Agatha Christie, “Dieci piccoli indiani”

cop_diecipiccoliindianiLo so, lo so bene, qualcuno di voi potrebbe fin da subito pensare: beh, e chi è costui (cioè lo scrivente) per disquisire di e su Agatha Christie, ovvero sull’autrice inglese più tradotta della storia – anche più di Shakespeare! – e sui suoi celeberrimi romanzi gialli, peraltro senza scrivere cose che già altri nel tempo hanno scritto, nelle decine di milioni di pagine che si possono rintracciare sulla Regina assoluta della giallistica d’ogni tempo, dentro e fuori dal web? Vero, lo ribadisco, e ne sono ben conscio, tanto più che lo scrivente non si può nemmeno definire un così grande esperto di letteratura gialla…
Ma proprio questo è il punto. In verità ho letto in passato molti romanzi gialli, e di sfumature diverse – dal paglierino meno intenso al nero più cupo – e dovendo ora impegnarmi in un nuovo progetto letterario (e poi, mi auguro, editoriale) proprio di genere giallo (ma del tutto particolare, come nel mio stile), mi sono stilato una sorta di approfondito piano di studio della materia, dal punto di vista storico, tecnico e, naturalmente, letterario, al fine di conseguirne una conoscenza il più possibile dettagliata e intima. In quest’ottica, leggere Agatha Christie è veramente come imparare i nodi marinari per chi voglia attraversare l’oceano in barca a vela: è la base fondamentale del romanzo giallo, e il faro da cui farsi maggiormente illuminare e da seguire per poter imboccare la rotta migliore possibile.
Mi preme infatti qui mettere in evidenza proprio questa notevole peculiarità che un’autrice come la Christie ha, rispetto al genere letterario che più ha prodotto nella sua lunga e prolifica carriera: la valenza didattica di molti suoi romanzi. Proprio come Dieci piccoli indiani (Mondadori, con traduzione di Beata Della Frattina e con prefazione e postfazione di Alex R. Falzon), romanzo ritenuto a tutt’oggi uno dei massimi esempi di “giallo classico” e dunque vera e propria scuola per chiunque voglia e debba maneggiare la letteratura di tal genere…

Leggete la recensione completa di Dieci piccoli indiani cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!

L’immortalità dei libri – e della nostra memoria

Amos_Oz_image1C’era come la sensazione che mentre gli uomini vanno e vengono, nascono e muoiono, i libri invece godono di eternità. Quand’ero piccolo, da grande volevo diventare un libro. Non uno scrittore, un libro: perché le persone le si può uccidere come formiche. Anche uno scrittore, non è difficile ucciderlo. Mentre un libro, quand’anche lo si distrugga con metodo, è probabile che un esemplare comunque si salvi e preservi la sua vita di scaffale, una vita eterna, muta, su un ripiano dimenticato in qualche sperduta biblioteca a Reykjavik, Valladolid, Vancouver. Amos Oz

Ha ragione, il grande scrittore israeliano, e la cosa vale anche oggi, nell’era del libro digitale. Come vi saranno sempre volumi magari dimenticati ma ancora vivi, in qualche sperduta biblioteca del pianeta, ugualmente vi potrà essere un file, salvato su qualche computer o un qualche ereader chissà dove, che forse un giorno anche lontano a qualcuno verrà in mente di aprire e leggere… Beh, finché una cosa del genere accadrà, la memoria del genere umano sarà salva.
Perché questo sono, i libri: la memoria del nostro mondo. Probabilmente è anche per ciò se in certi paesi (non faccio nomi, ma li penso…) la lettura è così poco sostenuta, per non dire avversata – più o meno palesemente. Ma ugualmente, dunque, è grazie a ciò se i libri rappresentano pure la nostra salvezza. E spero non solo potenziale.

Sabato 24 Marzo, Biblioteca di Carenno: grazie!

Vorrei ringraziare veramente di cuore tutti gli intervenuti alla Biblioteca Comunale di Carenno, lo scorso sabato 24, per incontrare e ascoltare il sottoscritto. E’ stata una bellissima serata, con pubblico numeroso, attento e (soprattutto) partecipe: una di quelle in cui si potrebbe continuare a oltranza a parlare, discorrere, scambiarsi opinioni e idee su libri e letteratura, e per la quale una particolare gratitudine va’ al personale della Biblioteca, per come hanno saputo organizzare il tutto – abbondante rinfresco incluso!
Alla prossima!

Questa sera, ore 21.00, Biblioteca Comunale di Carenno: “Scrittore sarà lei!”, Luca Rota presenta sè stesso e i suoi libri

Questa sera, alle ore 21.00, sarò ospite della Biblioteca Comunale di Carenno (Lecco) per una serata intitolata Scrittore sarà lei!, nella quale presenterò me stesso e i miei libri, dagli inizi fino all’ultimo Cercasi la mia ragazza disperatamente, oltre che le mie idee, lo stile, le fantasie, le follie e molto altro… Ci sarà da divertirsi e ci sarà anche qualche sorpresa, ve lo garantisco! E ci sarà pure, a fine serata, un piccolo rinfresco offerto dalla Biblioteca.
La Biblioteca Comunale di Carenno è sita in via Roma, con ingresso accanto al Municipio; nelle zone limitrofe troverete parcheggio senza problemi, nel caso.
Cliccate sull’immagine per leggere la locandina dell’evento in un formato più grande, e per ogni informazione nel merito non esitate a contattarmi, qui nel blog oppure qui.
Ok, dunque a stasera! Vi aspetto!

Quando non è bello solo cosa si legge, ma anche dove si legge…

E’ la biblioteca di bordo di qualche grossa astronave interstellare! – vi verrà forse da dire, osservando l’immagine qui sopra… E invece è la nuova biblioteca di Vennesla, una piccola cittadina del sud della Norvegia, circa la quale il celebre huffingtonpost.com, in questo articolo, non esita a chiedersi se non sia la più bella biblioteca del mondo.
Che lo sia o non lo sia, con il suo ultramoderno e minimalista design tipicamente scandinavo ad alta efficienza energetica, di sicuro non è che una tra le tante belle biblioteche che si possono trovare in Norvegia e in Scandinavia in generale: probabilmente la zona del pianeta nella quale la gente legge di più.
E non è certo un caso, questo. Non è certo casuale che le biblioteche al servizio di una società dove si legga molto siano più belle, ovvero che in un posto dove le biblioteche siano più belle la gente legga di più. E dunque che l’amministrazione pubblica investa molto in queste strutture e nella cultura in generale, sia per stimolare la diffusione di essa, sia perché tale diffusione stimola a sua volta le amministrazioni a investire proprio lì, in quelle cose, piuttosto che in altre magari meno utili socialmente, per non dire più futili (sì, ammetto di stare a guardarmi qui intorno…).
E non è certo casuale, a compendio di ciò, che quella parte di mondo dove la gente legge parecchio e dove lo può fare in luoghi tanto belli e pubblicamente curati, vi siano le società certamente più avanzate del mondo stesso. Le più emancipate, le più libere, le più floride, quelle in testa a tutte le classifiche relative al benessere e alla qualità di vita.
Qui, invece, non solo le biblioteche quasi sempre non hanno fondi per potersi rinnovare, abbellire, ingrandire, ma è già tanto se hanno la possibilità economica di acquistare almeno qualche volume per integrare il proprio patrimonio librario. Risultato: due terzi della popolazione, qui, non legge nemmeno un libro. Forse non è un caso, dunque, se poi ci si guarda intorno, e si vede quanto ci tocca vedere…

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