che Sanremo!)

Carlo Conti è in crisi.

Sì, lui, il popolare anchorman, nonostante il successo della sua direzione dell’ultimo Festival di Sanremo e i preparativi della prossima. Già.

È in crisi – senza poterlo dire pubblicamente, ovvio – perché non si capacità di come un evento così eccezionale come “VALMALEGGO”, con il suo programma ricco di appuntamenti affascinanti in luoghi bellissimi, non l’abbia saputo concepire lui.

Al confronto, Sanremo è una sagretta da paese. Considerando poi la ben scarsa qualità della musica pop italiana attuale… Ovvio che Conti sia in crisi.

Tuttavia, il noto personaggio televisivo potrebbe risollevarsi il morale salendo in Valmalenco e partecipando agli eventi della rassegna, che quest’anno sono ben sette: li potete vedere insieme a Conti nella locandina. Tutti interessanti, affascinanti, attraenti, ne converrete, anche grazie alla curatela di una dea ex machina d’eccezione: Marina Morpurgo. Ci sono pure io: il 3 agosto al rifugio Del Grande Camerini con il leggendario Alberto Paleari.

Dunque, scaricatevi la locandina (anche in pdf, qui), segnatevi gli appuntamenti e, se potete, non mancate. Vi divertirete e ci divertiremo parecchio, garantito!

Nutrirci di bellezza

[Il Monte Paterno e le Tre Cime di Lavaredo. Foto di Sebastian Knoll su Unsplash.]
Si discute spesso e a lungo dei numerosi problemi delle montagne, della salvaguardia dei suoi ambienti, della tutela dei paesaggi, del sostegno alle comunità, del contrasto a certi progetti assurdi eccetera, e ci si impegna di conseguenza a riflettere e elaborare soluzioni, idee, proposte, mozioni…

Poi io, a volte, mi fermo un attimo a pensare a tutto ciò e mi chiedo se il problema di fondo, il più grande, l’unico, sia che non siamo più capaci di nutrirci della bellezza delle montagne.

Molto semplicemente, altrettanto drammaticamente questo, e basta.

Lì c’è dentro tutto: la bellezza propriamente detta, la capacità di vivere in armonia con il territorio e l’ambiente naturale, la convivenza con le altre creature, la fonte primaria dell’identità e dell’alterità culturali, la coscienza di luogo, la relazione con il paesaggio e il senso dell’abitare, la manifestazione del Genius Loci, la consapevolezza del limite…

Tutto. Del quale però noi ormai sappiamo cogliere poco o nulla, privandoci dell’elemento fondamentale nell’interazione umana con le montagne. Alle quali riconosciamo solo una bellezza «da cartolina», come si diceva un tempo – «instagrammabile» si dice oggi – e ad essa non andiamo oltre. Ma questa in verità non è la “bellezza” delle montagne: è la semplice, futile, insensata proiezione dell’ego umano sulle morfologie montane.

Se invece sapessimo nutrirci di questa grande bellezza, appunto, molti di quei problemi, magari anche tutti – di sicuro la totalità dei suddetti progetti assurdi che ci tocca contrastare – e l’urgenza di dovervi elaborare delle buone risposte forse svanirebbero di colpo.

Scrivo forse, ma io ne sono convinto. Ecco.

[L’Alp Grindel, sopra Grindelwald, e l’Eiger. Foto di Frederik Mussler su Unsplash.]

Questa sera, a Castelletto Stura, per parlare di un prodigio inestimabile e a volte incompreso: l’acqua

L’acqua è una risorsa fondamentale per mille motivi, il primo dei quali è la vita che consente a ogni creatura del pianeta che abitiamo. Lo sappiamo tutti, sembra banale rimarcarlo: ma una tale ovvietà ci fa credere troppo facilmente che la presenza dell’acqua sia parimenti scontata, ancor più nella nostra parte di mondo e ai piedi delle Alpi. Ma si può ritenete “scontato” ciò che ci consente come nessun’altra cosa di vivere? Possiamo permettercelo, peraltro oggi che la crisi climatica in divenire sta modificando il nostro mondo in modi spesso impensabili (come per la siccità che ci ha riguardato solo tre/quattro anni fa)? E perché poi è così importante, l’acqua, non solo per le nostre vite? Cosa fa, cosa ci fa?

Questa sera, a Castelletto Stura (Cuneo), sarò ospite della “Festa dell’Acqua”, organizzata dal Comune locale con il sostegno della Pro Loco e del Consiglio Regionale del Piemonte, nell’evento di apertura “Acqua bene prezioso: risorsa ed energia”. Insieme a Simone Aime, ricercatore, storico dell’industria idroelettrica e autore di libri sulle dighe del cuneese, parleremo dei temi sopra accennati e di molte altre cose legate all’acqua, alla sua importanza fondamentale, alle peculiarità spesso sorprendenti, alla cultura che ne fluisce (letteralmente), ai paesaggi idrici e alla relazione con l’uomo che li abita.

Il tutto in un luogo, Castelletto Stura, che indica e manifesta nel proprio toponimo lo stretto legame con l’acqua e il fiume Stura di Demonte (lo vedete nelle immagini in testa al post), tra i più significativi delle Alpi orientali, negli anni Novanta incluso dalla CIPRA (la Commissione internazionale per la Protezione delle Alpi) tra i soli cinque corsi d’acqua dell’intero arco alpino con caratteristiche di integrità dal punto di vista naturalistico e oggi inserito nell’area protetta del Parco Fluviale Gesso e Stura.

Come potrete intuire, sarà una serata bella, intensa e interessante nonché coinvolgente – noi faremo di tutto affinché lo sia e possa lasciare in dote qualcosa di significativo a chi sarà presente. Trovate i dettagli dell’evento nella locandina sopra pubblicata.

Dunque, segnatevi l’appuntamento e, se potete e volete, ci vediamo stasera a Castelletto Stura!