Se viene normale, a qualsiasi individuo dotato di senso della realtà, chiedersi il perché delle cose che accadono nel nostro mondo, ancor più tali domande vengono da farsi oggi – e intendo nel periodo in cui sto scrivendo la presente – quando una situazione di instabilità geopolitica generale e la presenza di conflitti bellici di gravità già ora notevole e comunque non del tutto comprensibile generano (per l’ennesima volta!) forti dubbi sul fatto che noi umani effettivamente ci si debba considerare così intelligenti come ci siamo autoproclamati d’essere.
Le guerre, appunto, cosa della quale tutt’oggi, nel Terzo Millennio, pare che l’umanità non possa proprio fare a meno: perché ancora scoppiano, si combattono, causano innumerevoli morti e tragedie d’ogni sorta? Cosa c’è, di concreto, che puntualmente rende vana qualsiasi diplomazia e ogni eventuale proposito di pace e fratellanza tra popoli, e fa imbracciare le armi più letali? La sete di potere, di sopraffazione del prossimo, certamente; interessi geopolitici vari e assortiti, altrettanto ovvio, così come scontri razziali, religiosi, etnici e altro del genere. Ma cosa – materialmente intendo – fa da miccia a tutta questa potenza distruttiva? Una potenziale risposta: e se in molti casi fossero i confini dei vari stati, recinti che per il solo fatto di esserci e di “recintare”, per così dire, e dividere un territorio da un altro, generano l’irrefrenabile impulso a scavalcarli per invadere il paese accanto e, appunto, eliminare quel confine ovvero spostandolo più lontano? Un po’ ciò che accade con un divieto, la cui sola sussistenza è motivo per molti per trasgredirlo, o con un muro, che genera inevitabilmente l’impulso a guardare cosa c’è oltre e a scavalcarlo…
Il mondo senza la mappa. Élisée Reclus e i geografi anarchici, il saggio che Federico Ferretti (Edizioni Zero in condotta, 2007) ha dedicato al grande tanto quanto dimenticato – da noi – geografo francese, è un ottimo testo per indagare e conoscere meglio la questione e trovarvi notevoli spunti a supporto della personale idea sopra espressa nonché di tutta la questione legata agli aspetti e alle ricadute politiche della disciplina che studia nel modo più diretto il nostro pianeta…

Leggete la recensione completa di Il mondo senza la mappa. Élisée Reclus e i geografi anarchici cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!
Tag: Terra
Per un’educazione scolastica che crei uomini veramente liberi (Élisée Reclus dixit #2)
Il nostro insegnamento sarà integrale, razionale, misto e libertario: integrale perché tenderà allo sviluppo dell’essere armonico (…); razionale perché sarà basato sulla ragione e conforme ai principi della scienza attuale e non sulla fede, sullo sviluppo della dignità e dell’indipendenza personale e non su quello della pietà e dell’ubbidienza, sull’abolizione delle finzioni religiose, causa eterna ed assoluta di asservimento; misto perché favorirà la coeducazione dei sessi (…); libertario perché gioverà al’immolazione progressiva dell’autorità a favore della libertà, lo scopo finale dell’educazione essendo il formare degli uomini liberi.
(Élisée Reclus (con altri), Manifesto europeo anarchico per la fondazione di scuole libertarie, 1896. Citato in Federico Ferretti, Il mondo senza la mappa. Élisée Reclus e i geografi anarchici, Edizioni Zero in condotta, 2007)
Ho già espresso QUI il mio parere su Élisée Reclus, e questa ulteriore citazione serve anche a dare maggior forza a quanto ho scritto. Per leggere invece la personale recensione del saggio di Federico Ferretti dedicato al grande geografo francese, cliccate sull’immagine qui sotto – una perfetta rappresentazione grafica del pensiero politico di Reclus e la miglior distinzione da qualsiasi altro superficiale luogo comune sul tema (è in lingua spagnola, ma credo risulterà perfettamente comprensibile a tutti).

Ogni uomo che sa elaborare nuove idee è un nemico del potere (Élisée Reclus dixit #1)
Il potere del cambiamento non appartiene che agli uomini animati da una nuova idea. Tutti i santi e i diavoli del Medioevo sono scappati davanti a Copernico. Tutte le chiese cattoliche e protestanti hanno tremato quando i Lamarck e i Darwin, nuovi Sansoni, hanno scosso le colonne del tempio.
(Élisée Reclus, L’Homme et la Terre. Vol.V, Paris, Libaririe Universelle, 1905, pag.418. Citato in Federico Ferretti, Il mondo senza la mappa. Élisée Reclus e i geografi anarchici, Edizioni Zero in condotta, 2007)
Élisée Reclus fu un intellettuale fenomenale: sia dal punto di vista scientifico – in veste di celebre geografo – con la sua elaborazione di una nuova geografia sociale veramente rivoluzionaria, sia dal punto di vista teorico politico, quale ideologo dell’anarchismo più alto e virtuoso, ben lontano da qualsiasi impulso insurrezionalista violento (nonché da qualsivoglia luogo comune che si tende a sostenere superficialmente sul tema) e semmai profondamente filosofico e sociologico, con idee altrettanto rivoluzionarie che mettevano in discussione – anzi, con le spalle al muro! – i poteri precostituiti e la loro influenza sulla gente comune, ovvero la loro dominazione e gli interessi oligarchici ad essa collegati.
Sarebbe finalmente il caso di illuminare nuovamente un tale personaggio, analizzando in modo indipendente e senza alcun preconcetto le sue idee, spesso assai innovative, avanzate a dir poco e preziosissime tutt’oggi – anzi, forse più di quando vennero espresse, più di un secolo fa. Nel caso, QUI trovate la personale recensione al saggio di Federico Ferretti sopra citato.
Perché il pianeta Marte è rosso? (Un estratto da un certo libro)
Dall’articolo pubblicato sul quotidiano KKWXKKJYW del pianeta IRUUTRUYIY, edizione del giorno 389 dell’anno cosmico 48.221 ± ¼ (corrispondente, con una certa precisione, a qualche eone fa del tempo terrestre – n.d.a.) nel quale articolo si riporta di che brutta fine abbia fatto la fiorente e pacifica civiltà di un ameno pianeta del Sistema Solare. (Testo tradotto e adattato alla bell’e meglio, si noti: la lingua del pianeta IRUUTRUYIY è quasi peggio che il bergamasco delle montagne! – sempre n.d.a.):

“NOSTRANA VALOROSA FLOTTONA SPAPAGNA DISTRUTTAMENTE PIANETA INUTILE.
Nostri nostrani guerrieroni co’ flottona battagliante zeppa piena de bum bum s’approssimata a novo pianeta de stella-tipo-polenta, nomata in loco “Sole”, pe’ nova entusiasmantissima-wowwow conquistona. Dopo iperspazialico viaggione de tutto-relax, che nostrane astronavone cianno on board sauna et pure idromaxaggggio pei nostri nostrani valorosi guerrieroni, lo navigatore satelli-stellare bip-bippa et segnala arrivo at pianeta cat.122.GSS.001259. Non os tante putenza spaccatutto de nostrana flottona battagliante, et novissima superarma “Fanculizzatron” on board pronta a sparà, lo sublimassimo et saggissimo et magnamagnanimissimo ammiraglione Piermariedhieruzzz#88 accomandante la flottona decidetto de usar diplomazia-ia-ia-oo – ah che nobbbiltà, ah che bontà de cuor, ah che gentilalien! – indipercuidunque nostra nostrana delegazione discesagiù sul pianeta cat.122.GSS.001259 pe’ncontrare i-tanti abi-tanti, et nostrano capo-delegazione portato saluto ehillallà de fratellanza spazialona co’ dichiar’azione apposta studiata in linguaccia locale: “Io ho visto cose che voi umani non potreste immaginare…”. Ma inopinauditamente capo-delegazione de novo pianeta rispondetto: “Eh, grazie, bella scoperta, noi non siamo umani!”; pertantorsù nostro nostrano guerrierone s’addubbia: “No pianeta 122.GSS.001259, nomato Terra qui?”, et tipo de novo pianeta ribatte: “No, questo è Marte!”
“Marte?!? Ma VAFFANquasar d’una-PORCAPulsar, habemus sbaliato a impo-star lo navigatore satelli-stellare, digitoscritto 122.GSS.001258 al posto de 1259, ecchecCAZZaurak!” sbraitato lo sublimassimo accomandante della flottona, et co’ ira-stizza-furia-ggrrrrrr-‘rrtacci sua de paura pe’ sta ‘rogna, flottona bum-bumbardato pianeta inutile nomato Marte et spapagnato co’ “Fanculizzatron” a gogò, abitanti-tutti quanti adieu et fuoco e fiamme da per tutto, che ‘sto finferlo de pianeta inutile s’arrosserà così nei secoli dei secoli, amen! Et come tradizione: gestombrelloso tiè!
Cosicchécuindi nostri nostrani guerrieroni co’ flottona battagliante rientrati a IRUUTRUYIY per ripianificare nova expedizione de conquistamento planetario verso pianeta nomato Terra et pe’ rileggersi l’estruzioni de ‘sto zozzone de navigatore satelli-stellare, in vista de futuri, gloriosi et correttamente impostati conquistamenti iperspazialoni alè-o-o alè-o-o!”.
Ebbene sì, c’è anche questo in Cercasi la mia ragazza disperatamente, oltre a un sacco di altre cose tutte inesorabilmente e inestricabilmente intrecciate alla vita e alle avventure di Tizio Tratanti, Il folle protagonista de La mia ragazza quasi perfetta qui nella sua seconda e per ora ultima avventura letteraria! (Ma sappiate che si sta parlando di una trilogia!)
Cliccate sulla copertina qui sotto per saperne di più oppure cliccate QUI, e occhio: non solo la madre dei cretini è sempre incinta e partorisce senza sosta, ma ha pure viaggiato nello spazio!!!

CERCASI LA MIA RAGAZZA DISPERATAMENTE
Senso Inverso Edizioni, Ravenna, 2011
ISBN 9788896838532
Pag.132 – € 13,00
Illustrazione di copertina di Vittorio Montipò
Ebook:
ISBN 9788896838617 – € 7,00
Divina Provvidenza (Un racconto inedito)
P.S. (Pre Scriptum!): il seguente è un racconto al momento ancora inedito che tuttavia farà presto parte di una raccolta mooooolto particolare (a cominciare dalla brevità dei testi contenuti, come noterete), di prossima pubblicazione editoriale. Seguite il blog e/o il sito e a breve potrete saperne di più…
(Prima pagina, quotidiano di oggi: “ALLUVIONI, LA REGIONE ORMAI IN GINOCCHIO. Fenomeno imprevedibile per gli esperti. Danni ingentissimi.”)
Dio si affrettò ad andare verso la porta d’ingresso, richiamato dal possente campanello.
“Oooh, finalmente, caro San Itario, finalmente!”
“Lodi e gloria, Capo. Immagino che debba andare sempre di qua, vero?”
“Sì, certo, da questa parte… Ha cominciato a perdere un paio di giorni fa ma era solo una goccia ogni tanto, non pensavo proprio che il danno s’aggravasse in questo modo!”
Nel grande bagno totalmente rivestito da piastrelle immacolate e limpide come il cielo più terso stazionava quasi una spanna di acqua non esattamente limpida. Lo sguardo esperto di San Itario vagò rapidamente per il locale e attorno alla parete contro la quale vi era addossato il wc, poi egli prese ad annuire con rapidi cenni del capo. In effetti, la sua qualifica di protettore degli idraulici era da sempre ben riposta.
“Sì sì, ho già capito tutto: è come la scorsa volta. Potrei fare nuovamente un rapido e ordinario miracolo manutentivo… Tuttavia, Capo, vorrei ancora rimarcare la necessità che lei risolva una volta per tutte questo problema. Ormai i tubi sono vecchi, hanno quasi cinquemila secoli! E anche per quella storia dello scarico…”
“Lo so, lo so!” ribatté Dio un poco infastidito. “So bene che l’impianto non sarebbe più a norma di legge, che i tubi sono da cambiare e che dovrei effettuare il nuovo allacciamento alla fognatura, dacché se mi becca San Zione è capacissimo di multarmi… Non guarda in faccia a nessuno, quello, e a me tanto meno nonostante sia quelli che le leggi le fa! Ma se le cambiassi e poi si sapesse dei miei tubi, uh, apriti cielo!”
“Ma i tubi al momento scaricano sempre… ehm… come si chiama quel posto?”
“Terra. La Terra. D’altro canto, ricorderai perché decidemmo di far scaricare le tubazioni proprio lì e non altrove.”
“Sì, certo… Pianeta bellissimo un tempo, ma poi rovinato dai suoi stolti abitanti e reso una sorta di cloaca a cielo aperto… Già.”
“Esatto! Dunque, in fin dei conti, non è tutto questo gran danno, no?”
“Sì, esatto.”
(“Amaro, il sottosegretario alla Protezione Civile dichiara al nostro inviato: «Purtroppo, di fronte a calamità naturali di tale impensabile gravità, l’uomo coi propri mezzi può fare molto poco. Non resta che rimettersi nelle mani di Dio!»”)
