Pall… me a Milano

16681498_1107323689378697_369676847893763016_nNella foto qui sopra: una tipica giornata di nebbia in Piazza del Duomo, Milano, Lombardia.

Facezie a parte (?): facendo i complimenti a Starbucks per la riuscitissima trollata promozionale (tanto stolta quanto geniale sul serio, ancorché inutile – dopo vado a controllare se quando ha aperto il coffee bar di Johannesburg, Starbucks abbia finanziato la messa a dimora di, per dire, un tot di abeti bianchi, o qualcosa del genere), e peraltro concordando con quelli che ritengono uno spazio verde piantato a palme in Piazza Duomo a Milano una pseudo-esotica scempiaggine (con buona pace di chi ricorda che nell’Ottocento ci fossero già: errare è umano, perseverare è italiano, come si sa bene!), mi chiedo: ma tutti ‘sti focosi “difensori dell’identità urbana e culturale meneghina” dov’erano quando sono stati aperti – e presentati come tanti “giardini dell’Eden” creatori di “benessere” e “servizi” e “posti di lavoro” e blablablabla… – tutti quegli enormi, sconcertanti, spaventosi centri commerciali e i tanti altri non luoghi che infarciscono e deturpano l’hinterland di Milano forse più che in altre città italiane, e che stanno distruggendo – o forse ormai l’hanno già distrutto – tutto il tessuto sociale, commerciale, culturale, antropologico, identitario della periferia milanese, ammazzando la vitalità di tanti piccoli centri abitati divenuti niente più che quartieri-dormitorio della grande città metropolitana nei quali “vivono” (si fa per dire) le non persone che i suddetti luoghi del consumismo sfrenato e decontestualizzato contemporaneo generano? Dov’erano, eh? Dove sono?

In confronto a tutto ciò, quella sparuta dozzina di inutili palme ai piedi del regale amante della Bela Rosin pare anche più insulsa e ridicola di quanto già non sia di suo.

INTERVALLO – Bologna, la “Bibliocicletta” della Biblioteca Meridiana

12419052663_4ff253586d_bDove se non in Emilia, terra di biciclette e di (nobilissima) attitudine alla pedalata, poteva nascere una biblioteca itinerante a pedali?
La Bibliocicletta è un progetto di biblioteca itinerante della Biblioteca Meridiana/Associazione La luna nel pozzo di Bologna, con il contributo del Tavolo di progettazione partecipata Traiponti, che nasce dall’esigenza di creare e allargare gli spazi e le occasioni di promozione culturale e di diffusione della lettura attraverso l’utilizzo di mezzi e luoghi inconsueti. Vuole raggiungere gli utenti nei luoghi già consolidati dell’aggregazione come le piazze, i giardini, i mercati rionali, i centri commerciali e altri angoli della città frequentati spontaneamente e aprire una porta di collegamento fra un luogo istituzionale della cultura come la biblioteca e i luoghi quotidiani degli incontri.
12418914555_ab2553a673_bLa Bibliocicletta è una vera propria biblioteca viaggiante, con una dotazione libraria di base di circa 200 volumi che verrà aggiornata in relazione ai luoghi in cui si intende essere presenti e al target che si vuole raggiungere. Oltre ai libri si vorranno offrire informazioni circa servizi, opportunità e iniziative non solo della biblioteca e non solo culturali che la biblioteca ed il quartiere in cui è situata mette a disposizione della cittadinanza.

12419074583_b31c437c3b_bPer saperne di più, cliccate sulle immagini e potrete visitare il sito/blog della Biblioteca Meridiana nelle pagine dedicate alla Bibliocicletta.

INTERVALLO – Barcelona (Spagna), Monumento al Libro

E’ sempre bello quando qualcosa riesce a “manifestare” la presenza dei libri, in qualità di oggetti culturali per eccellenza, in ambiti apparentemente lontani da essi e in spazi pubblici nei quali ci si aspetterebbe di trovare tutt’altro…

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Barcelona lo ha fatto con una scultura di Joan Brossa, artista plastico ma anche poeta e drammaturgo originario proprio della città catalana: la scultura, inaugurata nel 1994, si trova tra la Gran Via e il Paseo de Gracia, due tra le principali strade cittadine, ed è stato costruito su iniziativa del Gremio de Libreros, l’associazione dei librai di Catalogna, in una zona periodicamente animata da chioschi di vendita di libri antichi e usati.
Chissà che opere del genere, anche soltanto rendendo presente, appunto, il libro tra la gente, non fungano da stimolo per diffondere di conseguenza e sempre più la lettura tra la gente… Quanti ce ne vorrebbero, di monumenti così, nelle piazze d’Italia?