Ciao, Silvia.
Spero tu stia bene. E mi auguro che possa tornare a casa molto presto.
(L’immagine è tratta da open.online, cliccateci sopra per leggere l’articolo da cui proviene. Qui invece trovate un mio precedente post dedicato a Silvia Romano.)
Ciao, Silvia.
Spero tu stia bene. E mi auguro che possa tornare a casa molto presto.
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Oggi è la “Festa della Donna”, inutile rimarcarlo, e siccome io resto sempre un po’ discosto da tali ricorrenze – non certo perché non ne approvi il senso, anzi, semmai è la sostanza concreta a lasciarmi scettico e sospettoso che, al solito, tutta l’attenzione verso le donne si concentri in questa data e nuovamente svanisca negli altri 364 giorni dell’anno – tra innumerevoli celebrazioni a innumerabili donne, grandi o meno, celebri oppure no, vorrei dedicare un piccolo ma sentito pensiero a una donna che sarebbe bello festeggiare personalmente e invece non si può: Silvia Romano. Rapita da novembre in Kenia, sulla sua vicenda è calato un silenzio assai preoccupante che, temo, non dipende solo dal riserbo richiesto dalla famiglia e dalla “riservatezza” delle indagini in corso (sperando che ci siano indagini in corso) ma pure dal sostanziale disinteresse di molti dei soggetti che dovrebbero agire e, per motivi che è inutile star qui a indicare, non agiscono. Disinteresse che proprio un tale silenzio rischia di amplificare e trasformare in oblio.
Invece sarebbe bello non solo sapere qualcosa, al riguardo, ma essere certi che Silvia potrà tornare presto a casa, dai suoi cari. Le mimose fioriscono a inizio marzo, la libertà deve fiorire sempre. Ancor più quella di una persona come Silvia e come tutte le altre simili a lei, donne e uomini che siano: una libertà che è un dono oggi e negli altri 364 giorni dell’anno, assolutamente.
#SilviaRomano
P.S.: clic.
Paese che vai, biblioteca mobile che trovi! – mi viene da dire… E quale mezzo più tipico poteva utilizzare il Sistema Bibliotecario Nazionale del Kenya per portare i libri nelle località del paese sprovviste di biblioteche, se non il cammello?
The Camel Library è un’innovativa iniziativa del Kenya National Library Service per promuovere l’alfabetizzazione, la lettura di libri e la diffusione culturale nelle regioni più aride e lontane del Nord Est del paese. I cammelli trasportano i libri in grosse scatole specificatamente realizzate per il progetto e li portano ai bambini nelle scuole e agli adulti nei villaggi, insieme a tende e materassini da campo per agevolare la consultazione dei testi e la lettura direttamente sul posto. L’uso di cammelli come mezzi di trasporto per i libri è iniziato nel 1985, guadagnando da subito un sacco di interesse nella comunità raggiunte ma non solo, risultando infatti vincitore di numerosi premi e riconoscimenti anche all’estero e ricevendo frequenti donazioni di testi da tutto il mondo.
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