Giornate “storte”

[Foto di EgoVolo, opera propria, CC BY-SA 3.0; fonte qui.]
Dice bene la versione relativistica della Legge di Murphy:

Se certe cose possono andare male, tutte andranno male nello stesso tempo.

Ecco. Oggi, qui, è una giornata talmente storta, nel senso di quelle che non c’è una cosa fatta che non presenti qualche problema, contrattempo, imprevisto, disguido, seccatura, rogna, e tutte queste cose che si manifestano in contemporanea sovrapponendosi le une alle altre e in tal modo amplificando il loro “valore” e i conseguenti danni, che ci manca solo che entro la mezzanotte un asteroide colpisca la Terra (evento peraltro non necessariamente e totalmente negativo, per certi versi) oppure che venga emesso un ennesimo Dpcm. Già.

 

Venerdì 17

[Foto di Gerhild Klinkow da Pixabay ]
Ooooh, mapperfavore! Va bene che il periodo in corso è certamente difficile e per nulla fortunato, ma che oggi sia un “venerdì 17” mi pare stia generando reazioni fin troppo sproporzionate, come se entro la mezzanotte, oltre a ciò che stiamo già subendo, potesse venire la fine del mondo oppure, per dirne d’un’eventualità ancora più infausta, rompersi il computer o il cellulare!
Suvvia!
Insomma, che mai potrebbe superstiziosamente succedere?

Per dire: a me sembta vhe, salbo le vose lehaye alla vtomava pamdemiva quoyidiama, sia yuyyo a posyo e fumziomi yuyyo quamyo pet beme. Mom ytovaye?
Evvo, appumyo.
Razza di supetsyiziosi vhe mom sieye alyto!

P.S.: in merito all’immagine in testa al post ci tengo a precisare che, stante le mie intense simpatie per Belzebù, i gatti neri a me stanno simpatici. Come tutti gli altri animali, d’altronde, sovente ben più che gli umani.

La bella notizia

(Photo credit: https://pixabay.com/it/users/marisa_sias-526173/)

Oggi mi è arrivata una bella notizia.
Pero è arrivata che io non c’ero, quindi è andata via.

Spero che ritorni e che io ci sia, ovviamente. Altrimenti la vado a cercare io: meglio darsi da fare a cercare le cose belle piuttosto di convincersi che siano sempre loro a cercare te. A volte capita, sì, ma non sempre. Anzi, raramente.

Che se poi arrivano ma sul campanello non c’è il tuo nome, tanto vale. Ecco.

Lo sconcertante fenomeno degli “ostacoli viventi”

Sarà pure il caso che, prima o poi, la scienza e qualche luminare si metta a indagare il frequente e sconcertante fenomeno degli “ostacoli viventi”, ovvero di quegli individui dotati dell’inquietante capacità di palesarsi sempre nel momento meno opportuno, nel posto sbagliato al momento sbagliato, quelli che ti spuntano tra i piedi, ti disturbano, ostacolano, ti si frappongono, ti bloccano e ti creano problemi proprio in quegli unici istanti nei quali non dovrebbero, e non dovrebbe accadere nulla del genere.
Di diversa specie rispetto agli “iettatori” e niente affatto “imbranati”, questi tizi sono scocciatori genetici e seriali, anzi, vere e proprie maledizioni che camminano: stai facendo qualcosa di delicato che non consente disturbi e impedimenti, oppure di urgente per cui nulla ti dovrebbe ostacolare e causare ritardo o anche solo una semplice azione quotidiana, la più normale possibile che per nulla al mondo o quasi potrebbe andare storta… Ecco, tali individui sono quel “quasi” che in forza della loro maledetta facoltà diventa “quasi sempre”, e sempre (o quasi) senza che li si possa contrastare: la loro comparsa significherà sempre impedimento se non danno, piccolo o grande.

È una fenomenologia che potrebbe essere considerata “paranormale” per quanto sia sgomentante ma, appunto, sono fermamente scientista e dunque credo che non possa che essere la scienza a indagarla, studiarla, metodizzarla e risolverla. Oppure a sancirla provatamente come “fenomeno inesorabile” e irrisolvibile, dando modo di poterla risolvere con metodi meno… speculativi e più sperimentali, ecco!