CONSIGLI #1

CONSIGLI è un post “ciclico”, nel senso che lo troverete pubblicato ad intervalli più o meno regolari con lo scopo di accorpare in un unico articolo ciò che trovate in evidenza nella colonna qui accanto, “I MIEI CONSIGLI”, con la quale appunto provo a darvi qualche dritta su eventi artistici, letterari, culturali e cose affini che penso possano meritare la vostra considerazione. Ad ogni ripubblicazione, dunque, lo troverete aggiornato con gli ultimi consigli evidenziati qui a lato (dove la loro pubblicazione resta in tempo reale, per quanto possibile), diventando una sorta di agenda stampabile di cose interessanti da conoscere e/o visitare, la quale ovviamente è e sempre resterà pure aperta a ogni utile segnalazione nel merito.

Thomas Brambilla Gallery, Bergamo, presenta Alea, mostra personale di Oscar Giaconia, a cura di Stefano Raimondi. Vernissage giovedì 6 Ottobre, ore 18.30; la mostra resterà aperta fino al 12 Dicembre 2012. Cliccate QUI per visitare il sito web della galleria e avere ulteriori informazioni (anche per saperne di più sulla sua presenza alla prossima Artissima…).

E’ uscito il numero 102 – Novembre 2012 di InfoBergamo, il primo mensile on-line bergamasco di cultura ed informazione. Una web-rivista sempre più diffusa, conosciuta e ricca di contenuti interessanti che, nonostante il nome, vanno ben oltre i meri confini orobici per interessare ambiti nazionali e anche più, con uno sguardo sempre originale su tante realtà contemporanee. In questo numero, il mio contributo/sguardo sul mondo letterario si intitola, assai significativamente, Processo all’ebook: reo di omicidio (colposo) o assolto per non aver commesso il fatto? Cliccate QUI per leggere il sommario degli articoli pubblicati, e buona lettura!

A volte non mi sono trovato d’accordo con quanto leggevo su Paginauno, ma sempre, immancabilmente, ne ho apprezzato la chiarezza, l’onestà intellettuale e l’originalità di quanto proposto, e di come lo propone. E non è poi fondamentale la varietà delle opinioni, per capire la realtà? Da poco è uscito il numero 29 di questa rivista di analisi politico-sociale e di critica letteraria, in formato cartaceo e in pdf. Conoscetela, lo merita veramente.

All’insegna di un eros sottile, declinato in passione e dedizione carnale, intellettuale e sensoriale, Maravee 2012 è un caloroso omaggio dell’arte contemporanea alla figura e all’opera di Tina Modotti nel 70° anniversario della sua scomparsa“, attraverso fotografie, installazioni, film, video e performance. Il tutto a cura di Sabrina Zannier, e con la collaborazione di molti soggetti del mondo dell’arte tra i quali Galleria Elleni di Bergamo: ovvero, dal mio punto di vista, un’ulteriore garanzia di qualità. Al Castello di Susans, Majano e a Udine, dal 19 Ottobre al 18 Novembre. Cliccate QUI per visitare il sito web dell’evento e conoscerne ogni dettaglio.

Arto Paasilinna è a mio parere uno dei maggiori scrittori contemporanei, e non solo di genere umoristico. E’ stato certamente tra quelli (pochi) che, una volta scoperti, hanno cambiato la mia visione letteraria, per le sue capacità narrative così spiccatamente nordiche eppure altrettanto universali, di orizzonti vasti e visioni profonde ma senza mai tralasciare un disincantato, prezioso humor, così utile per entrare a fondo nel nocciolo delle questioni affrontate. Dunque, è per me quasi obbligatorio segnalare e consigliare ogni sua nuova uscita, qui da noi, e l’ultima è Sangue Caldo, nervi d’acciaio, dal 20 Ottobre in libreria per (ovviamente) Iperborea. Ribadisco: è da conoscere. Poi può anche essere che non vi piaccia, ci mancherebbe, ma è indubbiamente un elemento indispensabile per chi voglia conoscere al meglio la buona letteratura contemporanea.

Rrose #3 è uscito! E basterebbe l’elenco di chi vi trovate dentro per darvi l’idea di cosa si tratta, e in che (sublime) modo: Yue Minjun, Demetrio Paparoni, Sara Boggio, Giorgio Manganelli, Lietta Manganelli, Internozero, Massimo De Nardo, Emma Dante, Giuseppe Distefano, Rodolfo Di Giammarco, chele Dall’Ongaro, Mauro Cicarè, Ed Wood, Elisa Savi Ovadia, Tullio Pericoli, Paolo Fabbri, Tirelli Costumi, Tommaso Lagattolla, Josef Svoboda, Massimo Puliani, Jérome Bel, Riccardo Giacconi, Gerard Malanga, Fondazione Pescheria, Chiara Gabrielli, Francesco Micheli, Silvia Camporesi, Lottie Davis, Chris Rain, Elena Ovecina, Andrea Tentori Montalto, Stefano Fantelli, Antonio Tentori, Paolo Rinaldi. Ma se ciò non dovesse (inopinatamente) bastare, aggiungo che Rrose è una meraviglia di magazine, come veramente poche se ne trovano, in giro! Cliccate QUI per visitarne il sito e conoscerlo, nonché per sapere come non lasciarvelo scappare…

La ricerca artistica di Alex Dorici continua con una vitalità incredibile, percorrendo vie espressive personali che rivelano potenzialità estetiche e tematiche che di primo acchito credo risulterebbero impensabili per molti… Ultima tappa di tale sua evoluzione è #4179, esposizione personale a cura del Museo d’Arte di Lugano, visitabile fino al 18 Gennaio 2013 presso la Limonaia di Villa Saroli, il polo espositivo che la città svizzera dedica all’arte giovane e più innovativa. Cliccate sull’immagine per visitare il sito web di Dorici e avere ogni informazione utile nel merito, oltre che per farvi un’idea di cosa sia #4179 – un’idea che dal vivo vi saprà sorprendere più di quanto possiate immaginare.

Le banche? Meglio i rapinatori! (Flemming Jensen docet)

Ovviamente, se non parlo di me è anche perché nella società c’è uno strano pregiudizio nei confronti dei rapinatori di banca. Ma sono convinto che si arriverà a poco a poco alla fondamentale ammissione che quel che fa un rapinatore non è peggio di quel che fanno le banche. Anzi!
Ciò nonostante, la stima di cui godono i rapinatori nella società non è particolarmente alta.
Alle prime a teatro, per esempio, sono sempre invitati molti più direttori di banca che rapinatori. I direttori di banca, anzi, sono addirittura benvisti, anche se vi posso garantire che, a conti fatti, alle banche costano molto ma molto di più di quanto non costino i rapinatori.
Se uno di quei direttori manda a picco una banca per diverse centinaia di milioni, gli ficcano sotto il braccio un bel paio di milioni extra perché prenda la porta, mentre noialtri dobbiamo essere contenti se abbiamo abbastanza spiccioli per tornare a casa in taxi.

Flemming Jensen, Il blues del rapinatore, Iperborea 2011, pag.16.

Espressa in chiave ironica molto nordica, un’evidenza che ormai abbiamo tutti quanti sotto gli occhi, alla quale c’è ben poco da aggiungere, no?! Anzi, è lo stesso scrittore danese a far rimarcare al protagonista del suo romanzo: Sono un rapinatore di banca. Ecco, è detta. Sempre bene sapere con chi si ha a che fare, giusto per non scoprire di essere finiti tra le grinfie di qualche canaglia. Tipo un direttore di banca.
Tutto il mondo è paese, verrebbe da dire! Già, un “paese-mondo” nelle mani di poteri economici truffaldini, che però sono riusciti a imporsi come “filantropici”… Ma cosa diceva Henry Ford un secolo fa (mica l’altro ieri, eh!), al proposito? È un bene che il popolo non comprenda il nostro sistema economico e monetario, perché se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina.
Ecco.
E presto, qui sul blog, la mia recensione de Il blues del rapinatore. Nella speranza che una risata li possa seppellire…

Knut Hamsun, “Un vagabondo suona in sordina”

Chiacchieravo, qualche tempo fa, con un’amica italiana residente da parecchi anni in Norvegia. Erano passati pochi giorni dalle terribili stragi di Anders Breivik a Oslo e Utøya, si disquisiva di come fossero potuti accadere fatti del genere nella civilmente e socialmente così avanzata Norvegia, e più in generale sul carattere norvegese tipico, e l’amica, tra una cosa e l’altra, mi disse: se leggi Hamsun potrai capire molto sul carattere tipico della gente di Norvegia…
Ed è assolutamente vero. Leggere Knut Hamsun, lo scrittore norvegese per eccellenza – almeno per quanto riguarda il Novecento, e bisogna ricordare che Hamsun fu Premio Nobel per la letteratura, nel 1920 – è proprio come leggere l’essenza storico-antropologica della società norvegese moderna, potendone osservare alcune delle peculiarità sostanziali con uno sguardo del tutto privilegiato dacché interno e interiore. Hamsun è stato in qualche modo il portavoce dello spirito norvegese autentico della sua epoca i cui elementi, appunto, facilmente saranno rintracciabili in molta parte della società nazionale, se non in superficie senza dubbio nel suo intimo. Non di tutti gli elementi, sia chiaro, stante le controversie tuttora latenti sull’ideologia spesso manifestata dallo scrittore norvegese e delle quali forse avrete sentito parlare (ma in breve, per chi non ne sapesse nulla: Hamsun manifestò frequenti assensi al nazismo e al controllo nazista della Norvegia durante la seconda Guerra Mondiale), ma di tanti sì, e assai peculiari.
Un vagabondo suona in sordina (Iperborea, ovviamente! – con traduzione e postfazione di Fulvio Ferrari) mi pare ottimo esempio di quanto ho appena scritto. Knut Pedersen, il protagonista dell’opera (e Pedersen è peraltro il cognome originario di Hamsun) è uomo schivo e tormentato, apparentemente irresoluto nelle cose della vita ma in realtà fin troppo pragmatico…

Leggete la recensione completa di Un vagabondo suona in sordina cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!

Kari Hotakainen, “Colpi al Cuore”

Con tanto di raccomandazione niente popò di meno che di Arto Paasilinna (“Un umorista temibile, intelligente, acuto, quasi calcolatore”), grazie alla “solita” Iperborea ecco dalla Finlandia Kari Hotakainen, altro scrittore estremamente famoso (e premiato) in patria e pressoché ignoto dalle italiche parti, con in dote il suo Colpi al Cuore, romanzo con il quale ha raggiunto la fama internazionale – eccetto che a sud delle Alpi, appunto… Romanzo strano – vorrei subito affermare attraverso questo aggettivo la sensazione principale che ho ricavato dalla sua lettura, utilizzandolo nell’accezione più completa possibile: strano per la storia narrata, strano per come Hotakainen la racconta, strano nella forma – l’autore utilizza principalmente, come fil rouge stilistico dell’opera, la tecnica del pastiche, ovvero della commistione tra finzione e realtà, nonché la parziale riscrittura della realtà narrata, della quale si mantengono certi elementi di verità e in mezzo se ne mettono altri totalmente inventati, per di più piuttosto inopinati e surreali…

Leggete la recensione completa di Colpi al cuore cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!