Se questo è un editore…

E io, che sono il solito ingenuotto, quando vedo ‘ste cose penso sempre che sia un fake, dacché così di primo acchito mi sembra fin troppo grossa che una delle più “prestigiose” case editrici italiane metta sugli scaffali libri fondamentali, in senso letterario tanto quanto in senso storico-culturale, che se ne compri almeno due ricevi in regalo un telo mare.

Un telo mare, già.

Invece no, tutto vero. L’Einaudi targata Mondazzoli lo ha fatto, conseguendo così un nuovo e “prestigioso” (aggettivo con la stessa accezione del precedente, ovvio) record nell’affollata competizione a chi raschia di più e “meglio” il fondo del barile dell’editoria nostrana. Anche se – ci tiene a precisarlo, l’Einaudi – è “Un telo mare, del valore di 18 euro”: cioè, ha più valore di un singolo libro, eh! Mica roba da poco!

Beh, vista la stagione e le imminenti vacanze, non ci si può che “rallegrare”: ormai è chiaro che dalle nostre parti “Con la cultura non si mangia” (cit.), ma almeno si può prendere la tintarella. Attività che, a quanto rivelano le statistiche sullo stato della lettura nel nostro paese, è ben più gradita da tanti rispetto alla lettura di un capolavoro della letteratura.

P.S.: ma poi voi credete che “promozioni” del genere contribuiscano a vendere più libri e a creare più lettori? Io no. Anzi, credo che ottengano l’effetto opposto.

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9 pensieri su “Se questo è un editore…”

    1. Ma tu devi insistere! Che poi, ribadisco, siam uomini duri, noi: in spiaggia le chiappe le poggiamo direttamente sulla sabbia, anche senza pur ameni teli mare! 😀

    1. Pfff… ai miei tempi si andava in spiaggia e si poggiava le membra direttamente sull’arenile! S’era uomini veri e temprati ad ogni malagio, mica mezze pippe come gli umani di oggi!!!
      😀 😛

  1. L’Einaudi stessa molti anni fa aveva prodotto un asciugamano con Corto Maltese (peraltro bello, ce l’ho ancora) e non c’è stata nessuna levata di scudi per l’iniziativa.
    Io compro libri indipendentemente perchè mi appassiona la lettura da sempre ma perchè demonizzare una iniziativa che cerca di far comprare più libri? Inoltre se mettono tra i titoli anche un classico come questo che c’è di male? D’estate si leggono solo scemenze? Cerchiamo di ricordarci che non si legge per niente in questo paese prima di lagnarsi per qualsiasi cosa

    1. Elisabetta, io capisco pure il concetto di “va tutto bene pur di vendere un libro in più”. Non sono d’accordo, ma mica demonizzo chi partecipa a tali iniziative! Tuttavia la mia posizione è molto chiara e netta: finché non si compreranno i libri semplicemente perché li si vuole leggere, e non perché vi sia quel tal sconto, quel simpatico gadget o un lingotto d’oro zecchino, non si andrà da nessuna parte e la lettura resta, e resterà, spacciata. Si facciano pure iniziative del genere, ma chiedo: siamo sicuri che veramente servano a qualcosa? Non è la prima volta che si mettono in atto, come giustamente scrivi tu, ma a giudicare dalle statistiche non mi pare che stiano sortendo gli effetti paventati. E se invece si dovesse fare tutt’altro, ovvero eliminare tutto questo marketing e tornare ad un rigore commerciale e culturale più consono all’oggetto in questione?
      Poi, sia chiaro: io esprimo il mio pensiero che non è la sacrosanta verità. Se mi sbaglierò, in ciò che ho detto, tanto meglio, ben felice di riconoscerlo – e felice ancor più per il futuro dei libri e della lettura! 🙂

  2. D’accordo con te! Non mi è mai successo di comprare un libro per un gadget, semmai di comprarne tre al prezzo di due perché è bello, quando acquisti due libri, che te ne regalino un altro. I gadget devono restare in edicola, con le riviste e, se proprio il marketing si deve applicare anche ai libri, si possono escogitare offerte più consone all’oggetto: tipo compri tre libri e ti regalo un biglietto per cinema/teatro/museo? Restiamo nell’ambito della cultura e valorizziamo la lettura 🙂

    1. Ciao, Nemoravi, e grazie di cuore per il tuo commento, col quale concordo senza alcun dubbio. Sia chiaro, ogni cosa può essere pensata pur di sostenere la pratica della lettura e il mercato dei libri ma, come dici tu, senza mai dimenticarne l’essenza culturale fondamentale che non può essere mai banalizzata, pur con le migliori intenzioni del caso. E ribadisco di nuovo: finché non i venderanno i libri perché la gente li vuole leggere – dunque agendo sul problema a monte, con risultati di lungo termine ma certamente ben più importanti, nel tempo, che il successo di una promozione spot – la lettura non la valorizzeremo affatto, ahinoi.
      Grazie ancora! 🙂

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