Molti uomini pubblici dimostrano di saper ben parlare: spesso essi fanno i politici, gli ecclesiastici, gli uomini di spettacolo, gli imbonitori di vario genere, e diffondono quanto più possibile tutta quella loro eloquenza dai media. basta che si ritrovino davanti un microfono nel quale parlare, ed è come avessero indiscutibile carta bianca per farlo senza limite alcuno. Altrettanto spesso essi posseggono la dote di dare bella e allettante forma parlata a pensieri che meriterebbero mooooolto minore impegno: è un esercizio al quale evidentemente si applicano parecchio… Ma quanti di essi, che parlano così bene a pubblici più o meno vasti, sanno parlare a sé stessi? Quanti di essi, fieri di saper fornire suadenti tanto quanto vacue risposte alle domande della gente, sanno rispondere a sé stessi e a domande autenticamente importanti? E quanto sanno domandare a sé stessi? Quanto sanno chiedersi di sé stessi?
Temo che a questo nostro mondo troppa gente pretenda di parlare, ovvero si arroghi il diritto di parlare a piacimento ma senza dire veramente nulla di che, senza rispondere a domande legittime, senza che le loro parole servano a qualcosa. Non so, sembra quasi una mirata strategia di saturazione verbale dell’aria, fatta in modo che chi veramente ha qualcosa di importante da esprimere non lo possa dire.
Troppe parole al vento e sproloqui a vanvera, troppa cacofonia orale, troppo rumore nelle nostre orecchie. Forse, se quei personaggi suddetti imparassero a parlare prima a sé stessi e ad ascoltare veramente quanto dicono così da rendersene ben conto, di parole inutili nell’aria ce ne sarebbero molte meno; tuttavia temo che questa circostanza richieda necessariamente una buona connessione tra mente e bocca, il che me la fa credere piuttosto ardua – e ciò a prescindere che si debba ritenere valida l’idea sulla strategia di saturazione sopra esposta: “chi molto dice, pensa poco”, scrisse Carlo Dossi…
Ma mi torna in mente pure un altro buon adagio popolare: è spesso meglio stare zitti e far ritenere di essere idioti piuttosto che aprir bocca e dimostrare di esserlo veramente… (Uh! Ecco perché, a ben vedere, quegli stessi personaggi mi sembrano tali, quando mi tocca di doverli ascoltare!)