(Forse) l’unico vero “buon senso” del Natale

Se “Natale” dev’essere, almeno che lo sia nel senso più alto (e forse unico) possibile: fate pure regali a destra e a manca, spendete ciò che volete ma, per quanto vi è possibile, donate qualcosa a chi è meno fortunato, a chi soffre, a chi una sorte avversa sta imponendo disagi e sofferenze. Un dono materiale o immateriale, un po’ del vostro tempo e della vostra considerazione, la solidarietà tra esseri umani – alla fine, ricchi o poveri, fortunati o meno, quello siamo e quello restiamo, tutti quanti indistintamente – quella semplice tanto quanto fondamentale vicinanza che può far sentire ogni individuo, anche il più solitario, parte di una vera, solidale, rispettosa, evoluta civiltà. Peraltro, inutile dirlo, di occasioni per donare ovvero di situazioni di difficoltà ce ne sono fin troppe in questo nostro mondo: un mondo che spesso crediamo tanto bello, avanzato e ricco di tante cose ma non dell’elemento più importante di tutti, di umanità.

Sarà forse retorico e banale dire che la fortuna che oggi arride a qualcuno domani può improvvisamente svanire tramutandosi in sventura oppure, in modo ancor più vernacolare, che la fortuna è cieca ma la sfortuna ci vede benissimo. Ma, posto ciò, e se è vero come è vero che la base etica di ogni società, a prescindere dal grado di coesione tra i suoi membri, è data anche dalla reciprocità solidale e dal mutuo sostegno, il migliore e più fruttuoso modus vivendi di cui ci si può rendere protagonisti, soprattutto quando fortunati nella propria quotidianità, è quello che non dimentica mai di donare a chi così fortunato non è. In primis, perché un dono del genere rappresenta un regalo a se stessi; secondo, perché donare in questo modo migliora la società e una società migliore per quei doni assicura la mutualità. Oggi a te e domani a me, insomma; e se domani a me non serve tanto meglio, in fondo lo scopo primario e morale del donare è nel donare stesso, più che nel dono. È così, ben più che in qualsiasi altro modo, che il “Natale” può tener fede alla sua etimo: una nascita, o ri-nascita, di autentica e civile umanità.

Ecco, ci tenevo a dirlo, per quel che possa contare che io lo dica.

Questa sera su RCI Radio, in FM e streaming, la 6a (e natalizia!) puntata 2014/2015 di RADIO THULE!

Thule-Radio-NataleQuesta sera, quindici dicembre duemilaquattordici, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la puntata #6 dell’anno XI di RADIO THULE. Titolo della puntata, “A Natale ogni festa vale!”.
Già, puntata natalizia ma attenzione! Non nel solito e banale senso! Come è nel suo tipico stile, in questa puntata RADIO THULE vi offrirà un punto di vista moooolto alternativo su questa festa che ormai è tutto ciò (o quasi) che in teoria non dovrebbe essere. Sapete infatti che la nursery divina il 25 dicembre è affollatissima? E che nella “notte santa” girano pure dei demoni? E sapete che Babbo Natale, a bordo della sua slitta, viaggia a 8.180.295,55 chilometri orari, o che in Colombia nella suddetta notte si corre parecchio il rischio di ubriacarsi? Insomma: storie, miti, leggende, curiosità, facezie e assurdità sul Natale… Altro che semplici presepi e alberelli addobbati!
Dunque mi raccomando: appuntamento a questa sera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate della stagione in corso e delle precedenti), QUI! Stay tuned!

Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
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Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!