VHEMT: e se alla fine avessero ragione loro? (Un post di antropologia culturale)

Senza nome-congiunto-01Sì, proprio così: antropologia culturale.
Lo conoscete, il VHEMT?
Beh, se non lo conoscete, cominciate a leggere qui (brano tratto dal sito del suddetto):

Il VHEMT (che si pronuncia vehement, parola inglese che significa veemente) è un movimento, non un’organizzazione. È un movimento portato avanti da gente che ha a cuore la vita sul pianeta Terra. Non siamo un gruppo di disadattati maltusiani misantropi e asociali che provano un piacere morboso ogni volta che qualche disastro colpisce gli umani. Non potrebbe esserci nulla di più distante dalla realtà. L’estinzione umana volontaria è piuttosto l’alternativa umanitaria ai disastri che colpiscono la gente.
Non insistiamo sul modo in cui la specie umana si è dimostrata un parassita avido ed amorale su un pianeta che era in buona salute. Una negatività di quel genere non offre soluzioni per gli orrori inesorabili che l’attività umana sta provocando.
Piuttosto, il Movimento propone un’alternativa incoraggiante alla distruzione impietosa e completa dell’ecologia della Terra.
Come sanno bene i Volontari del VHEMT, la speranza che si presenta come alternativa all’estinzione di milioni di specie vegetali ed animali è l’estinzione volontaria di una sola specie: l’Homo sapiens, …la nostra estinzione.
Ogni volta che qualcuno decide di non generare altri umani da aggiungere ai miliardi brulicanti che già si accalcano su questo pianeta devastato, un nuovo raggio di speranza attenua le tenebre.
Quando ogni essere umano deciderà di non riprodursi, la biosfera della Terra potrà tornare alla sua gloria di un tempo, e ognuna delle creature che rimarranno potrà essere libera di vivere, morire, evolversi e forse scomparire, come nel corso dei millenni hanno già fatto così tanti “esperimenti” di Madre Natura. L’ecologia della Terra tornerà in buona salute… tornerà in buona salute quella “forma di vita” nota a molti col nome di Gaia.
Perché ciò possa accadere è necessaria la nostra scomparsa.

Ecco.
Inetti? Pazzi? Goliardi? Illuminati? Razionalisti? Beh, fate voi.
Per saperne di più, cliccate sull’immagine in testa all’articolo, oppure visitate il sito principale del VHEMT (in inglese), qui.

4 pensieri riguardo “VHEMT: e se alla fine avessero ragione loro? (Un post di antropologia culturale)”

    1. Ah, guarda, non ci vorrebbe molto e, in effetti, i risultati positivi credo li avremmo subito, forse anche più di quanto si potrebbe supporre, visto che non possiamo sapere (dacché non ce lo dicono) quanti danni quelli abbiano fatto, oltre a ciò che si è potuto sapere… 😉 🙂

  1. Ho appena letto un recente saggio niente male, “The Sixth extinction”, (ha vinto il premio Pulitzer) dove si parla appunto di questa “sesta estinzione di massa” dopo quelle (tipo i dinosauri) avvenute in epoche paleontologiche; solo che questa, ormai innescata da tempo, è causata principalmente dalla nostra presenza sul pianeta. Per cui probabilmente basta avere un po’ di pazienza… 😀

    Poi, anche nell'”autonichilismo” come quello del VHEMT cerchiamo di non montarci la testa: non siamo poi così importanti a livello planetario; se anche faremo estinguere una bella fetta di creature, noi compresi, mamma Gaia continuerà strabattendosene bellamente le balle e continuando come ha già fatto in passato divertensoi con l’evoluzione di quelli “che rimarranno” fino alla crisi successiva…

    1. Hai ragione, Topo: forse anche nel credere che l’estinzione della razza umana vi sia la soluzione dei problemi maggiori del pianeta non facciamo altro che dimostrarci inguaribili antropocentrici.
      Ho letto anch’io di quel libro, degli ottimi riscontri che ha avuto e di come il suo tema solo all’apparenza possa rivelarsi astruso, quando invece è assolutamente scientifico e “naturale” sotto ogni aspetto.
      Grazie del commento, Topo! 🙂

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