Gene Gnocchi, “L’invenzione del balcone”

Devo ammettere da subito che nutro una particolare predilezione per Gene Gnocchi, la cui comicità, sovente giocata sull’ironia dell’assurdo e del non-senso, è a mio parere non del tutto capita dal pubblico che, in ogni caso, gli tributa un buon successo già da parecchi anni, almeno in TV. D’altro canto, la comicità di Gnocchi è sotto certi aspetti più nordico-anglosassone che mediterranea: gioca più sulla situazione divertente che sulla battuta e sulla freddura d’impatto ironico immediato, che tuttavia non manca e che, appunto, è quella che il grande pubblico soprattutto coglie, mentre più difficilmente magari recepisce certe arguzie a volte pure assai colte che Gene Gnocchi cela nelle proprie assurdità, come anche nella stralunata vis comica che da sempre contraddistingue le sue presenze televisive.
Ottimo esempio dell’umorismo assurdo e non sense del comico emiliano – anzi, di Fidenza, visto quanto egli ci tenga a rimarcare di continuo la propria cittadinanza – è L’invenzione del balcone, ultima fatica letteraria edita da Bompiani, che in verità “assurda” lo è un po’ in tutto.
Lo è fin dal prologo (sempre steso dall’autore), lo è nella storia di Camillo Valbusa, che di mestiere fa’ il venditore di siero antivipera e che è il protagonista di una strampalata vicenda, sostanzialmente (e funzionalmente) senza capo ne coda, che si dipana in forma di diario quale efficace escamotage per offrire, giorno dopo giorno, tanti sketch comici assolutamente tipici del Gnocchi-style…

Leggete la recensione completa di L’invenzione del balcone cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!

“Self balanced”, l’arte in consapevole equilibrio di Mr. Di Maggio alla Traffic Gallery, Bergamo, dal 12/09 al 22/09.

“Oh No Governo Ladro”, Milan 2011

Se non si conosce se stessi si vive dormendo. La non consapevolezza del proprio io è motivo di confusione e letargia.
Parole di Luca/Mr. Di Maggio, artista, grafico e web designer italiano tra i più apprezzati in circolazione, che al rientro dallo ALL YOU CAN PAINT di Halle (Germania) approda negli spazi di Traffic Gallery per presentare i nuovi lavori inediti creati durante il suo soggiorno tedesco, confermando la galleria di Bergamo come punto di riferimento nazionale per la nuova ovvero più innovativa arte contemporanea.

Self balance é il prossimo step up di Luca di Maggio, un progetto ambizioso ma inevitabile, segno tangibile di un percorso artistico rapido, quasi esplosivo. Quelli che fino ad oggi sono stati battezzati i ‘Diari’, che con la loro forza sprigionano e allo stesso tempo intrappolano gli stati d’animo dell’artista, si moltiplicano e vanno ad unirsi in un complesso e determinante processo di assemblaggio, dove uno affiancato all’altro, stenderanno domande e riflessioni autobiografiche, pezzi di vita, momenti ed emozioni dettagliate e indagate quasi ossessivamente.
Self balance diventerà e sarà presentato come un solo e unico lavoro monumentale, dalla forza vigorosa dall’espressione complessa ma controllata. Nella sua costruzione unitaria ha la peculiarità di vivere nella sua individualità, separabile diario dopo diario, frastagliandosi così in mille significati.
Self balance é uno storyboard composto di opere pittoriche appartenenti al linguaggio artistico di cui Luca Di Maggio ha il pieno controllo. La sua espressione, unica e passionale, fluisce sulla carta come le parole sulla pagina di un quaderno. I soggetti dei suoi dipinti raccontano di lui, della sua anima, coraggiosamente presentata e svelata. Le linee vanno a formare i tratti caratteriali di questi autoritratti ai quali si uniscono e sovrappongono svariate tecniche in continua sperimentazione.
Self balance diventa la partenza di un nuovo percorso creativo, dove si sprigiona il compimento dell’opera d’arte totale. Luca Di Maggio progetta e dipinge in vista di una visione completa delle arti con la sua propensione ad un certo recupero della tradizione, seppur mantenendo la sua visione della società culturale contemporanea.
(dalla presentazione della mostra)

Traffic Gallery presenta Self Balanced, mostra personale di Luca Di Maggio. Inaugurazione: mercoledì 12/09, ore 19/21. La mostra resterà aperta fino al 22/09.
Cliccate sull’immagine per visitare il sito web di Traffic Gallery e conoscere ogni informazione utile sull’evento.

Fabrizio Ceccardi: l’obiettivo come la mente, la realtà come l’immaginazione

“Out of Eden I”
Le immagini fotografiche di Fabrizio Ceccardi sembrano scaturire direttamente da un processo di immaginazione ed elaborazione mentale di paesaggi sospesi tra realtà e fantasia. Come se alla mente (all’obiettivo fotografico) Ceccardi chiedesse di immaginare un paesaggio – ovvero un luogo, cioè un dato spazio (in senso fisico, ma in fondo anche metafisico) – dotato di certe determinate peculiarità, senza però dare tutti i necessari riferimenti per compiere ciò.
All’apparenza elementari nel loro minimalismo ma già complesse nell’intuizione di cos’altro potrebbero rappresentare – oggettivamente e tematicamente, nel caso che si potessero ulteriormente evolvere – le immagini vengono invece da Ceccardi sospese, appunto, in una dimensione che ne contiene potenzialmente tante altre, le quali potrebbero di colpo apparire nella mente di chi le osserva proprio come certe intuizioni che improvvisamente si generano, scaturenti da ciò che lo sguardo raccoglie. Nell’ultima serie Out of Eden, i paesaggi “primordiali” fissati dall’obiettivo di Ceccardi sembrano in molti casi pronti ad accogliere l’evoluzione che di essi si può immaginare osservandoli, mentre il cielo uniforme, lattiginoso, quasi bianco, da un lato annulla qualsiasi riferimento oggettivo, qualsiasi possibilità di “orientamento”, e dall’altro pare invitare l’osservatore a immaginare (nuovamente) un “suo” orizzonte, dunque a riferire/referenziare i paesaggi e gli oggetti ritratti in una propria dimensione, nella quale potrà così generarsi il personale senso dell’opera di Ceccardi.

Visioni fotografiche minimaliste e intense per percezioni immaginifiche e immaginazioni amplificate. Opere avvolgenti come sogni ad occhi aperti, eppure del tutto reali e realmente rigorose. Un viaggio in un mondo per buona parte assolutamente definito, ma che permette ancora un’esplorazione e una creazione mentale per poterne conseguire la sua completezza. Conoscetelo, il mondo dell’arte fotografica di Fabrizio Ceccardi. Ne vale veramente la pena.

Fabrizio Ceccardi vive e lavora tra Reggio Emilia e Roma. I suoi lavori sono stati esposti in numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero; vanta inoltre collaborazioni editoriali con scrittori e artisti. Il suo sito web è www.fabrizioceccardi.com. Collabora con la Galerie Eulenspiegel di Basilea: www.galerieeulenspiegel.ch. Cliccate invece sull’immagine dell’opera per vederla in un formato più grande.

Mark Twain, “Racconti contro Tutti”

Lodevole iniziativa di Stampa Alternativa, casa editrice il cui nome la dice lunga sulle proprie pubblicazioni, che con questo Racconti Contro Tutti ci fa conoscere il romanziere americano per eccellenza, Mark Twain, sotto una veste sorprendente e per certi versi sconcertante – in positivo, tuttavia… Il volumetto è una raccolta di racconti, frammenti di racconti, estratti “scartati” da opere pubblicate, micro-saggi nel quale il cantore di un’intera nazione in evoluzione – attraverso i suoi celeberrimi Tom Sawyer e Huckleberry Finn, considerati i romanzi “nazionali” della letteratura americana – sembra divertirsi a prendere a legnate, di quella nazione, quelle sue parti che all’evoluzione citata vi si oppongono con tutto il proprio conservatorismo reazionario, scrivendo con uno stile sarcastico e caustico che in effetti non ci si potrebbe aspettare dal personaggio Twain per come lo si conosce ordinariamente…

Leggete la recensione completa di Racconti contro tutti cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!

L’apparenza inganna…

(P.S. (Pre Scriptum!): il seguente è un racconto inedito che farà parte di una raccolta mooooolto particolare, di prossima pubblicazione editoriale. Seguite il blog e/o il sito e ne saprete di più, a breve…)

Il Boss picchiettava nervosamente le dita della mano sul grande tavolo di legno grezzo, nascondendo occhi certamente torvi dietro i soliti occhiali neri. Quando la porta si spalancò e il sicario vi comparì, le dita si contrassero in modo che ricordassero degli artigli pronti a ghermire. Parlò seccamente.
“E’ ora di dare a quelli una lezione che non possano mai più scordare! Non devono ficcare più il naso nei nostri affari… E’ un lavoro sporco, ed è per questo che ho fatto venire te. Ti hanno già detto cosa fare: fallo, e torna qui. Troverai la tua ricompensa!”.
Senza dir nulla, e soltanto piegando le labbra in un ghigno di estrema baldanza, il killer uscì dal buio magazzino sul molo del porto. Niente di più semplice – ripeté tra sé: ammazzare una ragazzina di quindici o sedici anni, la figlia del capo dei rivali… Lavoro sporco perchè la vittima era una “semplice, candida scolaretta”? Beh, in quelle cose non ci doveva essere posto per i sentimenti e le suggestioni, nel bene e nel male; aveva ragione il Boss, egli per questi “lavori” era una garanzia…
La mattina successiva si appostò poco fuori il cancello della villa del capo dei rivali; questi ne era appena uscito, nella propria lussuosa auto nera: meglio così, il campo era ancora più sgombro… Di lì a breve il cancello elettrico si aprì nuovamente: ora doveva essere la figlia, che usciva per recarsi a scuola… Sbloccò la sicura della pistola impugnandola, pronto ad agire.
E fu proprio lei, ad apparire, la figlia del capo avversario… Il killer trasalì: la “bambina” doveva avere sì sedici anni, ma quale differenza con la media della sua età!… Alta, i capelli lunghi biondi, la pelle diafana, un fisico da donna adulta, armoniosa, formosa – e che donna, con tanto di minigonna scoprente gambe perfette e… Insomma, roba da non poter restare insensibili, tanto che il killer quasi istintivamente uscì dall’auto entro cui si era appostato, per osservare meglio quella gran bellezza, tanto giovane quanto già così attraente… Inevitabilmente lei lo notò; lo guardò un istante con espressione prima perplessa e quindi in un certo senso conscia, poi sorridendo gli venne incontro di qualche passo. Il sicario reagì come ogni uomo di fronte ad una bella donna, con impettito compiacimento; la ragazza, giunta a qualche metro da lui, fulmineamente estrasse un piccolo revolver dalla borsa a tracolla e lo freddò, un solo preciso colpo in mezzo agli occhi. Poi tranquilla si rincamminò, notando lo scuolabus spuntare sul viale.