I meschini

[Immagine tratta dal web.]
Un altro bel problema della nostra società, poi – secondo me, s’intende -, è l’aver consentito che la meschinità (sia “passiva”, quella del mediocre, sia “attiva”, dell’incivile) da vizio e prova di grettezza d’animo sia diventata quasi virtù e comunque metodo di (presunta) “resilienza” e  sopravvivenza, sfuggendo le responsabilità e così cavandosela sempre, pur in modi a dir poco disdicevoli (ma che la società non sa cogliere più come tali, appunto). E, con tutto ciò, facendo che inevitabilmente la meschinità si stia diffondendo a macchia d’olio: come modus operandi, regola di vita, pretesa (distorta) di moralità e onestà, ostentazione di “furbizia”.

Un altro brutto virus di cui soffre la nostra società, insomma.
Disse bene Søren Kierkegaard al riguardo, con parole di quasi due secoli fa che tuttavia suonano perfette per l’epoca odierna:

È innegabile che nel mondo esiste tanta gente meschina che vuole trionfare su tutto quello che si eleva di un solo palmo dalla mediocrità.

(Aut-Aut, traduzione di K. Montanari Gulbrandsen e Remo Cantoni, Mondadori, 2015.)

Gli astuti infausti

[Foto di Sarah Richter da Pixabay]
Spesso si crede che le persone “intelligenti” siano anche quelle “astute”, come se i due termini fossero sinonimi, ma in realtà c’è una bella differenza: la persona intelligente è quella che capisce le cose, la persona astuta è quella che fa credere di averle capite.
Ecco: temo che, in circolazione e forse proporzionalmente ancor più in posizioni di comando e influenza, ci siano molte più persone astute che intelligenti. Per questo alcuni credono o s’illudono che il mondo sia più razionale (e raziocinante) di quanto in realtà non sia; d’altro canto, basterebbe ben poca intelligenza per capire lo stato di fatto e non far finta – per un’astuzia indotta e invero grossolana – che viceversa vada tutto bene così.
Il che spiega anche l’infausta presenza nei posti di comando di quelle persone così mendaci, tra l’altro. Già.