Le città, in fondo ancora più che gli spazi naturali, devono basarsi sull’armonia – e non solo urbanisticamente o architettonicamente.
Se il paesaggio in Natura è il frutto della percezione culturale di un territorio già formato e semmai solo modificato dall’uomo, il paesaggio in città deve rappresentare la percezione – comunque culturale – del territorio che l’uomo può e deve formare, e che la Natura può solo ingentilire.
Quando ciò accade, le città possono essere luoghi autenticamente vitali. Altrimenti la sciatteria e il caos urbani sono dietro l’angolo di ogni loro edificio.
Condivido pienamente!! Ci sono luoghi cittadini che evito come la peste, non perché ci sia degrado o perché siano “scomodi”, ma perché sono sgradevoli alla vista e allo spirito e non invidio chi per forza di cose vi risiede!!
E considera d’altro canto quanto quei luoghi così urbanisticamente e architettonicamente sgradevoli influiscano sul carattere delle persone che li abitano, per scelta o per forza!
…lo considero sì!!! Ci sarà pure un perché alle facce buie di certi quartieri!!
L’armonia è la base dell’architettura, come la musica .. o dovrebbe esserlo
Giustissimo. In fondo l’architettura è una musica le cui note sono gli edifici sparsi su un pentagramma urbano: se sono messi lì male, la melodia che ne esce non può che essere dissonante.
sembra impossibile, ma appena si percepiscono queste proporzioni, si capisce l’armonia e la disarmonia
Esatto. E’ un di quelle sensibilità tanto importanti quanto talmente elementari che, paradossalmente, vengono ignorate dai più.