“Sentieri Creativi 2012”, l’arte in alta quota sulle Alpi Orobie, fino a fine Settembre

Sentieri Creativi, la “collettiva sparsa in quota” di giovani artisti bergamaschi che da Luglio fino a Settembre esporranno i propri lavori nei rifugi e lungo i sentieri delle Alpi Orobie, è una bellissima iniziativa in sé, inutile dirlo, e lo è anche per un paio d’altri ovvi motivi: perché le opere dei giovani artisti potranno fregiarsi d’essere nel luogo espositivo più bello che si possa desiderare – la Natura, ovviamente, come opere d’arte nell’opera d’arte! – e perché l’edizione 2012 di Sentieri Creativi è affidata alla curatela di Clara Luiselli, artista mirabile tanto da renderne ovvia, con la sua supervisione, la garanzia di altissima qualità.

Da sabato 14 luglio ha preso il via la seconda edizione di Sentieri Creativi, progetto promosso e curato dall’Assessorato all’Istruzione, Sport, Tempo Libero e Politiche Giovanili del Comune di Bergamo e dal CAI di Bergamo, con la partecipazione de “L’Eco di Bergamo” di “Orobie”.
“Sentieri creativi – sottolinea l’Assessore Minuti – nasce a seguito della firma, nel 2010, di un protocollo d’intesa siglato con CAI di Bergamo per promuovere la conoscenza e la pratica della montagna per le nuove generazioni”. “L’obiettivo che di concerto con il CAI ci siamo posti – prosegue Minuti – è quello di realizzare un connubio tra giovani creativi e montagna attraverso progetti artistici realizzati direttamente in quota, lungo i sentieri e all’interno dei rifugi delle Orobie bergamasche. Crediamo fortemente che l’arte sia un veicolo importante attraverso il quale riscoprire un pezzo della nostra identità che è la montagna”.
A seguito del bando aperto di raccolta delle proposte, riservato a giovani under 30, una commissione dedicata, con il supporto dell’Accademia Carrara di Belle Arti, ha selezionato otto fra le proposte artistiche pervenute. Successivamente, grazie anche al lavoro dell’artista bergamasca Clara Luiselli, alla quale è stata affidata la curatela dell’edizione 2012 di “Sentieri Creativi”, in stretto dialogo con i giovani artisti e secondo le loro esigenze sono state definite le modalità di allestimento e individuate le localizzazioni di ciascuna opera, abbinando ad ognuna di esse almeno un rifugio delle Orobie.
Quasi tutte le opere (mostre, performance o istallazioni) sono visibili a partire da sabato 14 luglio, sino alla fine di settembre, direttamente in alta quota. I lavori dei giovani artisti approcciano in maniera estremamente diversa e originale le tematiche e ambientazioni relative alla montagna, e mettono a tema alcuni luoghi specifici (la “sfinge” della valle dell’Inferno, i resti della teleferica che dall’Alpe Corte conduce sino al Branchino, ma anche lo stesso Sentiero delle Orobie) e tratti peculiari della montagna bergamasca (l’endemismo delle Alpi orobiche), oppure suggeriscono riflessioni sul rapporto tra l’uomo e la natura o, ancora, utilizzano tecniche come il moss graffiti (graffiti con il muschio), particolarmente adatte all’ambiente montano.
Le creazioni dei giovani artisti accompagneranno appassionati, escursionisti e turisti per tutta la stagione estiva, sino alla fine di settembre. Per alcune delle installazioni sono previste anche passeggiate laboratorio, alle quali ci si può liberamente iscrivere.

Cliccate sull’immagine della locandina per visitare il sito web dell’evento e conoscerne tutte le informazioni utili nonché il programma completo. In fondo, anche l’andar per monti è a suo modo un’arte, o quanto meno una pratica estetica: ecco qui un altro buon motivo! – per partecipare a Sentieri Creativi, ovvio!

The Nordic Photography Experience 2012: uno sguardo sulla fotografia iperborea contemporanea

Per ottenere un’immagine fotografica, la luce è fondamentale. Dunque, dallo stesso scatto con due diverse condizioni luminose, si otterranno inevitabilmente due diverse immagini, due differenti mood visivi. E se in un luogo la luce è assolutamente particolare, unica, di conseguenza le immagini fotografiche saranno particolari come in nessun’altra parte: è proprio ciò che accade al Nord del pianeta, e tale fortunata prerogativa “astrofisica”, sommata alla cultura e al gusto artistico locali, fa’ della fotografia nordica un qualcosa di assolutamente interessante.
Quest’anno, dopo il successo del 2011, si ripete in Russia l’esperimento di ricerca fotografica contemporanea Nordic Photography Experience curato da Nadya Sheremetova. Finanziato anche dall’OCA – Office for Contemporary Art Norway, il progetto ha come principale scopo lo scambio culturale finalizzato a una maggior cooperazione fra fotografi e curatori dei paesi nordici e il nord ovest russo. In secondo luogo, l’evento vuole donare una maggior visibilità della fotografia contemporanea dei vari paesi coinvolti. L’evento si svolgerà nel cuore di San Pietroburgo presso lo spazio d’arte TAIGA. Nove mesi suddivisi in tre sessioni, che si concluderanno a Ottobre 2012. Il programma prevede lectures, workshop e la possibilità di mostrare il proprio portfolio a grandi professionisti che indirizzeranno gli aspiranti fotografi a migliorare la propria visibilità, arte ed espressione. Costante dell’evento è il tema: Tactics for now! (“Tattiche del momento!”). Tutti gli esperti presenti discuteranno e illustreranno il ruolo della fotografia contemporanea documentativa e artistica. Verranno aperti dibattiti e saranno presentate riflessioni personali degli artisti/curatori presenti sul futuro della fotografia, in questa nuova era mediatica e in un contesto di arte contemporanea. I vari artisti Norvegesi presenti sono: il fotografo Morten Andersen, il fotoreporter Jonas Bendiksen, il curatore Ingrid Nilsson, direttore del Preus Fotomuseum e il curatore Jan Erik Lundstrom, direttore del Samisk Kunstsenter. Per maggiori informazioni: www.nphe.ru/en, oppure facebook.com/fotodepartament.

Un ottimo sito web, invece, capace di darvi uno sguardo pressoché completo sulle attività artistiche e culturali norvegesi, con un occhio particolare alla relativa realtà italiana, è Norwegian Way, dal quale ho tratto le infos per questo post.
NOW – Norwegian Way nasce per volontà della Reale Ambasciata di Norvegia con l’intento di promuovere molte tra le più interessanti iniziative culturali Norvegesi nel mondo, e in particolare in Italia. Vuole proporre uno sguardo contemporaneo su ciò che si muove nelle realtà norvegesi: musica, letteratura, arte, cinema, architettura, design, tutto a testimoniare una scena culturale viva e in crescita. NOW è un esperimento, un tentativo nuovo di mettere a sistema un articolato insieme di soggetti e progetti: produrre un’unica narrazione attraverso racconti, articoli, identità visiva, comunicazione coordinata, approfondimenti e diventare un punto di riferimento sul web. Il progetto, realizzato in collaborazione con Snob Production, è stato quindi scelto dall’Ambasciata per raccontare la contemporaneità, i tanti eventi che sostiene e trasmettere l’eco della stessa identità norvegese.
Cliccate sull’immagine del logo e potrete visitare il sito web di NOW. E’ veramente parecchio interessante.

“Cercasi la mia ragazza disperatamente” a Cuggiono, sabato 23 (alle 17.30, soprattutto!) e domenica 24!

Sabato 23 Giugno, ore 17.30: Cercasi la mia ragazza disperatamente a Cuggiono, nell’ambito del Festival Letterario Pagine al Sole!
Accorrete numerosi! Date anche voi una mano a Tizio Tratanti, per cercare la sua ragazza quasi perfetta: è disperato (appunto), poveraccio!
E ricordate, per chiunque vorrà partecipare, Cercasi la mia ragazza disperatamente è e sarà un ausilio assolutamente fondamentale: vi indicherà cosa cercare, dove e come, vi farà conoscere meglio Tizio Tratanti e la sua bizzarra storia… E vi aiuterà in molte altre cose: ad esempio a non farvi tentare dalle consorelle del Monastero di Santa Rellina, a non farvi pungere da un calaBBrone, ferire da uno scUOiattolo o a non ubriacarvi insieme a un coccoBrillo, oppure a non farvi abbindolare dal Grande Mago Epitaffio e dalle sue pillole di saggezza… Non solo: vi aiuterà anche a cercare – e trovare – qualcosa di molto importante anche per voi…
Cliccate sull’immagine qui a fianco per saperne di più del libro, oppure sul volantino qui sopra per visitare il sito web di Pagine al Sole 2012.
Insomma, venite a Cuggiono! Sabato 23, alle ore 17.30 soprattutto ma anche dopo, e pure domenica 24! E non dimenticate: chi cercasi, trovasi!

Abusate di “sostanza” stupefacente! A Milano, con Gérard Rancinan, alla Triennale fino al 27/05.

Sì: sostanza stupefacente, ovvero la realtà parallela e strabiliante che riesce a costruire Gérard Rancinan nelle sue immagini. Geniale, visionario, provocatore, elegantissimo tanto quanto dissacrante: forse mai nessuno come lui ha saputo unire l’estetica assoluta di certa arte rinascimentale con quella contemporanea di gergo e derivazione pubblicitaria, elaborando immagini dall’equilibrio complessivo che lascia veramente stupefatti e, parimenti, di sostanza comunicativa lucida, sagace, e sovente disturbante. Il tutto senza mai perdere di vista l’eleganza generale della composizione, appunto, curata maniacalmente come, io credo, ben pochi artisti “veri” – o presunti tali, dacché di contro, tutt’oggi, molti non considerano la fotografia una forma d’arte – sanno (ancora) fare.
Guardare il mondo con gli “occhi” – ovvero con le immagini – di Rancinan è come vederne la realtà in modo multidimensionale. Come se del mondo ci comparisse davanti, inopinatamente, non solo ciò che possono vedere gli occhi, ma pure ciò che osserva la mente, il cuore, l’animo e lo spirito, l’inconscio e il subconscio – e molto altro di altrimenti invisibile – in un compendio del bello/sublime kantiano mirabilmente applicato alla fotografia quale arte contemporeanea “perfetta” per la rappresentazione della realtà e delle sue etiche/estetiche, siano esse virtuose o degenerate.

Insomma: il vero reato è non abusare con gli occhi delle sue immagini: se avete la possibilità di recarvi a Milano entro domenica 27 Maggio, visitate la Trilogia dei moderni, la personale di Rancinan alla Triennale. Vedrete: esiste ancora qualcuno, a questo mondo – e soprattutto nel mondo dell’arte – capace di lasciarvi facilmente a bocca aperta.
Cliccate sull’immagine dell’opera di Gérard Rancinan (Batman Family (girls), 2011) per visitare il sito web del fotografo, oppure cliccate sul logo della Triennale di Milano per visitare nel sito della stessa le pagine dedicate alla mostra e conoscere ogni informazione utile alla visita.

Salone del Libro di Torino 2012: per tutti, ma non per molti

Qualche giorno fa, il post scritto in occasione dell’apertura dell’edizione 2012 del Salone del Libro di Torino lo intitolavo – parafrasando il titolo di un noto film di John Carpenter – “Anno 2012: fuga da Torino”. Ora che al Salone ci sono stato, visitandolo tutto quanto per bene, mi viene da intitolare questo post di resoconto – prendendo stavolta spunto dallo spot di un noto vino spumante, peraltro proprio torinese, e “ribaltandolo” – nel modo che avete appena letto lì sopra. Una conseguenza naturale, a tutti gli effetti, del succitato titolo pre-Salone: allora, denotando la “fuga” di molti editori piccoli e indipendenti dal Salone, ovvero l’annunciata rinuncia ad esserci, auspicavo che l’evento torinese potesse restare “il più importante punto di riferimento per il mondo dei libri dalle nostre parti, cercando di mantenersi totalmente e democraticamente aperto a qualsiasi espressione di esso, piccola o grande, aulica o nazional-popolare, mainstream o rivoluzionaria”.
Beh, innanzi tutto, la fuga sopra detta c’è stata, eccome: sono parecchi gli editori (personalmente conosciuti) che non ho più trovato, quest’anno, e il padiglione 1, quello tradizionalmente riservato alla piccola editoria, è ormai riempito (forzatamente, molti dicono) di stand di produttori di strumenti musicali: una sorta di piccola fiera (di settore) nella fiera, il cui senso francamente a me sfugge parecchio.
D’altro canto, l’impressione che ho tratto circa l’affluenza di pubblico è di segno opposto, dacché mi pare che quest’anno ci fosse più gente della scorsa edizione, e lungo l’intero arco della giornata.
Dunque forse già ora comprenderete il perché del titolo che ho voluto dare al presente post: il Salone si conferma essere sempre più una sorta di grande festa “di piazza” dell’editoria, nella quale il folto pubblico si accalca felice come (appunto) tra le bancarelle piene di dolci di una bella e ben organizzata sagra nella quale tuttavia si vedono in fin dei conti sempre le stesse cose, mentre probabilmente ci sono dolciumi anche più golosi (leggasi “buona letteratura”) dentro piccole e appartate pasticcerie prive di un banco colorato e scintillante nonché di un ben adescante strillone nella sagra.
Mi è parsa, insomma, un’edizione sotto molti aspetti ambigua. Ad esempio, l’evidenza del gran pubblico di cui ho detto stride con i dati dell’indagine annuale NielsenBookScan sulla vendita dei libri, presentata proprio venerdì 11 al Salone, che segnala quanto sia in crisi (di vendite, appunto, ma non solo) l’editoria italiana. E in effetti, sempre in contrasto con la suddetta notevole affluenza di pubblico, non mi è parso di vedere grandi acquisti di libri come un tempo: i trolleysti che gli scorsi anni si vedevano a bizzeffe tra gli stand (ovvero quelli che vengono al Salone portandosi un bagaglio da viaggio per infilarci la gran mole di libri acquistati e facilitarne il trasporto) sono ormai razza da salvaguardia del WWF (il che, dal mio punto di vista, è anche un bene, come dirò meglio tra poco)…
I vampiri che l’anno scorso affollavano tanti stand, credo siano quasi tutti morti dissanguati – da sé stessi, suppongo, e meno male, dico io: tutta quella massa di libri (quasi sempre di livello infimo) buttati sul mercato per sfruttare la moda adolescenziale twilightiana et similia inevitabilmente non poteva che ingolfarlo e soffocarlo. Di contro, non ho visto, almeno non chiaramente, un nuovo genere imporsi come futura moda letteraria di massa (personalmente, resto convinto che sarà il romance…), come se i grandi editori non sappiano ancora bene cosa imporre e verso cosa influenzare il grosso pubblico, e stiano in attesa di ulteriori input – che suppongo verranno da oltreoceano e/o dalla TV, come sempre (ahinoi!) negli ultimi anni.
E pure la “Primavera digitale” che quest’anno era il tema del Salone mi è sembrata in verità un inverno solo un filo meno freddo dei precedenti, vista la percentuale ancora ridicola di vendita di ebook da noi, e il generale impegno relativo/conseguente degli editori in tema di letteratura e web. Forse non è ancora arrivata la generazione che per prima diverrà ebook-dipendente: il futuro è certo quello, non ci si scappa, ma il libro è un oggetto dalle accezioni “classiche” ancora molto antropologicamente radicate, e al momento, anche per i giovani di oggi, tenere tra le mani un libro è ancora più automatico e gradevole che tenere un ereader.
Ecco. Come recita il titolo: un Salone per tutti ma non per molti. Per tutti, dacché festa di popolo, appunto, ma non per molti perché se un evento di tale portata non riesce ad essere (per proprie colpe o per contingenze esterne) espressione dell’intero spettro editoriale e letterario nazionale, perde a mio parere un bel po’ del proprio senso. Oltre a una maggiore (e accessibile) “democrazia espositiva”, come invocavo nel post di giovedì (perché – prima cosa che mi balza in mente – l’organizzazione non lascia un paio di sale conferenze a disposizione esclusiva dei piccoli editori e dei loro autori, al posto di farle monopolizzare soltanto dalle grosse case editrici?*), mi piacerebbe che il Salone perdesse un po’ quella citata atmosfera sostanziale da grande mercato di libri nazional-popolano per recuperare la sua reale natura, ovvero l’essere la principale vetrina di presentazione di tutto il panorama editoriale italiano (editori, autori, distributori, supporti e servizi vari per l’editoria…), così che i visitatori lo possano conoscere nel modo più ampio possibile e, di conseguenza, andare dai propri librai di fiducia ad acquistare e/o ordinare i libri ritenuti più meritevoli d’attenzione e di lettura (ecco: da loro, comprare libri! Non al salone!). Altrimenti diventerà sempre più una bella sagra, appunto: per tutti, come ogni evento pubblico del genere, ma nel quale di letteratura, quella vera e autentica, non ce ne sarà molta.

*: ma, a tal proposito, leggo il comunicato stampa ufficiale di chiusura del Salone, nel quale pare che l’organizzazione si sia già resa conto della “scarsa” democrazia di cui ho scritto poco fa, ovvero dell’esagerata egemonia dei grandi editori a scapito dei piccoli e delle loro istanze… Che abbiano letto i post qui nel blog – questo secondo anche prima che fosse pubblicato?
Vedremo che accadrà, nel 2013. Per il momento, gustatevi la personale fotocronaca del Salone 2012…:

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