Denaro (una poesia da “La Città della Simulazione”)

potere prestigio fama influenza diritti (sopra tutto e tutti) –
diritti a velocità smodata per le strade della città imperata –
e poi in alto (sopra tutto e tutti) nel superattico galattico, asettico e apodittico profilattico per il pensiero asfittico (e c’è quel celebre politico, stasera a cena) –
e c’è la messinscena della créme dell’alta società sul palcoscenico in vetro e acciaio sopra la città
( – and all is cool, the mood is right to live the night – )
costosi tight conducono fastosi decolleté a guadagnar il posto per l’indomani ancora, la vita è ora e oro
(comprare Barrick Gold, $ 49.69, + 5,71%)
ovvero tutta una speculazione morale: oggi vale un prezzo sulla piazza, domani è già tutt’altro l’intrallazzo per un altro prezzo –
(“…e se il mercato immobiliare crolla, il superattico è quel che cade da più in alto…”) vorrebbe dire il consulente, però cosciente che accondiscendere e mentire è come già ottenere la propria quotidiana ciotolina di
DENARO.

Denaro_LCDS

Denaro (Quartieri di città) (il testo che leggete in testa al post è un estratto, ovvero una delle quattro parti che la compongono; cliccate sull’immagine per leggerlo nel formato originale) è uno dei componimenti di The City of Simulation | La Città della Simulazione: 14 poesie audio-visuali su CDr, un progetto di Luca Rota e Tiziano Milani prodotto da Setola di Maiale e pubblicato nel 2010, ma assolutamente attuale nelle sue tematiche e nelle visioni offerte, siano esse in forma sonora o letteraria.

14 poemi audio-visual, intorno e dentro il concetto di città. 14 Mp3 e 14 Jpeg, che vanno a formare un tutt’uno, suono/testo. Oltre tre ore di musica, ed infinite letture/riletture che s’interrogano sulla valenza della forma città odierna.(…) Opera coraggiosissima, di elevata qualità, e inusuale concezione. Potrebbe esser additata da esempio nel futuro.

(Marco Carcasi, Kathodic, 07/12/2010)

Potete leggere QUI tutte le informazioni in merito, oppure visitare il sito del progetto e, se lo ritenete meritevole, acquistare il CD direttamente dal sito di Setola di Maiale, una delle migliori etichette indipendenti italiane, in campo artistico/musicale e non solo.

Le banche? Meglio i rapinatori! (Flemming Jensen docet)

Ovviamente, se non parlo di me è anche perché nella società c’è uno strano pregiudizio nei confronti dei rapinatori di banca. Ma sono convinto che si arriverà a poco a poco alla fondamentale ammissione che quel che fa un rapinatore non è peggio di quel che fanno le banche. Anzi!
Ciò nonostante, la stima di cui godono i rapinatori nella società non è particolarmente alta.
Alle prime a teatro, per esempio, sono sempre invitati molti più direttori di banca che rapinatori. I direttori di banca, anzi, sono addirittura benvisti, anche se vi posso garantire che, a conti fatti, alle banche costano molto ma molto di più di quanto non costino i rapinatori.
Se uno di quei direttori manda a picco una banca per diverse centinaia di milioni, gli ficcano sotto il braccio un bel paio di milioni extra perché prenda la porta, mentre noialtri dobbiamo essere contenti se abbiamo abbastanza spiccioli per tornare a casa in taxi.

Flemming Jensen, Il blues del rapinatore, Iperborea 2011, pag.16.

Espressa in chiave ironica molto nordica, un’evidenza che ormai abbiamo tutti quanti sotto gli occhi, alla quale c’è ben poco da aggiungere, no?! Anzi, è lo stesso scrittore danese a far rimarcare al protagonista del suo romanzo: Sono un rapinatore di banca. Ecco, è detta. Sempre bene sapere con chi si ha a che fare, giusto per non scoprire di essere finiti tra le grinfie di qualche canaglia. Tipo un direttore di banca.
Tutto il mondo è paese, verrebbe da dire! Già, un “paese-mondo” nelle mani di poteri economici truffaldini, che però sono riusciti a imporsi come “filantropici”… Ma cosa diceva Henry Ford un secolo fa (mica l’altro ieri, eh!), al proposito? È un bene che il popolo non comprenda il nostro sistema economico e monetario, perché se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina.
Ecco.
E presto, qui sul blog, la mia recensione de Il blues del rapinatore. Nella speranza che una risata li possa seppellire…

“Armi”

Mi sono iscritto ad un corso per puntatore di cannoni di grosso calibro, ovvero di pezzi di artiglieria campale similari. “Spara anche tu a chi ti pare”… Allettante! Come indicato sulla brochure di presentazione del corso, ho appena pagato i 499,99 euro del costo relativo con la carta di credito.
Però, a dirla tutta… Non so. Non riesco a decidermi se sia una cosa giusta o meno…
Uhm…
Ho fatto bene, secondo voi?
Sì, voglio dire, a pagare con la carta di credito, e non in contanti… ‘Sta cosa di demandare il totale controllo del mio denaro alle banche e a chi le comanda non mi va’ proprio giù!