La mascherina sul mento

[Foto di ElisaRiva da Pixabay.]
Invece, chiedo: quelli che (avvistati più volte dallo scrivente, l’ultimo poco fa) viaggiano da soli sulla loro auto con la mascherina regolarmente portata su naso e bocca e poi scendono dall’auto e abbassano la mascherina sul mento per parlare con un conoscente incontrato lungo la via o la strada che stavano percorrendo, esattamente cos’è che non hanno capito?

Chiedo, eh! Magari hanno ragione loro.
Può essere, chissà.

Sarebbe ora, finalmente!

Quindi, dite che ora, con il coronavirus in circolazione e tutto il cancan emergenziale che giustamente è stato messo in piedi, finalmente ci si deciderà a comminare l’ergastolo a quelli che per sfogliare qualsiasi cosa cartacea che abbiano tra le mani continuano compulsivamente a leccarsi le dita per inumidirle di saliva, così inumidendo disgustosamente pure ciò che hanno in mano – proprio come già osservavo qualche tempo fa qui?

Be’, ok, sì… se non proprio l’ergastolo, qualche altra punizione esplicitamente educativa, ecco, che faccia capire loro quanto sia cafonesca quella loro abitudine oltre che, vista la cronaca, del tutto inaccettabile in futuro. Se almeno tali persone non si vogliano palesare come potenziali agenti patogeni (di virus e di maleducazione, una “malattia” a sua volta, purtroppo) piuttosto che come persone civili o semplicemente a modo. Che sarebbe già tanto, sia chiaro.

(Nell’immagine: un poster diffuso dal Dipartimento per la Salute Pubblica della Nuova Zelanda, anno 1950 circa.)

Igiene personale

Nonostante mi sembra di poter constatare (sperando non sia una pia illusione, la mia, o che ignaro soffra di qualche disfunzione olfattiva alterante i relativi sentori) che la situazione sia migliorata, rispetto a qualche tempo fa, devo comunque rilevare che un certo numero di persone evidentemente non capisce ancora che quanto ritratto nell’immagine qui sopra non è: un panetto di burro aromatizzato, un particolare laterizio, un soprammobile minimalista, un telecomando senza tasti, uno spessore per mobili difettati, un mattoncino per costruzioni simil-Lego, un disco da hockey uscito male, una sciolina per sci da discesa, un cellulare a comando vocale, un oggetto di possibile provenienza aliena ovvero, nella sua versione liquida, non è del combustibile accendi fuoco per camini, un condimento per piatti esotici, un lubrificante per ingranaggi, una sciolina liquida per sci da discesa, una cera per pavimenti, una colla in confezione maxi o un sigillante per serramenti e nemmeno della pasta gommosa colorata utilizzata per creare palloncini soffiando in un cannello.

No: in entrambi i casi si tratta di sapone. Da usare per l’igiene personale con una certa assiduità durante l’intero anno, non solo nei periodi di maggior calura e sudorazione (pratica peraltro già fondamentale da compiere seppur, ribadisco, giammai da ritenersi solo temporanea). Ecco.