Vai al contenuto

Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e poi scrive. O viceversa.

Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e scrive. E viceversa. Per saperne di più, clic.

  • Giovedì 17 settembre al Rifugio Forni, tra le vette dell’Ortles-Cevedale, per l’edizione 2026 de “La scuola va in montagna” a cura della Fondazione Bombardieri.
  • Giovedì 1 ottobre, a Calolziocorte, racconterò la bellezza grande e poco nota della Val San Martino, territorio prealpino tra i più affascinanti della Lombardia.

Altri incontri seguiranno successivamente; seguite il blog per rimanere aggiornati al riguardo.

PIOVE PEGGIO?

Piove di più o piove peggio? È la domanda cruciale al centro della nuova puntata del podcast “DPC – Dove Parliamo di Clima” curato dalla Protezione Civile e condotto dal meteorologo Filippo Thiery. Tra cambiamenti climatici, eventi estremi e falsi miti, la puntata offre un viaggio estremamente interessante nella scienza del meteo per capire come e perché le precipitazioni stanno cambiando, mettendo a rischio anche i nostri ambienti montani e la nostra frequentazione di essi. Insieme a Thiery e alla climatologa Serena Giacomin, ospite della puntata, è possibile conoscere i dati reali, elaborare le giuste percezioni e i consigli pratici per vivere la montagna con maggiore sicurezza e consapevolezza. La puntata, e il podcast, sono disponibili gratuitamente su Spotify e su tutte le principali piattaforme di streaming audio.


LA MARMOLADA, I GHIACCIAI E LA TRAPPOLA DELLO SCI

Alberto Lanzavecchia è docente di microfinanza per lo sviluppo locale, sostenibilità sociale e finanziaria, imprese e diritti umani presso l’Università di Padova, e partecipando all’ottava edizione della campagna glaciologica partecipata sulla Marmolada, promossa dal Museo di Geografia dell’Università di Padova, ha ribadito una verità sul turismo sciistico in loco – ma valida per ogni altra località simile – che ormai solo per malafede non si può capire: «La campagna ha permesso di osservare nei territori di alta quota gli impatti del cambiamento climatico sull’industria dello sci: l’allargamento delle piste e le nuove infrastrutture e tubazioni per la produzione di neve artificiale fino alle fronti del ghiacciaio dimostrano che gli investitori di capitali (pubblici o privati) non vogliono uscire dalla trappola dello sci.»


TURISMO DI MASSA VS BELLEZZA E SILENZIO DELLE MONTAGNE

Il turismo di massa sta distruggendo la bellezza e il silenzio delle montagne, riducendole a mete “instagrammabili” prive di identità. Lo denuncia – nuovamente – in un’intervista recente sul “Corriere Torino” Enrico Camanni, una delle voci più autorevoli e illuminanti in assoluto della montagna italiana, evidenziando come l’assenza di consapevolezza e i flussi incontrollati danneggino i fragili equilibri ecologici e sociali delle Alpi. Per salvare le valli, scongiurare l’abbandono e preservare la vita delle comunità locali, Camanni propone soluzioni concrete: ingressi contingentati, educazione dei visitatori, promozione di aree meno note, maggiore tutela faunistica e il superamento dei vecchi modelli legati unicamente allo sci. Potete leggere l’intervista completa sul “GognaBlog”, qui.


LA CHIUSURA DELLA GROTTA AL GHIACCIAIO DEL RODANO

Finalmente, una cosa che ho sempre pensato indecente nonché cafona è stata fermata, seppur si è dovuti ricorrere alla legge. Il Consiglio di Stato del Canton Vallese, in Svizzera, a seguito di una petizione pubblica che ha raccolto oltre 10.000 firme, ha ordinato la chiusura della grotta nel Ghiacciaio del Rodano presso il Passo della Furka, che certamente molti conosceranno, la cessazione dell’attività turistica correlata, contestata da diversi anni per l’impatto ambientale cagionato dai teli in plastica che proteggevano il ghiaccio sempre più sottile, e il ripristino del sito. Il gestore dell’attività ha già presentato ricorso: mi auguro vivamente che lo perda, perché la grotta al ghiacciaio del Rodano non era diventata solo una fonte di inquinamento in quota ma pure la manifestazione di una folle e zotica pornografia ambientale.


DRAGHI E FOLLETTI CERCASI

Draghi, folletti, maschere e massi erratici fanno parte di un patrimonio immateriale tanto ampio quanto fragile e a rischio. Nondimeno le leggende e i miti locali che vi scaturiscono raccontano molto più che personaggi astratti: sono una chiave di lettura della complessa stratificazione antropica di un territorio e del rapporto tra persone e ambiente, e nei territori montani in modo particolare. Per questo motivo, la Commissione Culturale del CAI Milano ha iniziato un percorso di approfondimento per salvaguardare la memoria delle comunità montane (e non solo) e di tutto ciò che rischia di scomparire, e ha in corso una raccolta delle testimonianze e delle registrazioni relative. L’obiettivo è raccogliere più dati possibili, mapparli e renderli in futuro fruibili grazie all’aiuto di chiunque vorrà compilare l’apposito modulo online, che trovate qui.

Cerchi qualcosa?

I MIEI ULTIMI LIBRI:

OLTRE IL GIURAMENTO. RACCONTI PER VISITARE PONTIDA

OLTRE IL GIURAMENTO. Racconti per visitare Pontida è il nuovo prestigioso volume della collana “Oltre”, dedicato al comune bergamasco della Val San Martino e al suo peculiare territorio: 568 pagine, 6 presentazioni, 13 saggi tematici, 6 contributi di appendice, il tutto corredato da documenti e immagini fotografiche inedite oltre che interamente tradotto in inglese. Contiene un mio saggio dal significativo titolo Psicogeografie pontidesi. Esplorando l’identità culturale del territorio di Pontida nella relazione interiore tra i Pontidesi e il suo Genius Loci.
Per saperne di più sul volume e su come acquistarlo, leggete qui.


MONTAGNE

Da marzo 2024 è finalmente disponibile in libreria Montagne, edito da Topipittori, con le fenomenali illustrazioni di Regina Gimenez e il testo del quale ho curato la revisione scientifica e l’edizione italiana.
Cosa sono le montagne? Come si formano? Perché hanno diverse forme e colori? Cosa sono le placche tettoniche? E, ancora, qual è la montagna più alta del mondo? Come si misurano le altitudini? A queste e altre domande lettori grandi e piccoli troveranno risposta in questo bellissimo libro-atlante ricco di contenuti e curiosità sull’ambiente montano e i fenomeni naturali della Terra.
Per saperne di più, cliccate qui.


IL MIRACOLO DELLE DIGHE

Da maggio 2023 è nelle librerie Il miracolo delle dighe. Breve storia di una emblematica relazione tra uomini e montagne, pubblicato da Fusta Editore. Lungo le sue pagine vi racconto un viaggio – poco tecnico, molto emozionale, sovente autobiografico e, me lo auguro, comunque affascinante – attraverso le Alpi osservandone il paesaggio da un punto di vista particolare e inaspettatamente “prodigioso”: quello offerto da alcune delle più grandi e importanti dighe alpine.
Per saperne di più, cliccate lì sopra sull’immagine della copertina.

Inserite il vostro indirizzo e-mail per iscrivervi a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

Unisciti a 978 altri iscritti

Articoli più recenti

  • La vera “legacy” delle Olimpiadi di Milano Cortina è sempre più evidente
  • Quelli che mandano gli elicotteri a portare la gente in alta montagna
  • Il nuovo ponte sospeso della Valvarrone svilupperà il territorio apportandovi benefici o lo degraderà generando disagi ai suoi abitanti?
  • La nuova piattaforma panoramica sopra il Passo del Tonale, un ennesimo ceffone arrogante alla montagna e al buon senso
  • Vivere le montagne in modo sostenibile: quando l’innovazione è una tradizione ben aggiornata
  • L’imprescindibile Antonio Cederna
  • Cosa vuol dire essere “ambientalista”? (Ospite speciale: Fabio Balocco)
  • Dunque, che facciamo con il turismo di montagna?
  • La “non bresaola” (e lo sci)
  • Ciclovie montane e dissesto ambientale, come volevasi dimostrare

Archivi

CERCA NEL BLOG:

Tag: Rutger Hauer

Io ho visto cose – e pure voi!

Io ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi…
Sì, se non avreste – se non avessimo avuto gli occhi!

Perché le cose che ho visto le avete viste pure voi, le vediamo tutti quanti, le possiamo non solo immaginare ma osservare, cogliere, comprendere. Sono cose a volte grandi ma più spesso piccole, pure minuscole, ma tutte quante fanno parte del mondo che viviamo e della vita che condividiamo, e ognuna di esse possiede quasi sempre una sua bellezza, un suo senso, un valore più o meno importante, qualcosa, insomma, che può catturare il nostro sguardo, attivare la mente, far battere il cuore e far vibrare l’animo…

Gli occhi li abbiamo tutti, e a volte basta semplicemente usarli, osservare il mondo, e non solo guardarlo, per cogliere tutta la grande bellezza che possiede, che in fondo è la manifestazione più immediata tanto quanto più significativa della sua vita. Inoltre, se il nostro sguardo funge da “strumento” di visione armonica e “simmetrica” alla mente e all’animo, come in ogni creatura intelligente dovrebbe essere, del mondo e della vita forse possiamo anche cogliere il senso profondo: qualcosa che non è affatto frutto di immaginazione ma è percezione e conoscenza vivida, nonché indispensabile, della realtà.
Se invece i nostri occhi sono aperti ma sostanzialmente orbi, non ci resta che immaginare ciò che non sappiamo “vedere” e comprendere come reale: innumerevoli cose svanenti, innumerevoli momenti di vita perduti nel tempo… come lacrime nella pioggia.

P.S.: avrete capito che l’input per tale post viene dal celeberrimo monologo dell’androide Roy Batty in Blade Runner.

P.S.#2: l’immagine in testa al post raffigura la costellazione di Orione; la stella gialla è Betelgeuse, ɑ della costellazione. Betelgeuse è un nome arabo che significa “la spalla del Gigante”: nel monologo originario in inglese, Roy Batty dice proprio «the shoulder of Orion», “la spalla di Orione”, espressione che invece nella traduzione italiana è diventata “i bastioni di Orione”.

P.S.#3: in realtà questo è un articolo della serie «Ah, l’ho scritta anni fa, ‘sta roba, ma in fondo è sempre valida. Fammela ripostare, và!».

Scritto il 29 settembre 202129 settembre 2021Categorie (L.),Magazzino,OpinioniTag Blade Runner,cos'è,costellazione,fake,falsità,foto,immagini,io ho visto,mondo,monologo,Orione,osservare,post verità,realtà,Roy Batty,Rutger Hauer,sguardo,stelle,vedere,verità,video,visioneLeave a comment on Io ho visto cose – e pure voi!

Io credevo di aver viste cose…

«Io ne ho viste cose, anzi, credevo di aver viste cose che voi umani non potevate immaginarvi:
navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione,
e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
Poi sono giunto quaggiù, in questo posto chiamato Italia
e be’, accidenti, devo dire che ci son rimasto parecchio male,
dacché le cose che si vedono qui altrove nemmeno se le immaginano.
E tutti ‘sti italici accidenti non rimarranno nel tempo come lacrime nella pioggia,
semmai perdureranno più prosaicamente come (chiedo venia per il lemma) ca**i vostri, ecco.
È tempo di fuggire – il più lontano possibile da qui, da questa italiota gabbia di pazzi!»

P.S.: si veda questo post pubblicato quasi un anno e mezzo fa e già allora consono al momento. Ma ora, solo leggermente rivisto, lo è ancora di più. Ecco.

Scritto il 29 agosto 201929 agosto 2019Categorie (L.)Tag androide,assurdità,bis,Blade Runner,buon senso,Conte,crisi,governo,incarico,Italia,Lega,M5S,Mattarella,monologo,paese,pd,politica,psicodramma,replicante,Roy Batty,Rutger Hauer,società,teatrinoLeave a comment on Io credevo di aver viste cose…

Io ho visto cose… (italian remix)

«Io ne ho viste cose che voi umani credevo non potevate immaginarvi:
navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione,
e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
Poi sono giunto quaggiù, in questo posto chiamato Italia
e be’, accidenti, devo dire che ci son rimasto parecchio male,
dacché le cose che si vedono qui altrove nemmeno se le immaginano.
E tutti ‘sti accidenti non rimarranno nel tempo come lacrime nella pioggia,
semmai perdureranno, più prosaicamente, come ca**i vostri, ecco.
È tempo di fuggire – il più lontano possibile da qui!»

Scritto il 11 aprile 2018Categorie (L.),MagazzinoTag androide,Blade Runner,buon senso,crisi,Italia,monologo,paese,politica,replicante,Roy Batty,Rutger Hauer,società1 commento su Io ho visto cose… (italian remix)

Io ho visto cose che voi umani pure avete visto…

Io ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi…
Se non avreste – se non avessimo avuto gli occhi. Perché le cose che ho visto le avete viste pure voi, le vediamo tutti quanti, le possiamo non solo immaginare ma osservare, cogliere, comprendere. Sono cose a volte grandi ma più spesso piccole, pure minuscole, ma tutte quante fanno parte del mondo che viviamo e della vita che condividiamo, e ognuna di esse possiede quasi sempre una sua bellezza, un suo senso, un valore più o meno importante, qualcosa, insomma, che può catturare il nostro sguardo, attivare la mente, far battere il cuore e far vibrare l’animo…
Gli occhi li abbiamo tutti, e a volte basta semplicemente usarli, osservare il mondo, e non solo guardarlo, per cogliere tutta la grande bellezza che possiede, che in fondo è la manifestazione più immediata tanto quanto più significativa della sua vita. Inoltre, se il nostro sguardo funge da “strumento” di visione armonica e “simmetrica” alla mente e all’animo, come in ogni creatura intelligente dovrebbe essere, del mondo e della vita forse possiamo anche cogliere il senso profondo: qualcosa che non è affatto frutto di immaginazione ma è percezione e conoscenza vivida, nonché indispensabile, della realtà.
Se invece i nostri occhi sono aperti ma sostanzialmente orbi, non ci resta che immaginare ciò che non sappiamo “vedere” e comprendere come reale: innumerevoli cose svanenti, innumerevoli momenti di vita perduti nel tempo… come lacrime nella pioggia.

P.S.: avrete capito che l’input per tale post viene dal celeberrimo monologo dell’androide Roy Batty in Blade Runner.

P.S.#2: l’immagine in testa al post raffigura la costellazione di Orione; la stella gialla è Betelgeuse, ɑ della costellazione. Betelgeuse è un nome arabo che significa “la spalla del Gigante”: nel monologo originario in inglese, Roy Batty dice proprio «the shoulder of Orion», “la spalla di Orione”, espressione che invece nella traduzione italiana è diventata “i bastioni di Orione”.

Scritto il 25 ottobre 2017Categorie (L.),Magazzino,OpinioniTag Blade Runner,cos'è,costellazione,foto,immagini,io ho visto,mondo,monologo,Orione,osservare,realtà,Roy Batty,Rutger Hauer,sguardo,stelle,vedere,verità,video,visione4 commenti su Io ho visto cose che voi umani pure avete visto…
Blog su WordPress.com.
  • Abbonati Abbonato
    • lucarota.com
    • Unisciti ad altri 978 abbonati
    • Hai già un account WordPress.com? Accedi ora.
    • lucarota.com
    • Abbonati Abbonato
    • Registrati
    • Accedi
    • Segnala questo contenuto
    • Visualizza sito nel Reader
    • Gestisci gli abbonamenti
    • Riduci la barra
Caricamento commenti...